A tutto gas

Venerdì sera, verso le 19, un'auto sportiva sfrecciava per le vie del centro di Torino. Correva ad alta velocità, come si immagina possa correre una due posti, rallentando appena un po’ in prossimità degli incroci. A bordo della vettura sedevano ex giovani di una cinquantina d’anni.

Un’immagine che evoca l’idea di un Paese dove regna l’impunità, una collettività in mano ai gradassi. Quell’auto in corsa mette nelle mani di coloro davanti a cui è sfilata una sola grande certezza: la sintesi di un modello culturale vincente, fatto proprio anche dalle classi politiche di potere.

Individualismo ed assenza di valori collettivi sono concetti oramai molto radicati nelle abitudini di molti. “Ognuno per sé e Dio per tutti” è lo slogan che da decenni ha soppiantato il più nobile “Fantasia al potere”. L’affidarsi solamente a se stessi, anche a costo di travolgere gli altri, è oramai il principio che ispira i progetti di legge ed anche le azioni politiche all’interno dei partiti.

Il narcisismo è infatti alla base delle linee di gran parte dei congressi. Il super ego è un elemento fondamentale nel dibattito politico, mescolato alla novella concessione regia fatta di piccole signorie e minuscoli favori al fine di mantenere saldo il potere. Le scissioni non deflagrano sull’onda passionale di uno scontro di idee, anche feroce, giocato nelle assemblee prodromiche all’elezione del segretario, ma da tempo si disputano sulle opzioni dei singoli i quali, alla spicciolata, attraversano l’uscio senza disturbare chi rimane.

Il grande leader Renzi vola in California mentre il suo partito si dilania, mascherando una vacanza con la fantomatica ricerca di “idee nuove per la Sinistra”. Scusa fanciullesca, una piccola bugia simile a quella recitata da un alunno delle elementari che non sa come nascondere una marachella. A Renzi, infatti, non servono progetti visionari per rifondare il Paese ed il Pd: a Renzi basta se stesso, tutto il resto è surplus. A Renzi basta blandire un microfono e parlare di futuro, senza scendere mai troppo nei dettagli, e sfoderare al momento giusto il sorriso beffardo e vincente (modello piloti che sgommano in centro città). A Renzi è sufficiente dividere il mondo tra chi pende dalle sue labbra, sperando magari in qualcosa da spolpare oppure in un arrotondamento del proprio stipendio da travet, e chi al contrario osa non riverirlo degnamente.

Rosy Bindi, ospite di una trasmissione televisiva, ha accennato ad un Bersani che modifica lo statuto del partito, all’epoca in cui era segretario, per consentire al giovane rottamatore toscano di concorrere alle primarie. Oggi invece l’attuale leader chiude ogni porta, sbattendola vigorosamente alle spalle di chi osa dissentire.

Non siamo innanzi allo scontro tra grandi ideali e neppure di fronte a posizionamenti ideologici. Negli anni scorsi si era tutti berlusconiani oppure anti berlusconiani, oggi tutti renziani o anti renziani. Nel frattempo intorno a noi si svela il più grande paradosso della storia moderna europea, ben raffigurato dai manifestanti che, con tanto di saluto romano, hanno assediato qualche giorno addietro la sede capitolina dei democratici (non provocando reazione alcuna da parte del Matteo americano, ospite dei Clinton).

Da decenni i popoli europei, compreso quello italiano, hanno dato mandato esecutivo a governi di chiara estrazione neo liberista, sia quando di matrice popolar liberale che socialdemocratica. Gli stessi esecutivi, tramite i loro ministri riuniti periodicamente a Bruxelles, hanno varato pessimi trattati internazionali che portano il nome di Maastricht e della direttiva Bolkestein: quest’ultima, killer anche delle tutele dei lavoratori a cui è applicata la normativa del Paese d’origine per quanto concerne il diritto di sciopero, le condizioni di assunzione e di licenziamento, gli oneri previdenziali.

La conseguenza è lampante: grazie alla direttiva Bolkestein converrà presto assumere operai provenienti da nazioni che non tutelino il lavoro. La macelleria sociale ha padrini e madrine, ma gli europei tendono a volerlo ignorare affidandosi agli stessi artefici di tale disastro che, nel frattempo, cambiano rotta valutando di poter cavalcare la protesta anti europeista. Un esempio per tutti è la Lega Nord: corresponsabile delle scelte europee del leader Berlusconi ed oggi furente partito sovranista.

Il giochetto è semplice ed inoltre già sperimentato con il settore dei servizi pubblici: chi dovrebbe curare il bene in realtà lo demolisce per poi poterlo svendere al privato di turno tra gli applausi degli ormai ex proprietari tutti, ossia i cittadini beffati.

La Sinistra, tardivamente, si scinde riscoprendo “Bandiera Rossa” e diritti violati. Peccato però che questo passaggio illuminato avvenga dopo non aver ostacolato, per tre anni, le scelte legislative liberticide volute dal grande leader narciso. Ancora una volta si chiudono le stalle quando i buoi sono già fuggiti.

Soffia il vento del nazionalismo su tutto il vecchio continente. Si riaccende il faro di Mussolini alla Rocca di Meldola e le braccia tese tornano in piazza animatamente per difendere istanze, seppur in parte legittime, in odore di corporativismo.

Il principio della libera concorrenza è molto apprezzato quando non è applicato alla propria attività economica o professione. Ancora una volta nell’urna si è optato per il neoliberismo ma sperando che la ricetta del mercato libero colpisca sempre altre categorie e mai la propria (Lanzillotta permettendo). Tutto sommato l’importante è poter sfrecciare per le vie del centro il sabato sera con i bracciali d’oro in bella vista.

Scissioni, personalismi ed amore verso la propria figura riflessa nello specchio sono le ricette politiche di questi anni. Tra un sorriso accattivante del leader, ed una stretta di mano a chi lo acclama con gioia, le periferie metropolitane si apprestano a diventare ghetti e, contemporaneamente, altre Paola Clemente si preparano all’ennesima giornata di sfruttamento ed a morire di fatica per un lavoro malpagato. Piccole storie del quotidiano, piccole cose se paragonate alla propria mitica immagine.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    11:01 Mercoledì 01 Marzo 2017 Moby72 Sinistra...

    a difesa delle corporazioni di matrice fascista! Bravo!

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