EVENTO

Pd, non è (più) qui la festa

I democratici di Torino, già sfrattati da Palazzo Civico, costretti a lasciare anche l'area in cui si svolgeva la tradizionale kermesse dell'Unità. Probabile trasferimento al Lingotto. Disguidi amministrativi alla base della decisione

È tempo di sloggiare per il Pd di Torino. L’anno scorso sfrattato da Palazzo Civico, quest’anno pure da piazza d’Armi in cui per sei anni si è svolta la tradizionale festa dell’Unità. Ora i vertici di via Masserano sono alla ricerca di una nuova casa. A provocare il trasferimento forzato, un ritardo nella richiesta delle autorizzazioni (e quindi dell’inizio delle attività) dell’associazione che gestisce il punto verde in quella stessa area: l’esordio posticipato del ballo al palchetto farà slittare anche il termine della concessione, costringendo i democratici a iniziare la propria festa non a fine agosto, come sempre avvenuto, ma a metà settembre con tutte le incognite del caso, a partire da quelle meteorologiche. Per il momento la soluzione più accreditata è l’area adiacente al Palavela, dove il responsabile Organizzazione del partito Saverio Mazza ha fatto proprio oggi pomeriggio un sopralluogo. Questa alternativa sarebbe anche un segnale alla città di attenzione alle periferie e potrebbe avere dei vantaggi logistici grazie alla vicina fermata “Lingotto” della metropolitana. Per quanto riguarda le date l’ipotesi al vaglio è di inserire la kermesse tra l’1 e l’11 settembre.

Il Pd lascia, così, piazza d’Armi dopo ben sei edizioni consecutive. Il trasferimento nel quartiere Santa Rita era avvenuto nel 2011 dopo la storica edizione dell’anno prima, quando Torino ospitò ai giardini reali la festa nazionale – inaugurato dal concerto in piazza Castello di Lucio Dalla e Francesco De Gregori – e dopo che per anni gli eredi del Pci avevano celebrato il foglio del partito al Parco Ruffini. Sentito in serata dallo Spiffero, Mazza conferma l’indiscrezione, ma premette che “nulla ancora è stato deciso” pur confermando “l’intenzione di spostarci”. In cantiere c’è anche la costituzione di un’associazione per la festa dell’unità che permetta di organizzare l’avvenimento in modo più autonomo dal partito da un punto di vista amministrativo e di prolungare eventualmente i festeggiamenti, visti anche gli introiti lusinghieri ottenuti nelle passate edizioni.  

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