CONGRESSO PD

Cattodem tentati dalla conta

Tra i sostenitori di Renzi c'è chi pensa a una lista autonoma per far pesare la propria forza elettorale. Lepri: "Così potremmo intercettare più voti". Ma la base frena e Gariglio cambia versione a seconda dell'interlocutore

A sentire i colonnelli l’unico obiettivo è portare acqua al mulino di Matteo Renzi, ma intanto, dietro ai ragionamenti che ognuno di loro propina alle truppe, non è difficile scorgere calcoli neanche troppo oscuri che conducono a un tornaconto di bottega. Il dibattito all’interno della composita area che sostiene il segretario uscente è sul numero delle liste da presentare a sostegno: tutti insieme o divisi alla meta? Se in un primo tempo era la componente ex diessina di Piero Fassino a essere stata lambita dalla tentazione di offrire il proprio appoggio marcando, però, una differenza; ora che il ticket con Maurizio Martina ha chetato gli eredi della Quercia, c’è chi tra i rottamatori della prima ora valuta la possibilità di contarsi a suon di preferenze e far pesare in assemblea il proprio peso elettorale.

“È una questione aperta, a livello nazionale come sul territorio, sulla quale ci confronteremo” spiega allo Spiffero il senatore cattolico Stefano Lepri. “Non vedrei male la composizione di due o più liste se questo servisse a garantire una maggioranza solida a Renzi in assemblea” spiega con buona dose di “pragmatismo”, ricordando, a sostegno di questa tesi, il successo sul fil di lana di Gianfranco Morgando, nella prima sfida contro Gianluca Susta in Piemonte.  

La questione sarà affrontata “serenamente” venerdì, in attesa di capire la posizione del segretario Davide Gariglio, che con lingua biforcuta ha già cambiato più volte versione a seconda dell’interlocutore: mentre ai suoi veste i panni del capataz e confida la tentazione di una corsa autonoma  – se non altro per alzare il prezzo al tavolo delle trattative – nelle chat allargate torna il segretario di tutti per sostenere la tesi di una lista unica. A tenere il punto in una recente discussione su watsapp è stato tra gli altri il segretario alessandrino Fabio Scarsi: “Con liste concorrenti a sostegno dello stesso candidato daremmo agli elettori un’immagine indecente e susciteremmo l’ilarità di tutti. Tutto il resto sono onanismi da classe dirigente di vecchio regime”. Una posizione molto simile a quella di un renziano ante litteram come Davide Ricca, per il quale “si andrà con una sola lista”. Della stessa opinione pure il presidente del Consiglio regionale Mauro Laus che avrebbe confidato in maniera inequivoca il proprio pensiero al suo entourage: “Con più liste avrebbero solo il mio voto”, manifestando l’indisponibilità a portare fieno nelle cascine altrui.

Anche al di là del (lungo) naso di Gariglio, il listone va per la maggiore. Non solo Fassino, anche quel pezzo dei giovani turchi vicino a Matteo Orfini, coordinato in Piemonte da Stefano Esposito, ha già fatto sapere di volere un unico contenitore attraverso il quale rafforzare il candidato segretario, soprattutto una volta eletto. Venerdì anche quelli della prima ora scioglieranno le ultime riserve e a quel punto si andrà verso una soluzione che appare scontata: tutti insieme e pedalare.

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