FINANZA PUBBLICA

Bond per istruzione e sanità

FinPiemonte prepara l’emissione di obbligazioni per sostenere progetti sociali: si parte con un piano contro la dispersione scolastica di giovani immigrati. I nuovi compiti della cassaforte regionale a favore delle imprese, piccole e micro

Aumentare la propensione agli investimenti invertendo l’attuale tendenza causata dalla crisi, agevolare anche le micro imprese e non solo le Pmi, superare le difficoltà di accesso al credito da parte delle startup. Sono alcune delle richieste avanzate un paio di settimane addietro dalle associazioni di categoria e dai sindacati nel corso delle audizioni, in prima e terza commissione di Palazzo Lascaris riunite in seduta congiunta, in merito alla proposta di delibera sulla nuova azione strategica di FinPiemonte, poi approvata in sede di commissione lo scorso 31 maggio e che approda stamane in aula.

Un passaggio, quello odierno, che si annuncia tutt’altro che meramente formale: dalle opposizioni (in particolare da Forza Italia) arriveranno con molta probabilità ulteriori richieste a sostegno di quelle garanzie richieste dal tessuto economico piemontese alla nuova mission della partecipata regionale. Sul tavolo, di fatto già cucinato, c’è un piatto molto atteso dall’economia regionale, ma a cui proprio gli stakeholder guardano con attenzione per verificare se contenga tutti gli ingredienti previsti, a partire dagli strumenti che la “banca regionale” –  com’è stata definita con estrema sintesi la nuova FinPiemonte – dovrà mettere in campo per fronteggiare gli effetti della crisi e pesantissime contingenze-emergenze a partire dal drammatico epilogo di Eurofidi.

La “cassaforte” presieduta da Fabrizio Gatti riceverà dunque una serie di direttive e indirizzi, alcuni e non pochi dei quali sono di fatto già in essere con un’anticipazione dei tempi attuata dal board d’intesa con la Regione proprio per non perdere tempo prezioso e opportunità – a partire dall’impiego dei fondi e al varo di progetti – considerata la situazione in cui versa da tempo l’economia piemontese. Tra i nuovi compiti in un’attività allargata rispetto al passato, quello di sviluppare la collaborazione con tutti gli altri intermediatori finanziari – qualifica ormai rivestita da FinPiemonte – senza una logica di sostituzione, ma appunto di collaborazione. E questo varrà, in particolare, proprio riguardo il sistema dei confidi da tempo all’attenzione anche per la situazione preoccupante in cui si trovano alcuni consorzi, come nel caso di Unionfidi, oggetto di verifiche e severe prescrizioni da parte di Banca d’Italia. Se è certo che FinPiemonte non si sostituirà all’ormai collassato Eurofidi, né tantomeno agirà in maniera sussidiaria per altri consorzi, è pur vero che la partecipata della Regione è chiamata a svolgere – cosa che in gran parte ha già preso a fare con erogazioni e garanzie nei confronti non solo delle Pmi, ma così come richiesto anche delle microimprese – un compito di maggior peso in favore del tessuto economico regionale.

Un percorso connotato anche da innovazioni, come quella che le attribuisce la primogenitura a livello nazionale nell’emissione di “social bond” per finanziare progetti di riduzione della dispersione scolastica dei giovani immigrati. Una cifra che pare si attesterà attorno al milione di euro che per la cui sottoscrizione ci sarebbe già il concreto interesse sia da parte della Compagnia di San Paolo, sia della Fondazione Crt, ma molto probabilmente anche di due istituti di credito, tanto da indurre ad aumentare la cifre prevista dell’emissione.

Un modello che sarà varato per la prima volta in Italia e che, proprio in quanto tale applicabile ad altre iniziative di natura sociale (ma sempre misurabili nei risultati) non è improbabile possa presto trovare campi di utilizzo anche in settori da sempre a corto di risorse finanziarie, come la sanità. Anzi, proprio in questo settore si starebbero valutando alcuni progetti. Ambiti del tutto nuovi per FinPiemonte, ma anche un rafforzamento del suo ruolo di volano pubblico per l’economia piemontese.

Tra gli aspetti che oggi verranno discussi in consiglio regionale – completando il lavoro svolto in commissione – anche  gli interventi svolti sulla tranched cover, strumento finanziario che interviene a garanzia di portafogli di nuovi finanziamenti, emessi dai tre istituti aggiudicatari dei fondi regionali, e sui 12 milioni previsti a favore delle startup.

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