POLVERE DI (5) STELLE

Appendino “scarica” il suo vice
Ora Montanari medita l’addio

Sempre più isolato il numero due della giunta grillina di Torino. I suoi proclami in campagna elettorale sono finiti in un cassetto. L'asse tra Giordana e Sacco lo ha messo all'angolo. E adesso pare sia stufo di fare la foglia di fico

Triste, solitario y final. “Farò l’uditore, lascio parlare chi ha più competenze di me”. Sempre più mesto e isolato, il vicesindaco Guido Montanari affida a una freddura acida, durante la conferenza dei capigruppo, il suo stato d’animo dopo aver appreso di essere tra i pochi esponenti della giunta di Chiara Appendino a non essere stato inserito nel panel degli interventi al Turin islamic economic forum, organizzato dalla Città di Torino in collaborazione con la Camera di Commercio e l’Università, il 6 e 7 marzo prossimi. Ci saranno i colleghi Alberto Sacco, Sonia Schellino, Roberto Finardi, Francesca Leon, Marco Giusta; insomma, mezzo governo cittadino ma lui, il vicesindaco, no. Di più, per parlare dello sviluppo del territorio di Torino è stata designata Paola Virano, direttore del settore Urbanistica, di cui Montanari è titolare politico, artefice di tutte le vituperate politiche di trasformazione portate avanti dalle giunte di centrosinistra. Quasi un affronto. Un segnale, l’ennesimo, dell’isolamento nel quale è piombato l’ideologo dell’ambientalismo più intransigente, ufficiale di collegamento tra il Movimento e i comitati ecologisti e dei beni comuni dell’area metropolitana. L’uomo del “no” alla Città della Salute e alla Metro 2, allo zoo in riva al Po e ai centri commerciali, ai grattacieli e al consumo del suolo. Rimasto a custodire la purezza originaria, mentre la sua giunta pentastellata decide di utilizzare gli oneri di urbanizzazione per finanziare la spesa corrente almeno per i prossimi tre anni.

In campagna elettorale Montanari era stato indicato da Piero Fassino come il guru di quel “cartello del no” che avrebbe bloccato Torino. Così non è stato, Torino, bene o male, va avanti e l’amministrazione ha confermato tutti i principali progetti che aveva messo in cantiere il centrosinistra. A rimanere al palo, piuttosto, è stato proprio Montanari. Lui gira il mondo in veste di ambasciatore, dalla Palestina alla Birmania, mentre i suoi colleghi continuano ad approvare quei provvedimenti di cui lui aveva annunciato lo stop. Occhio non vede cuore non duole.

Solo e isolato. Vittima, secondo spifferi di Palazzo Civico, di quell’asse sempre più solido tra il capo di gabinetto padre Paolo Giordana e l’assessore Sacco (il vero uomo forte della giunta Appendino), anche sulle politiche urbanistiche. Ma l’uscita di scena di Montanari, per certi versi il più grillino in una giunta di stelle cadenti, è data per inevitabile, anche se dovrà avvenire gradualmente, magari seguendo la parabola toccata a quella di un altro alfiere dei beni comuni, l’ex vicesindaco di Chieri Ugo Mattei, dimissionato dal primo cittadino dopo una parentesi nell’amministrazione della città collinare. O, uscendo dalla cinta daziaria, del suo omologo romano Paolo Berdini, fatto fuori per poter procedere a spron battuto con il nuovo progetto dello stadio della Roma.

Dura la vita dei professori. Teorici alle prese con l’arte applicata dell’amministrazione: dai forum “Salviamo il paesaggio” e “Non grattiamo il cielo” alla realpolitik appendiniana. All’ultimo Movifest il suo fu tra gli interventi più apprezzati dagli attivisti che si preparavano alla campagna elettorale, al punto da ricevere l’incarico di coordinare i gruppi tematici grillini sulla trasformazione urbana. Chissà quante delle proposte uscite da quei tavoli tematici vedranno la luce.

Sin dall’inizio dell’avventura di Appendino, l’atteggiamento “ideologico” Montanari si è ritrovato in rotta di collisione con il pragmatismo – al limite della sfrontatezza – del cerchio magico della sindaca, a partire dallo stesso Giordana. Uno dei primi scontri avvenne sul bioparco di corso Michelotti, che sarà realizzato da Zoom in barba ai comitati ambientalisti che sostennero il M5s proprio per bloccare il progetto: “Io non sono d’accordo” avrebbe tuonato il vicesindaco nell’ufficio del capo di gabinetto. “Io e Chiara sì, andiamo avanti con Zoom” lo avrebbe liquidato padre Giordana. E poi il centro commerciale di corso Romania, Westinghouse, la Città della Salute (in nome della concordia istituzionale con la Regione Piemonte) fino all’ultimo supermercato che sarà costruito al confine con Collegno, secondo quanto previsto da una delibera firmata direttamente dal responsabile del patrimonio Sergio Rolando e approvata in una giunta in cui Montanari neanche era presente. A lui è rimasto il compito di sedare associazioni e comitati in subbuglio per le scelte della sindaca.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    08:59 Giovedì 02 Marzo 2017 nicolaroberti53 Il "Guru" della presunzione.

    La vera caratteristica di molti grillini è capacità di relazionare sotto zero, presunzione di sapere e saper fare a meno infinito come curva esponenziale. Il vice Sindaco è l'esempio vivente del nuovo che avanza.

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