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(IN)SICUREZZA

Meno reati, ma la periferia ha paura

La diminuzione dei delitti non corrisponde a un maggior senso di sicurezza nelle grandi città italiane. A Torino le aree più a rischio sono Porta Palazzo, Aurora e San Salvario. I centri sociali agiscono sull'emergenza sfratti. Il piano dell'Appendino: riqualificazione urbana e cultura "diffusa"

Diminuiscono i reati nelle grandi città italiane, ma questo dato non corrisponde a una maggiore sicurezza percepita da parte dei cittadini, soprattutto nelle periferie. Da Torino a Napoli, da Roma a Reggio Calabria, “in tutte le 14 realtà metropolitane del paese si deve evidenziare il dato sulla regressione dei delitti”. È quanto afferma il capo della polizia Franco Gabrielli, durante l’audizione sulla sicurezza e sullo stato di degrado delle città italiane. In un focus su Torino Gabrielli ha indicato in particolare tre aree cittadine a maggior rischio sicurezza: Porta Palazzo, il quartiere Aurora e la zona di San Salvario. Una difficoltà che si acuisce con la mancanza del personale di polizia, che conta 3.300 unità effettive a fronte delle oltre 3.900 previste.

L’emergenza casa è tra i problemi più sentiti nelle periferie torinesi. Nel 2015 le famiglie in attesa di casa popolare a Torino erano 13.122, che salgono a 18.611 allargando il campo all’intera città metropolitana. Le famiglie assistite a fini abitativi sono 4.527 sul territorio cittadino, 6.154 quelle che hanno beneficiato di un sostegno all’affitto. Solo nel 2015 a Torino ci sono stati 2.945 sfratti eseguiti per morosità. Nel capoluogo piemontese “i centri sociali cittadini, attraverso sigle riconducibili ad Askatasuna e Gabrio, hanno avviato una intensa attività di sostegno ai cittadini, sia italiani che stranieri, oggetto di procedure di sfratto. Attualmente sono 24 gli stabili occupati”.

E proprio le periferie – su cui finora si è sentita tanta retorica e osservati pochi fatti - sono state al centro di una giunta informale che si è svolta questa mattina a Palazzo Civico. Con l’occasione di ritrovarsi per programmare il lavoro del 2017, gli assessori (tra cui anche il titolare del Bilancio Sergio Rolando, ripresosi da una brutta influenza) hanno avuto ulteriori chiarimenti sul piano finanziato dal governo con 18 milioni da Valter Cavallaro, il dirigente che lo ha redatto. Entro un paio di settimane lo stesso Cavallaro ha annunciato una riunione con gli uffici per predisporre gli interventi, mentre su proposta dell’assessore Alberto Sacco è stata formalizzata l’intenzione di  collegare i provvedimenti di riqualificazione con eventi culturali sul territorio, sfruttando le grandi kermesse torinesi, a partire dal Salone dell'auto e dalla buchmesse di maggio. Insomma, un concertino per ogni buca riparata.

“Entro il 28 febbraio firmeremo la convenzione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri che darà avvio a tutte le attività previste – ha dichiarato l’architetto Cavallaro -.  Per seguire l’evoluzione degli interventi stabiliti, oltre a tutte le notizie su bandi e finanziamenti per nuove imprese, sarà creato un sito web dedicato ad AxTo attraverso il quale dalla prossima primavera i cittadini potranno essere costantemente informati sull’iter dei lavori”.

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