Acqua Santanna

Le decisioni dei decisori

In Italia come in troppi stati occidentali si dà per scontato che lo stato sia un’organizzazione al servizio dei cittadini e che ogni sua azione miri al miglioramento della loro vita. Ma è proprio vero? Senza cadere in discorsi banale del tipo “i politici sono tutti ladri”, proviamo ad esaminare, ovviamente in maniera sintetica, i comportamenti dei decisori politici. Esiste una precisa branca dell’economia, la Public Choice, che si occupa di studiare proprio questo e contrariamente a quanto accade di solito, ci sono stati studiosi italiani del passato che hanno dato il loro significativo contributo alla disciplina.

Innanzitutto bisogna specificare che fra i decisori politici bisogna includere i burocrati: i grandi dirigenti di Stato hanno risorse, dispongono di personale, godono di un ampio potere decisionale e possono influenzare la politica. I politici per predisporre una legge spesso chiedono dei pareri o addirittura di scriverla dettandone solo gli indirizzi agli esperti dei ministeri, evitando di impelagarsi nei vari tecnicismi. Ciò ha però il contraltare di porre i politici alla mercé dei burocrati.

La Public Choice applica ai decisori politici la stessa metodologia di analisi degli altri operatori economici, l’individualismo metodologico e credo che senza tanta sorpresa, ci si accorge che rispondono agli stessi criteri. I decisori politici essendo individui, non diversi dall’imprenditore e dall’operaio agiscono con gli stessi criteri razionali. Si “scopre” che i politici non sono mossi dal desiderio di migliorare la vita dei cittadini, ma agiscono razionalmente per raggiungere i propri interessi egoistici.

Non stupirà scoprire che la Public Choice evidenzia come i provvedimenti presi dai politici siano quelli più di moda in un certo momento e che garantiscono visibilità agevolando la rielezione, che non quelli che effettivamente necessari per il benessere generale. In prossimità delle elezioni la preoccupazione del politico sarà la rielezione ed agirà per garantirsi quella, piuttosto che il provvedimento più necessario. Tale comportamento egoistico evidenzia come le assemblee parlamentari siano permeabili alle pressioni dei media e di gruppi più o meno organizzati.

Gli stessi elettori agiscono perseguendo il proprio interesse egoistico appoggiando quei politici o quelle decisioni che favoriscono i loro obiettivi. Per esempio, in Italia, i pensionati possono tranquillamente pensare di appoggiare partiti e politici che si impegnino ad aumentare le pensioni anche a discapito del bilancio pubblico, aumentando deficit e debito. Tanto a pagare i debiti ci saranno i giovani quando ormai i vecchi avranno già incassato e saranno morti. Qualche anno fa per anticipare di uno o due anni il pensionamento dei dipendenti prossimi alla pensione, furono aumentati i contributi sui contratti a progetto ovvero furono i giovani precari a pagare chi aveva un contratto stabile. Un perfetto esempio di come un gruppo di pressione organizzato riuscì a perseguire il suo interesse egoistico a danno di altre categorie.

Il burocrate il cui prestigio e possibilità di carriera dipendono dal budget e dai dipendenti assegnati, non farà altro che spingere per un loro aumento al di là delle reali necessità. Farà continue pressioni sui politici per aumentare le risorse a propria disposizione a scapito del benessere generale. Anche in questo caso l’interesse egoistico del burocrate si scontra con l’interesse dei cittadini che vorrebbero semplicemente pagare meno tasse e vivere tranquille senza troppe scartoffie.

La Public Choice spiega ciò in termini scientifici e in queste poche righe la si è illustrata in maniera molto sintetica, ma un esame anche superficiale del comportamento umano porta alle stesse conclusioni ed in fondo la famosa e un po’ triste locuzione “tengo famiglia” è un modo spiccio di intendere la razionalità dell’individuo e la si può applicare ai decisori politici.

Essendo la natura umana questa, è possibile pensare di rimettere tutte le decisioni importanti ai decisori politici senza nessuna opposizione o un qualche meccanismo di riequilibrio?

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