SANITA'

Psichiatria, Tar stoppa la Regione

I giudici amministrativi sospendono la delibera di riorganizzazione dei servizi, in attesa di discutere i ricorsi presentati da famiglie e operatori. Ma per Saitta la delibera non si tocca fino al pronunciamento di merito. Centrodestra all'attacco - LEGGI L'ORDINANZA

Nella riforma dei servizi di residenzialità psichiatrica varata dalla Regione Piemonte “può ritenersi sussistente il danno grave e irreparabile”. Per questa ragione il Tar, prima di affrontare nel merito i ricorsi presentati da numerose associazioni di operatori e famigliari di pazienti, ha disposto la sospensiva della delibera del 3 giugno 2015 con la quale la giunta regionale aveva varato importanti modifiche e innovazioni al sistema dei servizi e delle cure dei pazienti psichiatrici. Seppur nell’attesa che i giudici amministrativi affrontino nel dettaglio le questioni sollevate da coloro che si sono opposti fin dall’inizio alla riforma, contestandone vari aspetti, quello arrivato dal Tar è pur sempre un duro colpo a una parte consistente dell’opera di innovazione in ambito sanitario. Un pronunciamento che ora tiene sospeso la riforma della psichiatria fino all’11 ottobre, quando i giudici amministrativi hanno fissato l’udienza di merito. Per questo l’assessore alla Sanità Antonio Saitta, in commissione, ha spiegato di aver dato mandato ai legali della Regione di presentare istanza “per anticipare l’udienza di merito rispetto alla data fissata dal Tar” e accelerare i tempi della sentenza. “Il rinvio della discussione di merito di altri nove mesi, unita alla sospensione dell’efficacia delle nostre delibere, rischia di causare un danno a tutto il sistema sanitario regionale - spiega Saitta -. Il nostro obiettivo è soprattutto di garantire che i pazienti siano curati e seguiti sulla base delle loro esigenze e purtroppo non sempre questo è avvenuto. La giunta che ci ha preceduto, ad esempio, ha pagato gli operatori senza accreditamento. Solo una riforma della psichiatria riporterà ordine in questo settore, dove anche i soggetti privati devono essere accreditati e operare su una base tariffaria in funzione dei servizi che prestano. Oggi la psichiatria è rimasto l’unico settore della nostra sanità a non avere queste regole”.

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Nessuna apertura da parte dell’assessore su un eventuale ritocco della riforma, almeno fino al responso dei giudici amministrativi sul merito della norma; atteggiamento che scatena le polemiche del centrodestra. “Saitta ha reso la delibera sulla residenzialità psichiatria una questione personale: se ne faccia una ragione, non lo è. Solo gli stolti non cambiano idea, e chi governa non può certo pensare di arrogarsi il lusso dello scontro e dell’ottusità” dice il consigliere regionale di Forza Italia, Gian Luca Vignale, in risposta alle dichiarazioni dell’assessore in Consiliare, secondo le quali intenderebbe mantenere la delibera dello scorso 3 giugno. “Dichiarare che la delibera non si tocca e che il Tavolo sulla psichiatria non verrà convocato fino all’espressione del Tar – prosegue Vignale - è l’ennesima dimostrazione di un’arroganza incomprensibile. Con le porte in faccia non si amministra”. Subito dopo la sospensiva concessa dal Tar il consigliere azzurro aveva esultato: “Giustizia è fatta, il Tribunale amministrativo ha accolto la richiesta delle associazioni, degli enti gestori e delle amministrazioni di sospendere la delibera. E' indubbio che se vi fosse stata da subito la volontà di confrontarsi con il mondo della psichiatria piemontese avremmo evitato frizioni e timori per centinaia di famiglie, lavoratori e imprese”.

Un percorso difficile e tormentato quello della riforma della psichiatria che, nei mesi scorsi, non aveva risparmiato neppure alcuni distinguo da parte dello stesso gruppo del Pd a Palazzo Lascaris rispetto alla linea imboccata dalla giunta . Di “un lungo lavoro di mediazione e confronto con il quale il gruppo Pd ha condizionato il proprio parere favorevole alla delibera e nel quale c'è molto di quello che la società civile e gli amministratori ci hanno rappresentato in questi mesi” aveva parlato in occasione del voto il consigliere dem Daniele Valle. Spiegazione rigettata con forza dal M5s che di fronte al parere positivo condizionato fornito dal Pd alla riforma aveva parlato del “solito teatrino della politica” e dell’ennesima “presa in giro da parte della maggioranza degli operatori, dei pazienti e delle loro famiglie”. E proprio questi ultimi hanno composto, fin dall’inizio, l’ampio fronte della protesta lamentando sempre uno scarso o nulla dialogo con la Regione. La stesa Regione che, in realtà, nei mesi scorsi anche sull’onda delle decise rimostranze e delle forti perplessità evidenziate dallo stesso Pd aveva in parte modificato il testo originario. Tutto ciò, comunque, non è bastato. E oggi tra le tanti voci di soddisfazione per la sospensiva ottenuta dal Tar emerge anche quella del presidente di Fenascop (la federazione delle comunità terapeutiche del Piemonte) Metello Corulli il quale afferma come “I giudici hanno fermato una visione tecnicistica della psichiatria, evitando la deportazione di oltre 1.700 pazienti, trattati dalla Regione in maniera burocratica e inaccettabile”.

Piemonte sotto psicofarmaci - Il responsabile dell’assistenza sanitaria di corso Regina Margherita, Vittorio De Micheli ha annunciato in commissione che è stata affidata a Ires l’elaborazione di uno studio sullo stato di salute mentale in Piemonte. Secondo i dati in possesso dell’assessorato, si registrano alcuni fenomeni che dovranno essere valutati non solo da un punto di vista sanitario ma anche sociale: tra tutti il dato relativo ai 64 milioni spesi ogni anno dai piemontesi in antidepressivi, un dato record in Italia.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    04:16 Venerdì 27 Gennaio 2017 tandem Grandioso

    Proseguono i grandi "successi " di Saitta, annunci tanti, ma guai di più. Mandatelo a casa prima che faccia altri danni......

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