TRAVAGLI DEMOCRATICI

Asti-Cuneo, lavori in corso Pd

Il segretario regionale Gariglio stringe i tempi sulle candidature a sindaco dei due capoluoghi. Summit con il primo cittadino Borgna per disinnescare la mina Manassero e pressing su Brignolo perché sciolga le riserve

Questa sera Davide Gariglio incontrerà Federico Borgna e, nel frattempo, lancia un neppur troppo velato ultimatum a Fabrizio Brignolo. Viaggia sulla Cuneo-Asti, corsia amministrative, il segretario regionale del Pd. E seppur più praticabile rispetto all’incompleta bretella d’asfalto, pure la tratta percorsa per trovare una soluzione per le prossime comunali nei due capoluoghi, non manca di lavori in corso, deviazioni e rallentamenti. Alla matassa da sbrogliare nel capoluogo della Granda dove una parte del Pd cittadino non pare disposto a imboccare la via dell’accordo con l’attuale sindaco (caldeggiato non solo da Gariglio, ma dallo stesso Pd regionale e con palesi endorsement del Nazareno) tenendo il punto sulla discesa in campo della senatrice Patrizia Manassero, va aggiunto il dilemma in cui l’attuale primo cittadino di Asti continua ad avvolgere la decisione sulla sua ricandidatura.

“Entro la metà di gennaio e non oltre, bisogna esser in grado di sapere se ad Asti ci dev’essere un altro candidato sindaco” dice Gariglio allo Spiffero confermando, indirettamente, i rumors che raccontano di una conversazione su questa grana, avuta con la consigliera regionale Angela Motta durante una pausa di lavori, in questi giorni, a Palazzo Lascaris. Toccherebbe a lei, anche se non sprizza gioia all’idea, guidare il Pd nella non facile competizione di primavera nel tentativo di non perdere il municipio. Gariglio ad alcuni dei suoi ha confidato la sensazione che alla fine Brignolo getterà la spugna, “ma se anche fosse così, anzi soprattutto se decidesse di non ripresentarsi bisogna saperlo il più in fretta possibile per non perdere tempo e prepararsi a un’altra candidatura”. Countdown , dunque, per il sindaco astigiano, il quale continua rinviare la decisione: non ha risposto alla richiesta fattagli ormai alcune settimane addietro dalla segretaria del Pd cittadino Giovanna Beccuti, tantomeno ha lasciato trasparire il suo intendimento nell’interminabile conferenza stampa di fine anno.

La non esclusa coincidenza delle elezioni amministrative con quelle politiche hanno impresso un ulteriore accelerazione nell’azione che la segreteria regionale aveva già avviato, partendo proprio dal complicato caso di Cuneo, sui dossier dei tre capoluoghi chiamati al voto in primavera. Risolta la questione alessandrina, con l’annuncio datato di alcuni mesi di Rita Rossa che ha sciolto ogni dubbio dichiarando il proposito a ricandidarsi e sgombrando il campo dall’eventualità di una sua ambizione parlamentare (almeno a questo giro), sono rimaste sul tavolo di Gariglio le due matasse ingarbugliate di Asti e Cuneo con cui oggi è difficile cavar fuori con immediatezza una maglia da far indossare a chi correrà per (o con) il Pd.

Corsa che se nella città del Palio si annuncia in salita e con parecchie curve cieche, spesso verso il centrodestra che per situazione e per tradizione appare lì più ostico che altrove, ben diversa è la situazione a Cuneo. Se non tutta in discesa, certo, quella di Borgna si presenta come una competizione che lo vede favorito, incominciando dal consenso e proseguendo con la scarsa temibilità degli avversari: il centrodestra ha i suoi problemi e rischia – come peraltro un po’ tutte le forze politiche tradizionali – di pagare lo scotto dell’influenza di quegli ambienti più legati alla finanza che non alla politica così come dell’assenza di un candidato di peso, ad oggi, non ancora affacciatosi. Non preoccupano neppure i Cinque Stelle, a Cuneo. Semmai a complicare tutto nel centrosinistra, anzi nel Pd, è proprio lo stesso Partito democratico, perennemente diviso al suo interno, ancora bruciato dalla sconfitta delle scorse comunali e solo per una parte disposto a riunire il centrosinistra attorno alla figura dell’attuale sindaco, uscendo dalla inusuale situazione di forza di opposizione rispetto a una giunta di egual colore guidata da un ex iscritto al Pd che gode della stima dei vertici nazionali e regionali e che dai suoi programmi non ha escluso a priori un ritorno nelle fila dem.

Questa sera Gariglio, insieme con i suoi omologhi provinciale Momo Di Caro e cittadino Graziano Lingua, incontrerà Borgna. Anche se andrà nel migliore dei modi, domani la grana cuneese non potrà dirsi risolta. “Aprire un dialogo” è la parola d’ordine che Gariglio ripeterà a se stesso imboccando le curve dell’Asti-Cuneo. Poi se tutto procederà come auspicato in via Masserano, si chiuderà dopo l’Epifania.

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