SCONTRO DI CIVILTA'

Dal Piemonte i nuovi “crociati”

Un partito "anti-islamizzazione" per difendere i valori dell'Occidente e contrastare la colonizzazione musulmana. Lo fonda Meluzzi, psichiatra e criminologo, che dopo la stagione post comunista e cossighiana, torna alla politica attiva

“Capisci che la sottomissione all’Islam è già incominciata quando dalla mensa degli asili sparisce la mortadella”. Usa la sua conoscenza della mente umana come un grimaldello per entrare nella testa e nella pancia dove allignano, legittimi e spesso giustificati, timori e rabbia Alessandro Meluzzi, psichiatra che oggi torna politico sia pure escludendo ogni ipotesi di candidatura. Del “Partito anti-Islam” tenuto a battesimo ieri, annuncia sarà, “solo un padre nobile o, a seconda dei giudizi, ignobile”.

Pancia e testa: mortadella e crocifisso, ma anche “il non festeggiare più il Natale nelle scuole, non fare più il presepio”. Cose inaccettabili, “minacce concrete ai valori liberali che albergano in Occidente, conquistati centinaia di anni addietro”, per colui che – svezzato politicamente nel Pci torinese ai tempi di via Chiesa della Salute, strutturato a sinistra negli studi all’Università Patrice Lumumba a Mosca e poi a Cuba, spostatosi a destra con Berlusconi fino a battere nel ’94 l’imbattibile Sergio Chiamparino a Mirafiori, approdato ai lidi cossighiani – ha fatto della politica un percorso tortuoso. Più complesso da seguire e interpretare di quanto non richieda l’iniziatica lettura della simbologia massonica, quella Libera Muratoria cui per anni Meluzzi apparterrà fino a lasciarla per imboccare una nuova via, quella religiosa che oggi lo vede Primate della Chiesa Ortodossa italiana, un vescovo insomma. Che non risparmia critiche durissime al Pontefice: “Soltanto il globalismo del gesuita Bergoglio può pensare che la cristianità non debba essere difesa da una islamizzazione forzata”. Perché è questo il rischio, “ormai concreto e, purtroppo, forse inevitabile” che a detta di Meluzzi corre, anzi ne è ormai vittima, l’Italia.

E se della mortadella sparita dalle mense scolastiche, come i crocifissi dalle aule e i presepi a Natale ne parlano da anni i Salvini e le Meloni (ma non solo loro), è in effetti nuova l’idea di una forza politica che abbia non solo nei suoi fondamenti e nei suoi programmi una difesa ad oltranza del valori dell’occidente, ma che faccia dell’anti-islamizzazione del Paese la sua ragione. Da ieri, questa crociata si fa partito, tra i cui fondatori annovera lo psichiatra e criminologo torinese. “Non contro l’Islam, ma contro l’islamizzazione dell’Europa e dell’Italia” premette Meluzzi spiegando come il Pai punta ad “affrontare il problema della convivenza nel nostro Paese, tra la nostra civiltà, il nostro diritto e la nostra democrazia, in cui legge di Dio, legge religiosa e legge dello Stato e della Costituzione sono sempre state distinte e l’Islam, dove la legge religiosa prevale sempre sulla legge civile”.

Nove i punti fondanti del programma che riguardano sicurezza, immigrazione, sostegno ai disabili, economia, droga, ambiente e giustizia con l’obiettivo di arrivare alle politiche con una lista. E la non improbabile prospettiva, non foss’altro che già per l’effetto di quel nome “partito anti-islamizzazione”, di raccattare su un bel po’ di voti, magari pescando da Lega e Fratelli d’Italia, le due forze sovraniste. Perché “è ovvio che noi siamo certamente sovranisti. Riteniamo che i nostri siano valori che meritano di essere difesi, valori del Risorgimento, di Cesare Beccaria, dell’illuminista milanese Pietro Verri e di tanti altri”.

Mortadella, presepio e Risorgimento: ci sta tutto e tanto altro ancora nel bagaglio del partito che ha riportato, dopo anni, alla politica Meluzzi. Che spiega come “di fronte a una società multiculturale che ci vede impreparati, bisogna evitare che succedano cose come in Gran Bretagna dove ci sono corti islamiche". Perché “va bene che gli islamici facciano gli islamici. Bisogna però evitare che un’enclave di questa natura possa minare i diritti costituzionali e liberali che abbiamo acquisito da trecento anni in Occidente. La religione non c’entra. La preoccupazione è quella di garantire la laicità di uno Stato di diritto che rischia di non essere garantita”. in sostanza, quella del neonato partito, che per non incorrere nelle maglie della giustizia e violare la costituzione non si può definire e non ha potuto definirsi anti-Islam rimediando in anti-islamizzazione, “è una proposta politica, rivolta ai cittadini e agli altri partiti affinché si pongano dei paletti sul funzionamento dello Stato di fronte a una migrazione che sta trasformando l’Italia in un’altra cosa”. E alla richiesta di un giudizio sull’iniziativa dell’Austria di mettere blindati al Brennero, Meluzzi non esita: “Quella di Vienna è una riposta ovvia, basata sulla sovranità. Non c’è da interrogarsi su questa Europa, c’è da chiedersi perché una classe dirigente come quella italiana ha deciso di permettere l’afro-islamizzazione del Paese, ormai sistematica. È chiaro che Spagna Austria e altri Stati rispondono come un normale Paese sovrano, l’Italia no”.

A detta del vulcanico psichiatra-politico-vescovo “la geografia non c’entra nulla. Malta non fa entrare un solo migrante, e ormai neppure la Grecia. Forse è un problema che attiene alla storia dell’Italia, al catto-marxismo che ne governa la classe dirigente”. Facile intuire la reazione del vescovo ortodosso Meluzzi all’immagine dell’“omologo” cattolico monsignor Cesare Nosiglia in visita alla comunità musulmana in occasione della fine del Ramadan. La conferma arriva puntuale:  “Come ha detto il professor Giovanni Sartori, nella storia dell’Islam non è mai successo che ovunque si sia insediata una comunità musulmana questa non abbia colonizzato il mondo dove si inseriva”. Meluzzi batte su un tasto: “Islam è sottomissione”. E se si obietta che molti indicano la soluzione negli islamici moderati, lui ribatte: “l’Islam moderato è l’Islam dei non praticanti. Appena arrivano i praticanti, i cosiddetti non praticanti devono praticare. L’Islam è immodificabile, non ha i concili. E  il Corano dice che gli infedeli che resistono vanno sterminati e che tutti devono sottomettersi alla legge islamica”.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    10:59 Mercoledì 05 Luglio 2017 pellecchia PRIMA O POI!!!

    Ci sono alcuni eventi che sono nell'ordine naturale delle cose. Una malattia infettiva non si combatte negando l'esistenza del batterio che la provoca. Si deve identificarlo, studiarlo e curarlo con l'antibiotico. Poi si può discutere su quale antibiotico scegliere, ma negare l'esistenza del batterio porterebbe allo sterminio. Le reazioni alla presunta "tolleranza" (dietro cui vedo sempre un freddo calcolo)prima o poi dovevano accendersi. E trovo più interessante e costruttiva una iniziativa (criticabile quanto si vuole) come quella di Meluzzi, che il restituire "camionate" o proiettili davanti alle moschee!

  2. avatar-4
    09:33 Mercoledì 05 Luglio 2017 Pacioc Propongo a Meluzzi...

    di armarsi di un grosso salame di Felino e usarlo come manganello per picchiare sulle spiagge libiche all'atto dell'imbarco, tutti i musulmani che vengono da noi per impedirci di mangiare la mortadella! La Cristianità e tutti i suoi valori liberali, gli sarebbero eternamente grati. P.S.: La legge 180 è stata rispettata troppo alla lettera. Un paio di manicomi lungo la penisola, di quelli dove i matti li legavano con le catene e li facevano dormire sulla paglia, servirebbero ancora. Ci troverebbero posto, da pazienti, anche gente specializzata in psichiatria.

  3. avatar-4
    09:17 Mercoledì 05 Luglio 2017 Quartultimo non mi piace

    Stimo Meluzzi ma stavolta non lo capisco. Non si fa un partito CONTRO, basta vedere cosa è successo all' Unione tenuta insieme dall' odio contro Silvio . Ci vorrebbe un partito PER la promozione dei valori liberali e cristiani. E pensare che ce l'avevamo e l'abbiamo rottamato...

  4. avatar-4
    08:59 Mercoledì 05 Luglio 2017 PELDICAROTA DIFENDIAMO LA MORTADELLA!

    Mi piace, un ottimo programma politico. Dove ci si iscrive al Partito? E per caso non si potrebbe avere anche una fetta di gorgonzola?

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