DIRITTI & ROVESCI

Appendino, “sui migranti che dici?”

I radicali scrivono alla sindaca dopo le recenti uscite "leghiste" di Raggi e Grillo: "Firma il nostro progetto di legge contro la Bossi-Fini". Ma difficilmente la sindaca prenderà posizione

A Roma il Movimento 5 stelle sale sul Carroccio e con Virginia Raggi chiede al Viminale “una moratoria sui nuovi arrivi” di migranti. Beppe Grillo rispolvera un evergreen come la chiusura dei campi rom. Ma a Torino qual è la posizione di Chiara Appendino? Difficile su questi argomenti stanare la sindaca pentastellata; anche nei cinque anni di opposizione si è sempre tenuta al di fuori dalle beghe regionali e nazionali, ma i Radicali che per tradizione si appassionano alle missioni impossibili, ci provano con una lettera aperta firmata da Igor Boni, Laura Botti e Silvja Manzi, coordinatori dell’associazione Adelaide Aglietta. Nella missiva la proposta di sottoscrivere il progetto di legge di iniziativa popolare sull’immigrazione “Ero Straniero – l’umanità che fa bene” con l’obiettivo di cancellare la Legge Bossi-Fini. Da sempre Appendino può essere ascritta all’ala laica e progressista del Movimento, come dimostrò il suo sostegno alla legge sui diritti civili promossa in modo bipartisan da Pd e M5s (ci lavorò il senatore torinese Alberto Airola) prima che i grillini si sfilassero all’ultimo voto, secondo un canovaccio adottato recentemente sulla legge elettorale.

Diverso il discorso nella Capitale e più in generale nel Mezzogiorno, in cui l’anima cattolica e conservatrice è più forte e per questo, proprio a Roma la strategia politica grillina ha realizzato in 24 ore il proprio testacoda, con “prese di posizione – scrivono gli esponenti radicali - che paiono strizzare l’occhio a un elettorato di destra, che in questa tornata amministrativa pare avere in parte abbandonato il Movimento, per tornare verso i lidi d’origine o rifugiandosi nell’astensione”. Per questo, l’appello dei tre è rivolto ad Appendino, “perché crediamo abbia sensibilità differenti rispetto a quelle evocate da queste prese di posizione e perché noi da anni ribadiamo che il fenomeno dell’immigrazione che stiamo vivendo non è ascrivibile ad una emergenza ma a un passaggio epocale che non terminerà fra un mese o un anno ma segnerà la storia del prossimo decennio”. Considerazioni da cui nasce “il progetto di abolire il reato di immigrazione clandestina; puntare a riforme fondamentali su lavoro, formazione, apprendimento della lingua e assistenza, che sono gli strumenti per una integrazione vera nella nostra società; fornire diritto di voto (attivo e passivo) nelle elezioni amministrative”. “Speriamo di ottenere da lei una risposta positiva e un sostegno a questa iniziativa. Ci piacerebbe infatti che la città di Torino - sempre attenta a questi temi - divenisse esempio positivo anche in termini di mobilitazione”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    21:30 Mercoledì 14 Giugno 2017 giacomo_b ....c'è qualcuno? qualcuno che ancora si illude?

    non ci si può aspettare nessun tipo di risposta che possa fare chiarezza, a parole sono bravi ma ogni volta che c'è stato da votare per qualche diritto non è mai arrivato nessun voto a favore. Sfortunatamente il razzismo dimostrato non serve solo a distogliere l'attenzione dai gravi errori ed inadeguatezze che hanno contraddistinto le amministrazioni grilline ma serve a raccogliere il consenso che altrimenti perderebbero visto che non sanno dare risposte ai problemi reali. Resta la preoccupazione per una deriva che ricorda la nascita del fascismo.

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