POTERI FORTI

Elkann non vota (più) Renzi

Deluso dalla prova di governo, il nipote dell'Avvocato manifesta una crescente distanza dal leader del Pd e non fa mistero del feeling con la sindaca grillina Appendino. Al bullo di Rignano resta la simpatia di Marchionne. Ancora per quanto?

Fiat non più voluntas tua, caro Matteo. Tuo, non più affezionatissimo, John. Eh sì, pare proprio che l’idillio tra Elkann e Renzi sia svanito. Resta la stima e il reciproco rispetto, ma quella sfrenata passione dell’ex (e da stasera nuovamente) segretario del Pd per la Fca resterebbe ricambiata soltanto dall’ad Sergio Marchionne, mentre il presidente avrebbe lasciato trasparire una certa quale delusione per la prova al governo dell’uomo su cui aveva riposto molte speranze e pure qualche progetto. Chi tra i renziani si aspettava il nipote dell’Avvocato grande elettore “virtuale” di Matteo alle primarie dovrà farsene una ragione al pari di quando la Fiat sfornò la Duna: un’inevitabile delusione.

Molteplici e ovviamente non ben definite le ragioni dei disamoramento del giovane Elkann per il Rottamatore arrivato a Palazzo Chigi annunciando che sarebbe cambiato il verso e poi uscito dallo stesso Palazzo per il pollice verso rimediato al referendum. Aveva fatto appena in tempo, un paio di mesi prima, a sedersi con lui allo stesso tavolo alla Casa Bianca ospite di un Barack Obama già con le valigie fatte. Ma pare già allora avesse incominciato a trapelare nel ristretto inner circle dell’erede agnellesco un calo di tensione. Del resto, a dirla tutta, tra i due non è mai scattata la scintilla, troppo diversi i caratteri dell’irruente e spaccone fiorentino rispetto all’understatement sabaudo di Jaki piuttosto affine ai tratti di una Chiara Appendino. Con la sindaca grillina è nata una simpatia “naturale”: due timidi e introversi che, giocoforza e forse ben oltre le loro intenzioni, il destino ha proiettato a ruoli di primo piano.

Diverso è il caso del feeling nato (e che, al momento, permane) con Marchionne, anche questo fondato su affinità elettive. Tra il bullo di Rignano e il manager dei mondi c’è un comune tratto decisionista, di uomini che osano sfidare lo status quo e le paludate convenzioni. Nella narrazione renziana Super Sergio è stato il simbolo dell’Italia vincente, moderna: il nuovo contro il vecchio. Ed è stato uno dei principali sostenitori del suo governo e delle sue riforme: “Se me lo chiedete, in Italia voterei per Renzi”, disse a Chicago, dove recitarono la parte delle star al forum organizzato dall’Ice (Istituto per il commercio estero). Un asse che, alla luce dell’oggi, non ha portato granché bene a Matteo il quale “prova ora sulla sua pelle le contraddizioni e ambigue relazioni che storicamente hanno contraddistinto le politiche della Fiat”, commenta un renziano deluso che ben conosce il Casato delle Quattroruote. “A poco gli sono valse le riverenze e le attestazioni, le visite e gli omaggi ogni volta che veniva a Torino”. E, par di capire, non solo per la fredda logica del cinismo.

Così, mentre l’avversario alle primarie Andrea Orlando ha fatto della sua visita antelucana ai cancelli di Mirafiori uno dei must della sua campagna elettorale conclusa ieri l’altro in tram, ma pur sempre a Torino, Renzi vede sfumare l’immagine – assai gradita – di un Pd vicino alla Famiglia. E se Silvio Berlusconi ha colto al balzo l’occasione pasquale per farsi fotografare con un agnellino, Matteo deve accontentarsi delle foto recenti con l’Agnelli. Certo gli resta il solidissimo appoggio, con endorsement in più variabili di una Cinquecento di Marchionne. Su di lui può ancora contare per tenere viva la passione per la Fca. Forse.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    16:30 Domenica 30 Aprile 2017 LuigiPiccolo Ma dai ???!!!

    Sono allibito ed esterrefatto della notizia che il sindaco Apendino abbia un feeling con la FIAT ....... da non crederci ....! Pensa alcune volte le male lingue ........ BAAA che strana la vita

  2. avatar-4
    14:24 Domenica 30 Aprile 2017 silvioviale #SistemaAppendino

    Il #SistemaTorino diventa #SistemaAppendino con una maggioranza meno riottosa da domare. Chissà quali garanzie su Mirafiori avrà dato la #Sindaca ...

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