(S)BALLOTTAGGIO

Berlusconi tifa Fassino

Una telefonata dalle più alte sfere del gotha finanziario dell'ex premier arriva a Morano: "La golden share sulla rielezione di Piero è nelle tue mani". Un input ispirato direttamente da Arcore?

Una telefonata cordiale quanto inattesa, ammantata di complimenti e attestati di stima. Un colloquio amichevole ma allo stesso tempo ovattato tra messaggini sibillini e un’investitura: “Lei ha la golden share per la rielezione di Piero Fassino”. Un filo immaginario che, via etere, ha collegato le alte sfere dell’impero finanziario berlusconiano e il candidato del centrodestra a Torino. Da una parte l’avvocato Michele Carpinelli, dall’altra il notaio Alberto Morano.

Carpinelli è il socio più in vista del potente studio milanese Chiomenti, considerato, tra gli avvocati d’affari, il principale consulente di Silvio Berlusconi. È lui che tiene i contatti con Rupert Murdoch e il figlio Richard, è lui anche a gestire il passaggio generazionale all’interno di Fininvest, ufficiale di collegamento tra la politica e gli affari dell’ex premier e un link diretto con Fedele Confalonieri e Gianni Letta, gli stessi che hanno condotto il Cavaliere al Nazareno e che hanno mantenuto un canale sempre aperto con il Pd e i suoi massimi esponenti. E Carpinelli è stato anche il sensale del matrimonio tra La Stampa e il Secolo XIX. La frequentazione con Morano risale alla fine degli anni Ottanta, quando il notaio era consulente legale di Citibank. Una telefonata che certifica il sostegno dell'ex sultano di Arcore a Fassino? O forse, più semplicemente, il tentativo del milieu finanziario che gravita attorno al vecchio leader di accreditarsi presso un interlocutore? Difficile da dire con certezza.

Di sicuro c’è che i rapporti tra l’ultimo segretario della Quercia e il fondatore di Forza Italia sono tutt’altro che ostili, a parte lo screzio sorto dalla pubblicazione sul giornale di famiglia della celebre intercettazione ("Abbiamo una banca?"), tensione culminata con una querela vinta da parte del sindaco. Rapporti decisamente più distesi quelli odierni, come dimostra la disponibilità del giro berlusconiano ad aiutare Piero Fassino in un’altra partita a lui carissima, come quella per l’elezione del Quirinale, in cui ci fu chi si mosse sottotraccia e chi, come Osvaldo Napoli, che di lì a poco sarebbe diventato lo sfidante sotto la Mole, si prodigò in improbabili endorsement. “Salvate il soldato Piero” è un input giunto direttamente da Arcore, proprio mentre Matteo Salvini annunciava il suo sostegno al Movimento 5 stelle? Non lo sapremo mai. Quel che si sa è la risposta recapitata da Morano al suo interlocutore. “Io Fassino non lo voterò mai”, perfettamente in linea con il leader nazionale del partito che lo ha sostenuto (al contrario di Berlusconi che rifiutò, su consiglio del gineceo, di riceverlo).

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3 Commenti

  1. avatar-4
    12:52 Giovedì 09 Giugno 2016 capkirk Chiaro

    che fosse così. Il PD è sempre stato complementare al sistema berlusconiano, infatti non ha mai fatto opposizione vera. Bravo SIlvio, gli amici si aiutano nel momento del bisogno.

  2. avatar-4
    12:35 Giovedì 09 Giugno 2016 marcopuglisi cavolo.....

    un altro motivo per votare al ballottaggio la Appendino!

  3. avatar-4
    18:41 Mercoledì 08 Giugno 2016 daniele galli Cavaliere ma che fa ?

    dopo il fantastico 5% torinese il Cav. non usa più Pichetto neppure come staffetta porta ordini e fa tutto da solo .

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