ECONOMIA DOMESTICA

Mole di soldi in Compagnia

Presentato il piano strategico 2017-2020 della fondazione. Il presidente Profumo: "Saremo un hub di conoscenze e competenze". 600 milioni nei prossimi quattro anni. Dal 1992 già erogati 2,4 miliardi. Appendino spegne le polemiche: "Stanno lavorando bene"

Una Mole di soldi. La Compagnia di San Paolo investirà 600 milioni di euro per le attività istituzionali nei prossimi quattro anni. È quanto prevede il Piano Strategico 2017-2020, il primo dell’era Francesco Profumo, che guida la fondazione dallo scorso maggio. Il documento è stato presentato oggi nella cornice del  foyer del Teatro Regio di Torino dallo stesso presidente e dal segretario generale della Piero Gastaldo. Per il 2017 sono stati stanziati 159,5 milioni, oltre ai 16 milioni di crediti di imposta destinati al Fondo per il contrasto della povertà educativa: la quota maggiore alle politiche sociali (54 milioni, 33,8% del totale), seguite da Ricerca e Sanità (45 milioni, 28,2%) e da Arte e attività culturali (30 milioni, 18,8%). Le nuove risorse arrivano dopo un 2016 chiuso con erogazioni pari a 157,5 milioni per il sostegno e lo sviluppo di 1.044 progetti, più 16 milioni di crediti di imposta al Fondo povertà. Dal 1992 al 2016 la Compagnia ha erogato 2,4 miliardi di euro. Il valore di mercato complessivo del portafoglio di attività finanziarie, che comprende le partecipazioni in Intesa Sanpaolo e Cassa Depositi e prestiti (Cdp), è pari a 6,8 miliardi.

Le parole chiave del nuovo piano quadriennale sono: hub di conoscenze, competenze e policies per lo sviluppo, capacity building e fund raising per i partner, comunicazione strategica. Valore di mercato complessivo del portafoglio di attività finanziarie è pari 6,8 miliardi. E in quanto primo azionista istituzionale di Intesa Sanpaolo con una quota del 9,3% guarda con attenzione alle recenti manovre del vertice bancario, in queste ore impegnato nel duello sulle Generali.

“Con il Piano Strategico 2017-2020 - ha dichiarato Profumo - intendiamo delineare una precisa idea di Fondazione. La visione per il 2020 è che la Compagnia, oggi agente filantropico di sviluppo, diventi, anche attraverso i suoi enti strumentali, un hub di conoscenze e competenze, di servizi e di policies per la realizzazione di progetti insieme ai nostri stakeholders, con al centro le persone e i territori di riferimento. Lo sviluppo locale sarà sostenuto da una più stretta connessione tra educazione, ricerca, innovazione sociale, culturale e trasferimento tecnologico, applicazioni industriali e investimenti, nell’intero ciclo di vita delle imprese, dalla fase di start up a quelle più mature”. Musica per le orecchie del sindaco di Torino Chiara Appendino, presente all’incontro, che pare aver messo da parte le polemiche dei mesi scorsi culminate nella richiesta di dimissioni di Profumo. “Io lavoro bene con la Compagnia di San Paolo, istituzione importante della città, ed il presidente Profumo sta facendo un buon lavoro”, ha sintetizzato lei stessa a margine dell’incontro, sgomberando una volta per tutte le ruggini di inizio mandato sulla nomina dell’ex ministro avvenuta quasi al termine della precedente amministrazione, guidata da Piero Fassino. A questo proposito Appendino ha ribadito: “Ho sempre detto che secondo me è sbagliato fare le nomine negli ultimi sei mesi di legislatura. Stiamo lavorando sul regolamento del Comune e proporremo di inserire il semestre bianco, per cui il sindaco, sia che sia Appendino o un altro, negli ultimi sei mesi del suo mandato non potrà fare nomine”.

Una vera e propria evoluzione in grado di dare risposte nuove e più incisive al territorio. “Per operare questo cambiamento - ha affermato Gastaldo - la Compagnia si è dotata di una architettura di governo del processo di investimento che valorizza le competenze, individua le responsabilità e permette gradi adeguati di flessibilità. Il patrimonio della Fondazione al 31 dicembre 2016 ammontava a 6,77 miliardi di euro: le due principali componenti del portafoglio sono rappresentate dal portafoglio strategico - che comprende la partecipazione in Intesa Sanpaolo, quella in Csp. oltre ai Mission Related Investment, ossia la finanza di impatto sociale e di sviluppo locale - e dal portafoglio diversificato, investito in strumenti di risparmio gestito. Il rendimento previsto per il Portafoglio Diversificato e i dividendi prevedibili dalla partecipazione nella Banca conferitaria consentono un’adeguata copertura degli obiettivi di spesa, vale a dire almeno 150 milioni di euro per anno dedicati alla attività istituzionale, con un impegno complessivo di 600 milioni sul quadriennio. Il nostro patrimonio ha registrato incrementi significativi nel corso dei 25 anni della vita della Compagnia come fondazione: pur rivalutando i valori storici in valori correnti, siamo passati da 3,8 miliardi di euro nel 1996 ai 6,8 del 2016, mentre le erogazioni complessive a favore dei territori di riferimento per il periodo 1992-2016 ammontano a 2,4 miliardi di euro”.

Una Compagnia che sappia giocare un ruolo di volano per la ripresa economica. “La situazione critica dell’Italia di questi anni, è aggravata, per quanto riguarda il Nord Ovest, da una sindrome che porta i nostri territori a non essere allineati con la parte più dinamica del Paese, ma, al più, con la prestazione media”. Questa la lettura che la Compagnia di San Paolo dà dei territori in cui si trova ad operare. Dal 2000 in poi il Piemonte ha vissuto fasi alterne, e a distanza di 15 anni “la nostra economia si è scoperta più povera. Nel Nord Ovest più che altrove, la crescita del periodo tra il 2000 e il 2008, e stata annullata negli anni successivi e ha continuato a scendere fino al 2014”, si legge nella presentazione del piano. Nonostante la ripresa del 2015, la situazione economica di Torino e del Piemonte è “però e lontana dall’essere robusta, non interessa tutti i settori, e permangono l’incertezza e il rischio di una inversione di tendenza”. Alla luce di questa situazione, la Fondazione ha intrapreso un percorso verso un nuovo orientamento allo sviluppo, prendendo atto di quanto “è mero frutto di inerzia per scartarlo” favorendo investimenti a medio termine. Tre tematiche sono centrali: educazione, con la scuola come fulcro del sistema formativo; innovazione a livello sociale, culturale e tecnologico; sviluppo privilegiando le opportunità di lavoro.

Grande attenzione alle politiche sociali, a cui sono destinati circa 70 milioni di euro di risorse complessive nel solo 2017: ai 54 milioni di euro di stanziamenti, pari al 33,8% del totale, si aggiungono i 16 milioni di crediti di imposta al Fondo nazionale per il contrasto delle povertà educative. “L’area delle politiche sociali è diventata in cinque anni per la Compagnia di San Paolo la più rilevante. È  una scelta di cui sono molto soddisfatto”, conferma Profumo dichiarandosi orgoglioso del ruolo che la fondazione da lui presieduta svolge nel settore sociale e dei metodi innovativi messi in campo. “È una situazione complicata: le risorse pubbliche sono sempre meno e bisogna spendere meglio quelle che ci sono. Noi non ci siamo limitati a stanziare fondi, ma abbiamo dato la nostra disponibilità a trasferire altrove esperienze realizzate con successo a Torino”. Profumo ricorda che “la distribuzione delle fondazioni non è omogenea: per questo alcune realtà su un tema così importante devono giocare un ruolo nazionale. Noi - sottolinea - ci siamo messi a disposizione del Paese”. Sono due, in particolare, i progetti che potrebbero assumere una dimensione nazionale: “ZeroSei”, che punta a favorire il coordinamento tra servizi e offerte di cura ed educazione per i bambini più piccoli (0-6 anni) a Torino e in Piemonte e “Provaci ancora Sam” contro la dispersione scolastica.

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