PROFONDO ROSSO

Torino sull’orlo del (pre) dissesto

La giunta grillina lancia l'allarme sui conti della città e non esclude una procedura straordinaria. Per i cittadini saranno comunque anni di rigore e tasse. L'assessore Rolando denuncia l'eredità della precedente amministrazione

Che sia una opzione concreta al vaglio della giunta o di uno spauracchio agitato per costringere le opposizioni a una posizione maggiormente ragionevole e meno pregiudiziale, l’aver evocato il pre-dissesto mostra la gravità della situazione economica e finanziaria in cui versa il Comune di Torino. L’assessore Sergio Rolando nella relazione che ha dato il via all’iter in Sala Rossa all’approvazione del bilancio previsionale 2017 non ha escluso che “qualora le opzioni ordinarie non risultino sufficienti a garantire ai conti una stabilità durevole” il ricorso al pre-dissesto è un’eventualità nient’affatto esclusa dalla giunta di Chiara Appendino, soprattutto qualora la Corte dei Conti dovesse considerare quei contributi arretrati a Gtt e Infra.To (quelli per pagare i mutui accesi per l'acquisto della metropolitana e delle motrici della linea 4) come debiti fuori bilancio. Una dichiarazione che sarà pure “avventata”, come ritiene Osvaldo Napoli (Forza Italia), ma che trasmette l’immagine di un’amministrazione, quella grillina, alle prese con una complessa eredità per la quale fatica a trovare soluzioni “ordinarie”, non ultimo a causa di una certa inesperienza politica, ancor prima che contabile. Del resto, non è un mistero che in una parte della stessa maggioranza si stia facendo largo la convinzione che, a fronte delle difficoltà e delle conseguenti scelte che potrà comportare il rimettere in sesto i conti, sarebbe meglio non tergiversare “raccontando cosa ci hanno lasciato Piero Fassino e il Pd”.

Una chiamata di responsabilità che è risuonata più volte nelle parole di Rolando, al netto della scolastica (e del tutto superflua) disamina del quadro macroeconomico internazionale. L’assessore nel suo intervento ha parlato di “tre poste di particolare rilevanza e frutto di una passata gestione del bilancio comunale a nostro avviso non avveduta e che la Città si trova oggi a gestire: la questione dei contributi per i mutui contratti da Infra.To e da Gtt e l’aumento del Fondo per i crediti di dubbia esigibilità, che per il 2017 pesa per circa 11 milioni di euro in più”. Quanto a una delle questioni nel mirino delle minoranze, l’uso degli oneri di urbanizzazione per le spese correnti, Rolando ha criticato la passata gestione e ha osservato: “Sappiamo di avere intrapreso un percorso di miglioramento complessivo della qualità dello spazio pubblico destinato a durare e questo è per noi un valore”.

Fra le situazioni più critiche nei conti cittadini c'è poi il flusso di cassa, “negativo per 273 milioni di euro, forse il punto più dolente”. Al momento attuale, dice Rolando, la Città è arrivata all’utilizzo di ben 405 milioni di euro di utilizzo di anticipazioni di tesoreria, cifra prossima ai 470 milioni, limite massimo dei cinque dodicesimi del bilancio, determinato per legge. Insomma, il baratro è a un passo mentre l'amministrazione prosegue la battaglia su più fronti per recuperare il recuperabile, come dimostra la notifica dell'esposto al governo sull'ormai arcinota questione dei trasferimenti di Imu e Ici e quei 61 milioni (in realtà secondo i nuovi conteggi sarebbero 59) che il Comune reclama.

I numeri. Il bilancio di previsione 2017 pareggia per la parte corrente a 1.323 milioni e 145 milioni in investimenti, senza l’applicazione di alcun avanzo di amministrazione. Sono stati previsti oneri di urbanizzazione per 37 milioni di euro per il finanziamento delle spese di manutenzione, come già evidenziato in precedenza. Le entrate tributarie si attestano a 826 milioni pari al bilancio assestato 2016, i trasferimenti correnti a 137 milioni di Euro mentre le entrate extratributarie (canoni di concessione, interessi, fitti attivi, refezione e contravvenzioni) ammontano a 314 milioni di euro, contro i 310 milioni di euro del 2016. All’interno delle suddette entrate le sanzioni al Codice della Strada presentano la medesima previsione del 2016 assestato (109 milioni di euro). La spesa corrente si riduce di 35 milioni di cui 8 milioni sul personale, che passa da 407 a 399 milioni, 13 sui trasferimenti correnti e 11 su beni e servizi. La spesa in conto capitale ammonta a 145 milioni consistenti in manutenzioni e nuove opere, finanziati per 11 milioni da concessioni edilizie, 54 milioni da contributi di Stato e Regione ed altri enti, 38 milioni da nuovi mutui, 28 milioni da entrate proprie, alienazioni di beni patrimoniali e riduzioni di attività finanziarie e 14 milioni dal canone pluriennale dell’Istituto Carlo Alberto.

Rolando ha quindi osservato che “in sede di rendiconto e nei prossimi mesi elaboreremo un piano, che potrebbe coprire anche l’intero arco temporale del mandato, per riportare la situazione del bilancio in uno stato di equilibrio strutturale”. Di fronte a tale contesto, l’uomo dei conti della Appendino ha annoverato la possibilità del “pre-dissesto, che consentirebbe alla Città di attingere al fondo di riequilibrio del ministero degli Interni, opzione che comporta però importanti limiti operativi”, che per i cittadini significano stangate. Dopo gli aumenti dei tributi, già approvati un mese fa, il Comune sarebbe costretto a varare una vera e propria manovra lacrime e sangue, questa volta fatta di tagli alle spese, aumenti delle tariffe dei servizi e blocco delle assunzioni all’interno dell’ente. Può permetterselo Appendino? In fondo, è lei stessa ad aver affermato di non inseguire il consenso a ogni costo.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    10:06 Sabato 22 Aprile 2017 tandem Ma guarda un po'

    "Saranno anni di rigore e tasse" perché prima di loro no? E poi i 5S non dovevano cambiare tutto n meglio. Siamo solo caduti in una disatrosa continuità con gli incapaci precedenti......

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