LETTERE PATRIE

L’editoria ha DieciCento Carie

Nella Torino costretta a ripensare il proprio Salone del libro nascono due nuove riviste letterarie. Pubblicheranno esclusivamente racconti, di autori esordienti e in prevalenza ambientati in città

Non una, ma due riviste letterarie. Nell’anno zero per l’editoria torinese, quello durante il quale si dovranno fare i conti con la forza dei grandi editori e un Salone del Libro concorrente a meno di duecento chilometri di distanza, in città stanno per essere lanciati due nuovi periodici dedicati al mondo della narrativa. Carie e DieciCento, così si chiamano le riviste, nascono dalla mente di una decina di appassionati di letteratura che hanno deciso di investire tempo e denaro in un progetto che profuma tanto di scommessa perché entrambe le riviste pubblicheranno esclusivamente racconti, un genere che in Italia non ha mai trovato spazio sufficiente tra le pubblicazioni editoriali. 

«La passione per la scrittura e la lettura è alla base del nostro progetto - commenta Nicola Feo che, insieme a Carlos Bolaños, ha fondato DieciCento -. Il racconto viene considerato un genere minore, ma in realtà sta al romanzo come il cinema sta alla fotografia. Noi abbiamo cercato all’interno del mondo letterario uno spazio vuoto e lo abbiamo riempito lanciando una sfida ai bravi narratori». Il primo numero di DieciCento verrà pubblicato a novembre e al suo interno si potranno leggere cinque racconti che avranno Torino come comune denominatore. «Le storie che ci sono arrivate sono state scritte su misura per la rivista e ognuna sarà accompagnata da una fotografia in bianco e nero. Non facciamo alcun editing sul testo, deve essere buono così, altrimenti non lo pubblichiamo». Il primo numero uscirà in pdf e verrà distribuito online, ma, in edizione limitata, verranno anche stampate alcune copie cartacee. 

Carie, che verrà ufficialmente lanciata il 15 ottobre alla libreria Panthaleon, invece, è nata sulla poltrona di un dentista: «Sì, ma non pubblichiamo solo racconti che parlano di problemi ai denti anche se ci è arrivato un romanzo interamente ambientato dentro un ambulatorio dentistico. Noi non selezioniamo testi che abbiano un argomento specifico che li accomuni, ma storie che ci piacciono e che siano ben scritte» dice Giulia Muscatelli. Alle spalle di Carie c’è un collettivo composto da otto appassionati che curano l’intero iter che porterà alla pubblicazione, trimestrale, del periodico. «Già adesso che non siamo ancora usciti con il primo numero abbiamo avuto una buona risposta da parte del pubblico, ci sono arrivati più di cento racconti. Probabilmente anche perché abbiamo deciso di presentarci in modo leggero perché la letteratura può essere anche una cosa divertente». Ogni racconto pubblicato verrà accompagnato da un'illustrazione e la particolarità è che scrittore e illustratore nella maggior parte dei casi non si incontrano prima della realizzazione del disegno. Anche Carie verrà distribuita principalmente online. 

Energie alternative che nascono in città da quel mondo indipendente e minuscolo che varrà anche solo l'1% dell'editoria italiana, ma che potrebbe fungere da propulsore al nuovo Salone Internazionale del Libro di Torino.

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