RETROSCENA

I parisiani tirano dritto
“Anche senza Silvio”

Si consuma anche in Piemonte lo strappo definitivo. A 24 ore dalla kermesse di Torino, il fedelissimo Cherio afferma: "Servono persone nuove, noi non ci fermiamo". L'intendenza azzurra si attiene alle direttive di Arcore e dà forfait

Adelante. Con o senza Silvio. Il percorso è accidentato e il fantasma (politico) di Corrado Passera è lì che turba il sonno di quelli che all’impresa di Stefano Parisi ci hanno creduto e ci credono; “ma non può essere una battuta di Berlusconi a fermare la macchina”. A 24 ore dalla kermesse di Torino, alla Gam, Alessandro Cherio, numero uno del Collegio dei costruttori e referente dell’ex candidato sindaco di Milano, mette i suoi paletti. Perché se è vero che la strada di Parisi senza Forza Italia rischia di diventare un vicolo cieco, gli azzurri, secondo l’ex delfino del Cav. “hanno perso la bussola”. Due facce di una destra incapace di ritrovare se stessa, mentre “10 milioni di italiani hanno smesso di votare partiti liberal”. E per chi ancora auspicasse una ricomposizione dopo la sconfessione del sultano di Arcore, è arrivata la conferenza stampa con cui Parisi lancia il suo movimento, Energie per l'Italia, dal tour Megawatt che lo porterà domani sotto la Mole. Lo strappo, a questo punto, è definitivo: ognuno per la sua strada.

Intanto con una sequenza di telefonate, tutte più o meno dello stesso tenore, l’intendenza berlusconiana piemontese ha comunicato a Chierio il suo forfait: il numero uno Gilberto Pichetto, l’europarlamentare Alberto Cirio, il capogruppo in Sala Rossa Osvaldo Napoli, la consigliera regionale Claudia Porchietto. Nessuno di loro sarà presente alla Gam, avevano chiesto indicazioni ad Arcore e da villa San Martino è arrivato l’altolà. Che l’ordine di scuderia fosse quello di disertare è confermato dal fatto che stasera a Cherasco brillerà per la sua assenza l’onorevole Cirio. In una iniziativa cui saranno presenti, invece, il ministro Enrico Costa e il sindaco del suo feudo di Mondovì, Stefano Viglione. Dimostrazione di come Parisi, disconosciuto da Berlusconi, presto potrebbe essere adottato da quel centro in cerca del quid. “È bizzarro quello che sta succedendo – prende atto Cherio -. Non capisco ma mi adeguo”. Lui si adegua, loro, i capetti azzurri, si sono adeguati. Ma Parisi ormai è in ballo e balla: “Oggi l’unica alternativa a Matteo Renzi è il Movimento 5 stelle” dice e continua ad alzare il tiro contro il Carroccio, se non altro per marcare una linea politica ormai alternativa alle truppe berlusconiane: “Le risposte ai problemi si danno studiando, senza l’ipocrisia della sinistra e la superficialità della Lega”. Altro che accordo. Gli fa eco Cherio: “A Torino Forza Italia vale il 4%, qui un cittadino di centrodestra deve scegliere tra Pd e M5s. Servono un messaggio e persone nuove. Un ciclo è finito ora se ne inizia un altro”. E poi: “Qui parlano tutti di leadership. Sembrano quegli imprenditori che iniziano un’impresa partendo dagli utili”.

Ognuno per la sua strada, almeno per ora. L’orizzonte resta il 4 dicembre. Dal giorno dopo lo scenario politico non sarà più lo stesso e se “l’unico leader che ci sia in Italia” (parola di Cavaliere) dovesse perdere, allora Forza Italia potrebbe tornare centrale nella gestione di una difficile transizione e Silvio è già pronto per tornare in scena a capo della sua scombiccherata truppa parlamentare. Intanto Parisi assicura di voler andare avanti comunque e a Torino troverà pezzi più o meno influenti del frastagliato centrodestra (un tempo) berlusconiano, dall’avvocato Stefano Commodo ad Attilio Bastianini, passando per la presidente dell’Ascom Maria Luisa Coppa e l’ex ministro socialista Francesco Forte. Che siano loro le nuove Energie per l’Italia? Presente anche l’artista Ugo Nespolo per disegnare il ritratto dell'ennesimo delfino dirovato dal Caimano.

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