Torino, poco appeal internazionale

Le importanti analisi giornalistiche  dedicate alla percentuale relativamente bassa di turisti stranieri sulla quota dei turisti che vengono sempre di più a Torino meritano un’attenta riflessione perché dalla qualità delle analisi e delle risposte che si danno ne può derivare un beneficio più o meno elevato per la città che mai come oggi ha grossi problemi di lavoro e di difficoltà anche per piccoli e medi commercianti, ristoratori e artigiani.

Io non penso che questo risultato, peraltro già anticipato dalle ricerche della Fondazione Rota, dipenda da una insufficiente campagna promozionale e pubblicitaria. Dalle Olimpiadi invernali del 2006 Torino ha potuto godere di un buon risalto all’estero. Torino e il Piemonte hanno alcune eccellenze gastronomiche  mondiali come il tartufo, i vini, la carne, i formaggi che rappresentano una grande attrazione oltre a siti culturali importanti e a un sistema urbano di rara bellezza.

Penso piuttosto sia un problema di infrastrutture.

Torino è stato detto non è più una città di arrivo ma di partenze. Un’indagine di Torino Internazionale degli anni di Fassino diceva che la metà delle capitali europee non era collegata col nostro aeroporto. D'altronde il nostro aeroporto è solo 13/14° nella classifica nazionale dei passeggeri. Inoltre la rete ferroviaria ad AV, che porta molti italiani di Roma e del Sud nei weekend a Torino, non essendo collegata con Parigi ci fa perdere il più grande bacino di turismo internazionale del mondo che è la Francia che, come dicono le statistiche, ha raggiunto la considerevole cifra di 84 milioni di turisti esteri.

L’assenza del collegamento ferroviario veloce con Genova ci toglie anche il bacino importante dei croceristi.  I No alla tav e i No al Terzo Valico ci costano una grande perdita nella logistica ma anche nel turismo internazionale. Se i nostri giornali lo evidenziassero maggiormente aiuterebbe una politica della crescita economica di cui Torino e il Piemonte, che da almeno 15 anni crescono meno della media nazionale, hanno assoluto bisogno. Un’altra grande attrazione potrebbe essere rappresentata dalla edizione in chiave moderna di un Salone della mobilità e della tecnica che potrebbe riportare a Torino milioni di appassionati di auto di nuova e vecchia generazione e delle nuove tecnologie meccaniche e meccatroniche.

*Mino Giachino, già sottosegretario di Stato ai trasporti

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