COMUNALI 2017

Il nemico è (anche) l’astensionismo

Dopo la caduta di Asti, Mdp in campo per difendere Alessandria, uno degli ultimi capoluoghi piemontesi governati dal centrosinistra. Fornaro: “Allarmante la disaffezione al voto, una questione democratica”. Tour in Piemonte degli esponenti di Art. 1

La spia rossa dell’astensionismo che il parlamentare di Mdp Federico Fornaro esorta ad osservare da sinistra senza indulgere alla sottovalutazione rischia di illuminarsi ancora di più al secondo turno delle comunali rispetto a quanto, non poco, abbia fatto domenica scorsa. E ad andare in panne sarebbe proprio il centrosinistra, lasciando l’avversario (ovvero, salvo rari casi, il centrodestra) nelle migliori condizioni per effettuare il sorpasso anche laddove i candidati del Pd saranno sì lepri da inseguire – per usare un’altra metafora cara al senatore esperto di sistemi e flussi elettorali –, ma sempre più facili da raggiungere.

Fornaro osserva che“come sempre, appena sono iniziati ad arrivare dai seggi i dati dei voti, è stato silenziato dai media l’allarme astensionismo che, dopo la pausa del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, è tornato a suonare molto chiaro e netto, come una sorta di spia rossa di malfunzionamento della democrazia e di perdita di autorevolezza e credibilità delle istituzioni rappresentative”. A supportare questa tesi cita alcuni dati: nei 1.005 comuni chiamati al voto la percentuale di votanti è stata del 60,07% contro il 66,85% delle precedenti elezioni. “Una tendenza all’incremento dell’astensionismo che si rileva anche nei 25 comuni capoluogo di provincia che passano da una media del 64,96% al 58,68% del 2017”. E se la maglia nera tra i centri maggiori spetta a Genova (48,38%), seguita da Como (49,13%) e Lucca (49,35%) anche Alessandria, la città del Piemonte su cui si concentra la maggiore attenzione per l’incerto esito del ballottaggio, ha visto appena il 54,89% di votanti.

Alessandria è un fortino traballante, uno degli ultimi capoluoghi ancora governati dal centrosinistra, dopo la débâcle di Asti, città nella quale la vittoria del candidato del centrodestra, Maurizio Rasero, è solo rimandata di quindici giorni (al ballottaggio con i Cinquestelle). E il successo al primo turno di Federico Borgna a Cuneo non è sufficiente a lenire i guai di una coalizione in evidente difficoltà.

Più delle percentuali colpiscono i numeri assoluti: “Ad Alessandria si è passato dai 56.528 votanti del 2007 ai 41.587 di domenica scorsa” ricorda Fornaro, mettendo sotto la lente d’ingrandimento un fenomeno – la fuga dalle urne (per citare il titolo di uno dei suoi libri) di mezza città – che egli ritiene se non valutato e affrontato in maniera che superi gli interessi di bottega della singole forze politiche come “un problema per la rappresentanza e, quindi, per la democrazia stessa”. Due le principali ragioni di un male che non conosce confini nel Paese e che ha avuto negli anni scorsi la sua manifestazione più eclatante in quell’Emilia-Romagna che era analizzata dal punto di vista della partecipazione massiccia al voto anche da studiosi statunitensi: “Il venire meno dell’organizzazione dei partiti e gli effetti della crisi economica che hanno messo in luce la scarsità e l’inadeguatezza delle risposte da parte della politica”.

Lo spettro del non voto, dunque, accompagna non solo ma in special modo il centrosinistra verso l’ultima sfida di domenica 25 giugno. Non solo convincere a farsi votare, ma ancor prima vincere quella probabile ritrosia nei confronti delle urne che rischia di segnare il risultato: questa la sfida, nel caso di Alessandria, per la dem Rita Rossa. Ma anche per il suo avversario, il leghista alla guida di una coalizione di centrodestra monca di alcuni pezzi, Gianfranco Cuttica di Revigliasco. Se ad Asti il duello con il Cinquestelle Massimo Cerruti impensierisce poco Rasero, in nettissimo vantaggio già al primo turno, poco più a valle lungo il Tanaro la situazione è assai più complessa e per questa degna di attenzione. Nel caso di vittoria di Cuttica, il Sud del Piemonte vedrebbe entrambi i capoluoghi in mano del centrodestra con un innegabile peso anche in vista delle regionali del 2019.

Mdp ha appoggiato “lealmente e convintamente” la Rossa: “appoggio che riconfermiamo ovviamente, insieme all’impegno con tutte le nostre forze per arrivare alla vittoria al ballottaggio” ribadisce Fornaro, domani sera alle 21 a Tortona per presentare Articolo 1 in un giorno in cui Mdp fa l’en plein di appuntamenti nella regione: alle 17 e 30 a Rivoli interverrà il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che sarà poi in serata al Cecchi Point di Torino a discutere su ““Produrre ricchezza ridistribuire il reddito” con Bobo Craxi e l’economista Pietro Garibaldi, mentre Miguel Gotor sarà a Trivero e Sostegno nel Biellese. Un tour che arriverà il giorno dopo in cui i senatori Mdp non parteciperanno al voto sula manovrina cui è stata posta la fiducia, ma che contiene anche quella che i bersaniani definiscono il reingresso dalla finestra dei voucher. Non si asterranno, come avvenuto alla Camera, giacché l’astensione a Palazzo Madama equivale a voto contrario. E votare la sfiducia al governo Gentiloni equivarrebbe – filtra da Mdp – a fare un regalo a una parte del Giglio Magico che non disdegnerebbe l’incidente.

Il rapporto tra il Pd di Renzi e Mdp resta a dir poco teso, ma questo non incrina le alleanze alle amministrative. “Per Alessandria, mi auguro davvero prevalga il principio di ragionevolezza e quindi anche quella parte di elettorato di sinistra che si è mostrato critico nei confronti di Rita Rossa e al primo turno ha fatto scelte diverse, indirizzi il suo voto a chi ha portato fuori la città dal dissesto e non a chi è l’erede di coloro che il disastro lo hanno provocato”. L’appello del senatore pare attagliarsi, anche se lui non lo dice, a chi ha votato la lista del Quarto polo di Oria Trifoglio (e Felice Borgoglio) e magari si è pure candidato schierandosi apertamente contro la sindaca uscente. Una decisione non facile vista proprio la battaglia ingaggiata contro la Rossa, ma forse possibile – come si diceva un tempo – nel segreto dell’urna. E poi c’è almeno una parte dei Cinquestelle: “Bisogna vedere se prevarrà l’astensione oppure la volontà di colpire Rita, votando il candidato di centrodestra”. Molto, comunque, dipenderà da quanti andranno a votare. Da quanto, insomma, si illuminerà la spia rossa. E quanto sarà in grado, soprattutto il centrosinistra, di affievolirla.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    13:16 Giovedì 15 Giugno 2017 Pacioc viva l'Italia!

    finalmente. Qualcuno si sta accorgendo che il vero problema è che gli italiani non vanno più a votare e conseguentemente tutti i partiti hanno perso. Ora, ci dicano cosa intendono fare, lor signori, affinchè il popolo, che secondo la Costituzione è l'unico sovrano, ritorni alle urne. Una sana autocritica della casta non potrebbe essere l'inizio?

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