ECONOMIA DOMESTICA

Piemonte e Torino al top. Per cassa integrazione

A gennaio aumento record. Oltre il capoluogo soffrono Asti, Cuneo e Vercelli. La ripresa è al momento una chimera. La ricetta Uil: "rinnovare i contratti, ridurre la pressione fiscale e programmare investimenti pubblici"

Piemonte prima regione per uso della cassa integrazione a gennaio e Torino provincia più cassaintegrata d’Italia. I dati sono della Uil che spiega come la richiesta in Piemonte sia stata di 5.256.113 ore, in aumento del 22,2% (-35,5% ordinaria, +58,1% straordinaria, -25,7% deroga). A gennaio, i lavoratori piemontesi che hanno avuto accesso agli ammortizzatori sono stati 30.918, con un aumento di 5.607 unità rispetto al mese precedente. L’andamento delle ore nelle province piemontesi, nel confronto tra gennaio 2017 e dicembre 2016 ha registrato ad Asti +463,1%, Cuneo +168,4%, Vercelli +68,7%, Torino +33,9%, Alessandria -23,4%, Verbania -38,2%, Novara -78,4%, Biella -91,8%. Tra i settori produttivi coinvolti, l’industria, l’edilizia, l’artigianato, il commercio.

“I dati del primo mese dell'anno - commenta il segretario della Uil Piemonte, Gianni Cortese - confermano il trend del 2016. Dobbiamo dire con chiarezza che la strada da percorrere è ancora lunga e tortuosa, considerando i pesanti effetti provocati dalla crisi sul sistema produttivo e su milioni di persone, con l’aumento costante delle diseguaglianze e la concentrazione della ricchezza in poche mani”. Le prospettive sono tutt’altro che rosee. “La ripresa - conclude Cortese - è fatta di consumi e investimenti. È importante, perciò, rinnovare i contratti, ridurre la pressione fiscale e programmare investimenti pubblici, utili a rendere competitivo, moderno e più sicuro il Paese”.

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento