Acqua Santanna
REGIONE PIEMONTE

Trasporti, a Torino sono un “casino”

Servirebbero più concorrenza e dati certi sui flussi dei passeggeri. Torna il tema delle fermate troppo ravvicinate. L’analisi della professoressa Pronello, presidente dell’Agenzia per la mobilità. E sulla biellese Atap: "Senza contratto di servizio non la comprerà nessuno"

“Il trasporto pubblico di Torino è un casino”. Senza fronzoli né metafore la presidente dell’Agenzia regionale Cristina Pronello spara a zero sulla gestione precedente di bus e tram, una rete fatta di “giri delle linee assurdi” e “troppe fermate”. E’ quanto ha affermato nella Commissione Trasporti, presieduta da Nadia Conticelli, in cui si è confrontata sulle strategie dell’agenzia. Secondo Pronello - voluta al vertice dell’ente da Chiara Appendino, e già autrice dell’ormai celebre piano di riorganizzazione del trasporto locale nel capoluogo piemontese, mai adottato né dalla giunta Fassino né da quella pentastellata, per ottenere dei risparmi e rendere sostenibile l’attuale sistema di tpl - “la prima cosa da fare è rivedere la rete, così si ottimizza anche l’utilizzo delle flotte. Le risorse ci sono – ha detto – basta non sprecarle”.

Tra i limiti strutturali del settore Pronello individua la mancanza di concorrenza, “è un mercato chiuso, la concorrenza sarebbe fondamentale per migliorare il sistema”. Da buona professoressa la Pronello snocciola studi e numeri, individua criticità, ma per il momento ancora non c’è una ricetta, a partire proprio da Torino, dove Palazzo Civico sta lavorando a un nuovo piano complessivo di trasporto pubblico.

Secondo il vertice dell’Agenzia, che insegna all’Università Sorbona di Parigi, il modello cui ispirarsi è quello francese, ma per rendere efficiente il Tpl piemontese, bisogna partire dai dati sui flussi dei passeggeri (non solo attuali, ma anche potenziali su determinate direttrici): numeri che oggi mancano circa le necessità di trasporto e senza i quali non si può riorganizzare il servizio. E proprio da qui partirà, compatibilmente con le poche risorse a disposizione (18 dipendenti) per escogitare un piano che permetta di ottimizzare l’utilizzo delle risorse economiche. “Oggi – ha sottolineato – le linee di trasporto torinesi sono una gran confusione e con i modelli che abbiamo preparato, il tempo medio di percorrenza passerebbe da 47 a 15 minuti”.

Un approccio apprezzato solo in parte dalla presidente della commissione Conticelli (Pd), secondo la quale “in certe occasioni servirebbe un bel bagno di umiltà e di realtà”. Conticelli, che pure considera utile l’analisi della Pronello, contesta “un approccio troppo economicistico al problema per un servizio che per sua natura è in perdita”. Resta, però, quello che per Conticelli è un vulnus imputabile alla Regione, che finora si è limitata a stanziare i fondi “senza indicare delle linee guida generali su temi importanti a partire dalle tariffe. Non è possibile che un anziano di Cuneo abbia condizioni differenti rispetto a uno di Borgomanero”. 

Questione Atap – In commissione è stato inoltre affrontato il caso di Atap, la società che gestisce il trasporto pubblico di Biella e Vercelli, il cui contratto è scaduto il 31 dicembre dello scorso anno. Il servizio è garantito con una proroga concessa dall’Agenzia fino a fine 2017. L’Atap è in vendita, ma la prima offerta è andata deserta nonostante l'iniziale dichiarazione di interesse di Gtt. Una rinuncia naturale, quella del gruppo subalpino, secondo Pronello: “Gtt ha fatto quello che era scontato, un’azienda con gli affidamenti scaduti e che in futuro potrebbe anche perderli non vale niente. Non si acquista una società con contratti scaduti, anche perché Gtt non è messa benissimo”.

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