ALTA TENSIONE

G7 a Torino, Amburgo fa paura

Gli scontri nella città tedesca preoccupano le istituzioni torinesi in vista del summit internazionale del prossimo autunno. Appendino, prefetto e questore preferiscono spostarlo dal Lingotto a Venaria, ma il Mise lavora sottotraccia per trasferirlo a Milano

“Avete visto cos’è successo ad Amburgo”. Le immagini che arrivano dalla storica capitale anseatica, messa a ferro e fuoco da no global, black bloc e antagonisti di ogni specie sta facendo correre più di un brivido lungo la schiena dei rappresentanti delle istituzioni. Il timore che Torino possa diventare terreno di scontri e violenze  nell’ultima settimana di settembre, quando è previsto il G7 dell’Industria, dell’Innovazione e del Lavoro, moltiplica le perplessità e i dubbi. Forse certi vertici andrebbero celebrati su un’isola, “in Sicilia, infatti, è filato tutto liscio”, ragionano a voce alta a Palazzo civico. E il capoluogo piemontese non è Taormina, dove lo scorso maggio si è svolto il consesso internazionale. Inoltre sotto la Mole l'intreccio tra centri sociali, movimento No Tav e l'ala più radicale dell'anarco-onsurrezionalismo ha da tempo trovato un ambiente fertile per la guerriglia urbana (basti pensare alla chiamata alle armi di Askatasuna). Soprattutto pesa come un macigno la brutta prova fornita sulle questioni di ordine pubblico: ancora bruciano i fatti di piazza San Carlo, con il lungo strascico giudiziario che si stanno portando dietro, e poi le botte tra avventori e polizia nelle piazze della movida, le critiche alle forze dell’ordine del Movimento 5 stelle. Insomma, non è proprio il clima ideale.

I dubbi e i timori sono emersi ancora una volta nell’ultima riunione svolta in Prefettura, svoltosi mercoledì scorso e presieduta dal vicario di Renato Saccone, poiché il padrone di casa era impegnato nel trasloco da Firenze. Presenti il questore Angelo Sanna, la sindaca Chiara Appendino, accompagnata dal capo di gabinetto Paolo Giordana, e da alcuni rappresentanti del governo (Palazzo Chigi e gli sherpa di Mise e Miur). Fosse per la trimurti della (in)sicurezza pubblica il vertice potrebbe essere spostato senza molti rimpianti: troppo alti i rischi. Per contro, però, c’è un meeting internazionale che garantirebbe visibilità a Torino e poi a tirarsi indietro adesso non si farebbe certo una bella figura, sarebbe come un’ammissione di inadeguatezza, di incapacità a gestire i grandi eventi. Per questo non saranno mai né la Appendino, né tantomeno prefetto e questore a dire no. Piuttosto opporranno una intransigente desistenza a chi già starebbe lavorando per trasferire il G7 dal capoluogo subalpino. Nello specifico il nodo è sulla location: si è ipotizzata la Reggia di Venaria, dove peraltro è già stato ospitato il vertice dei ministri della Cultura dell'Unione Europea, ma il Ministero dello sviluppo economico si sarebbe impuntato per il Lingotto, luogo simbolo di una ex capitale industriale che sta convertendo le proprie vocazioni: “Per farlo a Venaria, allora andiamo a Milano” è in sintesi la posizione degli uomini del ministro Carlo Calenda. E proprio su questo si starebbe consumando sottotraccia un braccio di ferro che rischia di favorire il convitato di pietra a tutti questi vertici, il sindaco Beppe Sala. Prefetto e questore non si sono mai formalmente opposti a nessuna eventualità, limitandosi a far notare come sia più agevole blindare Venaria, controllandone le vie di accesso, piuttosto che il Lingotto, collocato in piena città, su un’area raggiungibile con la Metropolitana e circondata da case e negozi, con un grande centro commerciale.

Sullo sfondo di questo testa a testa ci sarebbe infatti un obiettivo che accomuna molti dei protagonisti della vicenda: il trasferimento del vertice all’ombra della Madunina: lo Sviluppo Economico preme per questa soluzione, la Appendino potrebbe limitarsi a qualche rimostranza di facciata. Chi si sta mettendo decisamente di traverso pare essere il titolare del Viminale, Marco Minniti, il quale già in un precedente incontro con la prima cittadina avrebbe escluso l’intenzione di trasferire l’appuntamento da Torino. 

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3 Commenti

  1. avatar-4
    00:27 Sabato 08 Luglio 2017 LuigiPiccolo Più che sindaco è un Pupo ( siciliano )

    I centri sociali tengono dalle palle il sindaco Appendino ......Opssss non ha le palle la sindaca Appendino..... scusate.

  2. avatar-4
    19:04 Venerdì 07 Luglio 2017 Orock E i No Expo?

    Forse qualcuno si è dimenticato cosa è successo invece a Milano con il corteo dei No Expo. Non mi pare che l'ordine pubblico funzionò.

  3. avatar-4
    18:45 Venerdì 07 Luglio 2017 Conty Sfratto ai centri sociali

    Ma se, come si dice, prevenire è meglio che curare, perché l'Appendino non ordina lo sgombero dei centri sociali? Domanda retorica: sappiamo benissimo perché non può farlo.

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