Monge
REGIONE PIEMONTE

Botti al vertice della Sanità

Dopo l'uscita dal piano di rientro (prevista a inizio 2017) arriva anche il nuovo direttore di corso Regina. Come da noi anticipato è l'attuale responsabile della programmazione del Ministero. Insediamento entro fine anno

Tutto come previsto: Renato Botti è il nuovo direttore regionale della Sanità piemontese. Lunedì prossimo la nomina ufficiale da parte della giunta di Sergio Chiamparino, con cui si affiderà a colui che ad oggi è ancora uno dei più alti dirigenti del ministero della Salute con la responsabilità della direzione sanitaria, la poltrona che è stata occupata per oltre due anni da Fulvio Moirano, tra i fautori dell’uscita del Piemonte dal piano di rientro. E proprio nei giorni in cui quest’ultimo stava preparando le valigie per la Sardegna dove è impegnato nella unificazioni delle Asl isolane, era spuntato – come rivelato dallo Spiffero – il nome di Botti quale successore.

Bocche cucite in corso Regina, una smentita di prassi da parte del diretto interessato nel corso di un convegno alle Molinette, girandole di nomi, ma la scelta era pressoché fatta da tempo e, forse, anche suggerita in qualche modo dallo stesso Moirano. L’uomo chiave della sanità lombarda ai tempi di Roberto Formigoni è sempre stato la prima se non unica scelta di Chiamparino e del suo assessore Antonio Saitta che hanno disegnato un alto profilo per la figura che dovrà anche svolgere un ruolo cruciale, al fianco dello stesso Saitta, nella guida della commissione sanità in seno alla Conferenza delle Regioni.  Anche l’ostacolo dello stipendio era stato superato, nelle scorse settimane, con l’aumento delle buste paga dei dirigenti delle aziende sanitarie alle quali è parametrato l’emolumento del braccio operativo di corso Regina.

Un rapporto non più idilliaco con il ministro Beatrice Lorenzin e forse anche un avvicinamento alla sua Lombardia avrebbero fatto il resto e convinto Botti ad accettare. Incontri riservati sempre nelle scorse settimane sarebbero serviti a perfezionare l’operazione. Lo scorso 10 novembre si era chiuso il bando per raccogliere le candidature che alla fine sono state 19 (di cui due donne) e tra le quali non poche sono state quelle avanzate da manager della sanità attualmente in servizio nella regione, ma arrivate anche da Umbria, Campania, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta e Lazio. Una procedura dovuta, ma che la conferma di quanto ampiamente anticipato da settimane sembra ridurre a una mera formalità. La decisione di affidare all’alto dirigente del ministero la poltrona di Moirano era stata presa quando quest’ultimo era ancora a Torino. E magari qualche suo consiglio aveva in parte mitigato lo smacco dell’abbandono di corso Regina per la Sardegna.

Le motivazioni ufficiali che hanno portato alla scelta di Botti sono illustrate in una nota della giunta in cui si afferma come "poiché la direzione della struttura riveste carattere strategico all’interno dell’organizzazione regionale, la giunta si è orientata su un candidato con una comprovata esperienza in materia di programmazione sanitaria e monitoraggio e razionalizzazione della spesa non solo a livello regionale, ma anche nazionale perché - avendo il Piemonte il  ruolo di coordinamento della Commissione salute - al direttore dell’assessorato spetta anche il compito di coordinatore tecnico di tutte le Regioni".

Nel suo curriculum figura tra l’altro il coordinamento del gruppo di lavoro per l’attuazione e il monitoraggio del Patto della Salute 2014-2016 e la partecipazione a numerosi tavoli nazionali, tra cui quelli sulla verifica dei LEA, per la governance farmaceutica e lo stesso tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali, oltre al coordinamento dei programmi di monitoraggio e razionalizzazione della spesa sanitaria, perseguendo la sostenibilità e l’equilibrio economico-finanziario del servizio sanitario nazionale.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    10:02 Mercoledì 23 Novembre 2016 dedocapellano Piemontesi.....

    nessuna novità, tutto nella più assoluta continuità..... il Piemonte sa farsi del male proprio con i piemontesi, un esempio esemplare? .... dove sono finite le due grandi banche torinesi ?... a Milano! e grazie a chi?... Sergio Chiamparino, Enrico Salza e Fabrizio Palenzona da Alessandria!!

  2. avatar-4
    11:22 Martedì 22 Novembre 2016 nervino nemo profeta ...

    dall'industria (specie ex fiat) alla finanza (Gallia in CDP ...) Torino ed il Piemonte esportano manager in tutto il mondo chissà perché solo l'attuale presidente deve sempre andare a pescare il Papa straniero (segretario regionale, direttore sanità, capo di gabinetto) ... certo che Decidere e fare delle scelte è difficile e richiede sforzo e lavoro, meglio fare favori in giro per l'italia ...

  3. avatar-4
    16:56 Lunedì 21 Novembre 2016 tandem Vedremo....

    se è di alto profilo lo vedremo, per il momento gli "importati" di alto profilo hanno avuto solo la propensione per i tagli a servizi e efficienza. Il fatto poi di essersi spostato solo previo aumento di stipendio non testimonia certo a suo favore. Speriamo bene.....

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