LA SACRA RUOTA

Fca, piena occupazione nel 2018

Marchionne conferma gli impegni industriali e "sociali". Ma il secondo modello per Mirafiori è ancora un mistero. Plaudono Fismic, Fim e Uil, piuttosto scettica la Fiom

A Venezia a margine del Consiglio Italia-Usa, Sergio Marchionne, sollecitato dai giornalisti a commentare le vicende americane che vedono il gruppo Fca accusato di aver “barato” a proposito delle emissioni dei suoi motori diesel, ha sparso ottimismo a dosi industriali. A chi gli ha chiesto se questo problema potrà portare a conseguenze sui risultati economici, Marchionne ha risposto un no secco. In proposito delle prospettive a breve, il manager dei due mondi ha affermato che sono confermati tutti gli obiettivi previsti per il 2017. Più in particolare ha detto che il secondo trimestre dovrebbe chiudersi con risultati in linea con quanto previsto e programmato.

Oltre che delle previsioni sull’andamento del gruppo, Marchionne ha parlato degli sviluppi della vicenda che negli Usa vede l’azienda al centro di una causa per presunte irregolarità dei dispositivi antinquinamento di motori diesel. Ha ricordato infatti che la Fca ha presentato delle proposte di aggiornamento tecnico delle nuove vetture, con disponibilità a introdurre gli aggiornamenti tecnici anche sulle auto già vendute (104 mila esemplari). Sui tempi della chiusura della vicenda, Marchionne ha negato che saranno necessari molti mesi e che la conclusione è vicina

Se per le prospettive economiche Marchionne ha fornito risposte decise e senza incertezze, va anche detto che una perentorietà ancora maggiore l’ha usata nel rispondere a chi gli ha chiesto se una situazione complicata del quadro generale potrebbe portarlo a cambiare idea circa il suo abbandono della guida della Fcaall’inizio del 2019. “No” è stata la risposta che non ha lasciato spazio a dubbi.

Fca raggiungerà non solo gli obiettivi finanziari ma anche quelli sociali: nel 2018 negli stabilimenti italiani ci sarà la piena occupazione. “Il nostro impegno per rafforzare la rete industriale continua. Lo abbiamo avviato già da tempo. È stato sempre il nostro impegno anche se qualcuno non ci credeva”, ha affermato. Parole che hanno immediatamente diviso il fronte sindacale con una parte – Fismic, Cisl e Uil – pronte a dargli credito e dall’altra la solita Fiom piuttosto scettica.

“Siamo molto vicini all’obiettivo della piena occupazione. Quattro anni fa circa 25.000 lavoratori, il 40% degli occupati, usava ammortizzatori sociali. Oggi ci sono soltanto i contratti di solidarietà a Mirafiori e Pomigliano”, ha commentato  Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim. “Questo vuol dire che in tempi brevi sarà annunciato il secondo modello a Mirafiori e che per Pomigliano sarà pianificato a breve l’investimento. Sono queste due condizioni imprescindibili per il raggiungimento dell’obiettivo della piena occupazione”, spiega Uliano. Vede il bicchiere mezzo vuoto, invece, la Fiom: “In questo momento ci sono ammortizzatori sociali a Mirafiori, abbiamo appena rinnovato i contratti di solidarietà a Pomigliano. Allo stato attuale il ritorno al lavoro per tutti è un obiettivo difficile da realizzare”, dichiara Michele De Palma, coordinatore Auto dei metalmeccanici di Landini. “Per fare partire un nuovo modello ci vuole almeno un anno e siamo a giugno 2017. Quindi entro il 2018 Mirafiori, Pomigliano e Melfi dovranno avere modelli che garantiscano a tutti il lavoro. è una battaglia che anche noi stiamo facendo. Sarebbe importante iniziare a discutere anche in Italia di auto elettriche e ibride”.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    10:28 Lunedì 19 Giugno 2017 tandem Il profeta Marchionne...

    Probabilmente pioverà su Mirafiori e Rivalta, per la mensa aziendale, la biblica manna dal cielo e si apriranno le acque del canale di Sicilia per far venire lavoratori dall'Africa...... Il guaio è che qualcuno continua a credergli....

  2. avatar-4
    16:28 Sabato 17 Giugno 2017 Pacioc non solo....

    Riapriranno la Teksid, la Grandi Motori, la Avio, la Telai. La FCA, comprerà la Volkswagen e la Toyota, probabilmente anche la Nissan-Renault. Quindi, IVECO comprerà la divisione mezzi industriali della Mercedes. La mano d'opera italiana non bastera'piu' e quindi importeremo operai dalla Baviera e dalla Wesfalia Renania. E per tutti voi scettici......una pernacchia!

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