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Moderati-Pd, Dea della discordia

Alleati ai ferri corti al Comune di Moncalieri sulla variante urbanistica nell'area dell'ex stabilimento. Per il gruppo di Portas "deturpa il territorio". Intervengono i vertici democratici. Il sindaco Montagna tenta un ultimo chiarimento

A Moncalieri la maggioranza torna a un passo dalla crisi (politica e di nervi). Questa volta è sulla variante urbanistica dell’area ex Dea che si consuma lo strappo tra il sindaco Paolo Montagna e i Moderati che con i loro cinque eletti in Consiglio sono determinanti. Per riconvertire la zona lungo il Po dove un tempo sorgeva lo stabilimento dell'azienda pioniera dell'automotive, la società Nuova Ediliopera della famiglia Luzzati ha presentato un progetto di riqualificazione che prevede la realizzazione di cinque palazzine residenziali e due strutture commerciali per una superficie complessiva di 3.400 metri quadrati: insomma un piccolo quartiere da oltre 300 nuovi abitanti.

Le perplessità sono diffuse in tutta la maggioranza e attraversano anche il Pd e della lista civica “È tempo per Montagna sindaco”: divergenze che hanno reso necessario l'intervento del segretario regionale Davide Gariglio (che a Moncalieri ha la residenza) e quello della provincia di Torino Fabrizio Morri. Il “fortissimo impatto ambientale” del nuovo insediamento è ciò che blocca, almeno formalmente, i consiglieri dei Moderati, che in questa battaglia possono contare sul sostegno del leader Mimmo Portas. È stato lui, infatti, ad aver coinvolto Morri e Gariglio ed è lui ora a minacciare la tenuta della maggioranza se il provvedimento non sarà ritirato o modificato. Ieri il numero uno provinciale ha incontrato il segretario cittadino Danilo Lanè e la capogruppo Jennifer Furci per provare a ricomporre i pezzi: “Ho consigliato loro di prendersi una settimana e di promuovere un incontro con il principale alleato per trovare una soluzione complessiva, perché non possiamo ogni sei mesi dover affrontare una crisi politica nella seconda città della provincia torinese”. Un nuovo patto di maggioranza, insomma.  

Il progetto è controverso. Basti pensare che sono ormai nove anni che i proprietari aspettano il via libera dell’amministrazione per iniziare i lavori, un’attesa estenuante (hanno già versato 18 milioni per acquisire l’area) al punto da costringere la proprietà a un ricorso al Tar per l’inerzia con cui le varie maggioranze hanno gestito la questione finora. I giudici amministrativi hanno riconosciuto le colpe del Comune ma intanto la patata bollente è passata al Consiglio di Stato. I consiglieri temono che l’approvazione del provvedimento nasconda dei rischi anche dal punto di vista legale e per superare queste perplessità Montagna ha pensato a un singolare articolo contenuto nel dispositivo in cui viene proposto ai proprietari, la Nuova Edilopera, “che essa manlevi l’Amministrazione Comunale dagli effetti diretti e indiretti derivanti dalla futura sentenza del Consiglio di Stato su ricorso instaurato da alcuni cittadini in merito all’estensione della fascia di rispetto cimiteriale”.

Le ultime 24 ore pare abbiano riportato Montagna, in un primo tempo deciso ad andare allo scontro, su posizioni più dialoganti e interpellato dallo Spiffero ora fa sapere di essere disposto a un approfondimento sulla variante Dea, contenuta nelle linee guida per la rigenerazione urbana: “E’ il dodicesimo punto all’ordine del giorno, verificheremo la tenuta della maggioranza sugli undici provvedimenti che verranno discussi prima” dice Montagna, tra cui ricorda i 155mila euro della Regione per gli sfollati dell’alluvione, la ristrutturazione del refettorio di una scuola materna “chiuso da quattro anni”, quattro alloggi di edilizia pubblica e naturalmente il rendiconto. Insomma, “io penso che questa maggioranza abbia La maturità per ragionare su norme ambiziose come lo sviluppo urbanistico della città senza bisogno di ingerenze esterne. Sull’ex Dea abbiamo già fatto 17 commissioni, ne serviranno 50? Facciamole”. Un atteggiamento con cui il primo cittadino spera di stanare chi, dietro un ambientalismo di facciata, prova a regolare conti che poco c’azzeccano con il verde pubblico.

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