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GLORIE NOSTRANE

Christillin ha Fifa solo di Renzi

Il suo piano di rilancio dell'ente turistico raccoglie più critiche che consensi e il premier inizia a storcere il naso. Ma lei intanto incassa un’altra poltrona, oltre la presidenza dell'Egizio: un posto nel consiglio della federazione internazionale del calcio

Precauzionalmente informato di quanto la signora non gradisca vedere descritti il suo carattere e le sue doti con l’abusata frase “è una con le palle”, Carlo Tavecchio – uno che di scivoloni verbali ne è riuscito ad evitare pochi – con Evelina Christillin è passato d’emblée al pallone. Ai massimi livelli, come del resto s’addice alla signora degli A(g)nelli che dello sport ha fatto la sua vita, prima come giovane campionessa di sci e poi come presidente del comitato organizzatore delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, passando per mille altre esperienze compresa una docenza di Storia dello Sport  e un gentilmente declinato assessorato offertole dall’allora (era il 1997) sindaco Valentino Castellani. Ancora non si sa con certezza, ma pare scontato, che all’offerta di Tavecchio risponderà come alla proposta di guidare l’avventura olimpica che nel ’98 le fece l’Avvocato: “Evelina, ti interesserebbe?”, lei:  “Subito”.

Certo è che il presidente della Figc ha scelto lei, come comunicato ieri al consiglio federale, quale rappresentante femminile in quota Uefa nel consiglio della Fifa. Un incarico di prestigio che va aggiungersi agli innumerevoli altri inanellati dalla manager torinese – attuale presidente del Museo Egizio e fino all’ottobre 2015 numero uno del Teatro Stabile – che l’agiografia non ha mancato di dipingere come “una che lavora come una tedesca, parla inglese con il piglio della Thatcher e francese con lo charme della Deneuve”, ma cui la dura realtà l’ha pure messa dinanzi alla non facile prova di guidare un vecchio carrozzone qual era (e in parte ancora è) l’Enit affidatole più di un anno fa da Matteo Renzi.

Incominciò con uno slalom tra i dipendenti che fuggivano verso il pubblico, dopo la privatizzazione dell’ente. Alla fine ne restò un pugno, forse neppure. “Abbiamo avuto qualche problema di ripartenza, ma adesso siamo in corsa” disse l’aprile scorso all’assemblea di Federalberghi, forte del successo ottenuto alla guida del Museo Egizio. Ma la burocrazia incrostata in decenni offre ben altre mummie e sarcofaghi assai più ostici da aprire. “Il turismo deve essere la punta di diamante di questo governo”, musica per il premier e il ministro Dario Franceschini. Con qualche nota stonata, però. Come quella chiacchierata nomina di una stretta collaboratrice del ministro a dirigente dell’Enit di cui hanno chiesto, pochi giorni fa, conto alcuni deputati del M5s.

Giovedì scorso Christillin ha presentato il piano triennale: “Promuovere il territorio attraverso l’aumento dei turisti, soprattutto chi dall’estero vuole venire in Italia senza difficoltà di comunicazione, di collegamenti e di trasporti”, il che è già un’impresa. Ma la signora degli A(g)nelli, si sa, è una tosta: “Nei primi quattro mesi del 2016 siamo al +4% rispetto allo scorso anno. Quindi, va già molto bene, e c’è anche un considerevole aumento del Sud”. Poi, “aumentare la permanenza media dei turisti: oggi siamo a 3,64 notti e vorremmo averne di più. Di conseguenza, siccome i luoghi turistici per eccellenza scoppiano, bisogna promuovere non solo una destagionalizzazione, ma anche un decentramento delle sedi turistiche tradizionali”. Poteva mancare la digitalizzazione? No. “L’80% dei turisti si informa su internet”. Quindi in binomio turismo e cultura, perché “il 44% dei turisti stranieri viene proprio nel nostro Paese per la cultura. Ma molto deve essere fatto non soltanto sulla visita, e lo dico da esperta di cultura, ma anche sulla tutela e nella valorizzazione. Non si può lasciare che le cose cadano a pezzi. È l'Italia”.

Vaste programme. “La solita storytelling” obietta chi liquida in piano come ridondante di banalità, privo di pianificazione strategica. Malignità? Critiche per partito preso? Può essere. Certo quei poco meno di 84 milioni da qui al 2018messi a disposizione dell’agenzia – questo è diventato il vecchio ente, presieduto da Christillin – da parte del Governo non sono certo un’enormità. Presente già in 9 città, Enit intende aprire altre 4 sedi in Europa e nei Paesi extra-europei, dove possiede 12 sedi, sono in programma 3 nuove aperture: Shanghai, Bangkok e Città del Messico.

“Potrebbe darsi benissimo che alla fine di questa conferenza il governo ci dice che dobbiamo chiudere.  Per adesso ci vedete e siamo ancora qua, vivi e vegeti”. Aveva esordito alla presentazione del piano, rispondendo a distanza alla recente uscita del presidente Alitalia, Luca Cordero di Montezemolo, che aveva parlato della necessità per il Belpaese di dotarsi di un vero top tour operator incoming, cioè di accoglienza dei turisti stranieri in Italia. Come a dire: l’Enit che ci sta a fare? Una domanda che pare ronzi con sempre maggiore insistenza nelle orecchie dello stesso Renzi. Per ora ci sta e al suo vertice sta la manager recentemente omaggiata del riconoscimento di Torinese dell’anno 2015 da quel sistema che, scritto con la maiuscola e abbinato al nome della capitale sabauda, è divenuto bersaglio colpito dalla nuova classe dirigente di Palazzo Civico. Colpito ma lungi dall’essere affondato (e magari, chissà, pronto ad essere convenientemente riabilitato almeno in parte) e di cui la signora degli A(g)nelli è parte e volto gentile,ma determinato. “Non sopporto che mi si dica che sono una con le palle, preferisco: una con le spalle”. Per evitare scivoloni, Tavecchio l’ha buttata sul pallone.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    08:39 Mercoledì 20 Luglio 2016 tandem Solo....

    .....Chiacchiere e distintivo (Fiat).......

  2. avatar-4
    08:20 Mercoledì 20 Luglio 2016 dedocapellano Christallin..... e'

    la cartina al tornasole che ci dice che l'Italia e' solo una stantia oligarchia che si crede aristocrazia! riusciremo mai a diventare una democrazia fondata sulle capacita' reali

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