Un impegno: tagliare tasse e spese

A giugno si andrà a votare per il rinnovo di circa mille amministrazioni locali e candidati e liste sono ormai pronte, ognuno proponendo il suo programma più o meno credibile. In una elezione locale sono ovviamente i particolari problemi della città o comune ad essere in primo piano, dalla strada piena di buche, all’incrocio pericoloso, alla discarica da sistemare, all’aumento della tassa rifiuti e così via. Problemi che possono essere toccati con mano dai cittadini e su cui possono esprimere una valutazione se sono stati affrontati nel migliore dei modi dai rappresentanti da loro votati; pertanto sono votazioni in cui la percentuale dei votanti è mediamente più alta delle elezioni politiche. Cosa ben diversa da votare un parlamentare, che una volta a Roma non si sa bene cosa faccia e di cui spesso non si si è grado di capire il legame fra attività svolta e risultati ottenuti. Nell’ottica di una maggiore efficienza dei servizi pubblici sarebbe utile che molti venissero gestiti a livello locale, in cui il controllo da parte dei cittadini è molto più facile. Se l’assessore favorisce un conoscente o spende in maniera sbagliata è facile accorgersene, al contrario di ciò che succede a Roma a livello nazionale.

Precisato questo, sarebbe auspicabile che nei programmi dei vari candidati a fianco dei vari problemi locali, ci fosse l’impegno alla riduzione di tasse e spese locali. Si potrebbe incominciare dalle amministrazioni locali una riduzione del peso dello stato sulle spalle dei cittadini.

Un’iniziativa in tal senso è quella del Tea Party Italia, associazione che si ispira ad analoghe iniziative americane, ma focalizzata su riduzione di tasse e spese. L’idea nasce nel 2010 su una riflessione straordinaria nella sua semplicità: se negli Stati Uniti che ha un livello di tassazione di molto inferiore a quella italiana, combattono per la riduzione delle tasse, qui in Italia la battaglia è ancora più necessaria.

Fra le varie iniziative del Tea Party Italia c’è il cosiddetto pledge ovvero un impegno scritto a non aumentare tasse e spese sottoposto ai vari candidati sia alle elezioni locali che nazionali. Ai candidati che firmano, il Tea Party Italia garantisce il proprio  sostegno, ma in caso il candidato una volta eletto non rispettasse  l’impegno, viene ritirato il sostegno e pubblicamente screditato per la violazione dell’impegno sottoscritto. La sconfitta di Bush senior per il secondo mandato fu anche causato dall’impegno non mantenuto di non aumentare le tasse, impegno preso con l’importante associazione Americans for Tax Reform fondata da Grover Glenn Norquist, inventore del pledge a cui si ispira l’analogo italiano.

Al di là della positiva iniziativa del pledge del Tea Party Italia, sarebbe piuttosto importante che i temi fiscali e di spesa pubblica entrassero anche nel dibattito delle elezioni locali e che ci fossero almeno un po’ di candidati che si impegnino nella riduzione della presenza dello stato sia dalla parte del prelievo fiscale, sia da quella della spesa pubblica.

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