POLITICA & GIUSTIZIA

Finanza al Comune di Torino

Le fiamme gialle bussano alla porta della sindaca Appendino e acquisiscono la documentazione contabile relativa al bilancio 2015 e successivi atti. Sotto la lente i disallineamenti e i conti di Gtt

Gli agenti delle fiamme gialle bussano agli uffici del Comune di Torino su mandato della Procura della Repubblica. Secondo quanto trapela da fonti interne i finanzieri hanno acquisito tutta la documentazione relativa al bilancio 2015 di Palazzo Civico, già al centro da alcune settimane di dibattito politico tra maggioranza e opposizione, in particolare riguardo a una serie di disallineamenti nei conti di alcune società partecipate, a partire da Gtt e Infra.To.

L'iniziativa farebbe seguito a un esposto presentato nei giorni scorsi dal consigliere del centrodestra Alberto Morano, secondo cui vi sarebbero gravi irregolarità stimate attorno ai 5 milioni di euro. Un aspetto che vede in campo la Procura di Torino che ha avviato un'indagine, coordinata dal magistrato Ciro Santoriello. A quanto si apprende si tratta di un cosiddetto “modello 45”, ovvero un’indagine conoscitiva che al momento non ha indagati né ipotesi di reato. Analoga iniziativa sarebbe stata intrapresa dalla procura della Corte dei Conti guidata da Giancarlo Astegiano.

Morano era stato uno dei sostenitori dell'interpellanza generale con cui la minoranza aveva contestato una delibera dell'assessore al Bilancio, Sergio Rolando, approvata il 23 agosto, che prevedeva una ricognizione contabile sul bilancio cittadino del 2016. Il consigliere, fra l'altro, aveva rilevato disallineamenti per 40 milioni nei rapporti di debito-credito tra Comune e alcune partecipate e, in particolare, la Gtt, società di gestione dei trasporti pubblici. “È un serio problema - aveva affermato - perché delle due l’una: o non è corretta la rappresentazione dei debiti del Comune di Torino contenuta nel rendiconto della città relativo all'esercizio 2015, o non è corretto il bilancio Gtt approvato, per il tramite di Fct Holding, dalla Città di Torino il 21 luglio 2016 e quindi in base a istruzioni impartite a Fct dalla nuova giunta Appendino”.

“Mancano 5 milioni al bilancio del Comune di Torino e i protagonisti del gioco di prestigio sono Piero Fassino e la sua giunta, ma si apprende dagli organi di stampa che il buco potrebbe essere addirittura più grande”. Ad andare all’attacco sono i parlamentari grillini Laura Castelli e Ivan Della Valle che così commentano l’indagine sui conti del capoluogo subalpino. “Ci stupiremmo - affermano - se il consigliere Fassino, avendo firmato il bilancio 2015, non venisse iscritto nel registro degli indagati per falso in atto pubblico. Lo diciamo da sempre: le partecipate sono uno degli strumenti maggiormente usati dai partiti per drenare soldi dei cittadini. In Italia le perdite delle società di tutte le amministrazioni pubbliche superano gli 84 miliardi. Qui la puzza di bruciato si sentiva lontano un miglio e oggi siamo fiduciosi nelle indagini che Procura e Corte dei Conti stanno conducendo”. E sulla questione è intervenuto anche Beppe Grillo, con un post durissimo nei confronti della precedente amministrazione di centrosinistra.

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