POLITICA & GIUSTIZIA

Scandalo rifiuti ad Alessandria, indagato il compagno della Rossa

Coinvolto nell'inchiesta sullo smaltimento della spazzatura dal Sud per traffico di influenze illecite. Al vaglio degli indagati il suv Freemont ottenuto dall'imprenditore Bonacina, arrestato nei giorni scorsi. Avviso di garanzia per altri personaggi della provincia mandrogna

I magistrati dell’Antimafia di Brescia sospettano di lui, Ezio Guerci, politico di lungo corso della sinistra alessandrina ora prestato al mondo delle consulenze alla pubblica amministrazione con una sua società, la Scer.Pa srl di Novi Ligure. E soprattutto compagno di Rita Rossa, l’ex sindaca Pd di Alessandria. Guerci è indagato per traffico di influenze illecite nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia bresciana sui traffici di rifiuti prodotti al Sud e smaltiti in maniera illecita al Nord, sia in Lombardia sia in Piemonte, da due aziende lombarde. 

Secondo gli investigatori Guerci ha ottenuto un suv Fiat Freemont da 30mila euro da Paolo Bonacina, imprenditore bergamasco attivo nel settore dei rifiuti, finito agli arresti domiciliari il 10 luglio nel corso dell’operazione dei carabinieri del Noe, nucleo operativo ecologico. In cambio - ipotizzano i pm - il politico alessandrino avrebbe cercato di influenzare l’ex sindaca di Alessandria sulla cessione di quote della Aral, la società partecipata di raccolta rifiuti su cui gli inquirenti stanno cercando di far luce, alla A2A, azienda multiservizi lombarda attiva nella fornitura di gas ed elettricità, ma anche nello smaltimento dei rifiuti. Da una delle società riconducibili a Bonacina è infatti partito un bonifico del valore di 30mila euro versato su un conto della Scerpa srl, di cui è socio, e questo elemento porta gli investigatori a sospettare di lui.

La società di Guerci da tempo è finita al centro di molte polemiche e attacchi politici fatti dal centrodestra (e dell’ex sindaco Piercarlo Fabbio) per il suo ruolo nella consulenza delle pubbliche amministrazioni, un fattore che solleva dubbi su eventuali conflitti d’interesse che la Rossa ha sempre negato. Non è l’unico alessandrino coinvolto in questa inchiesta. Molti altri nomi compaiono. Tra questi anche quelli di funzionari e dirigenti della Aral iscritti nel registro degli indagati. 

“Da consulente ho dato una mano ad Aral per risanare un’azienda che si trovava in grande difficoltà – dice Guerci allo Spiffero, in un colloquio in cui ammette di essere indagato, pur non essendo ancora stato convocato per un interrogatorio -. In quel contesto ho conosciuto Bonacina, che mi ha chiesto di usufruire di una mia consulenza per una sua società in Friuli”. E per quanto riguarda il Freemont: “Lo sto pagando con i miei soldi, dal mio conto corrente, finché rimarrà aperto”. Infine, in merito alla citata cessione di quote di Aral ad A2a, Guerci ricorda che “non c’è mai stata”. “L’amministrazione ha ricevuto l’interessamento di sei grandi aziende nazionali, ma non ha mai avviato nessuna procedura per la cessione”.

Sono 33 gli indagati dell’inchiesta che ha portato all’arresto nei giorni scorsi, oltre che di Bonacina, di Giuseppe Esposito, 60 anni, capo impianto della società Aral Spa di Castelceriolo (partecipata principalmente dai Comuni di Alessandria e di Valenza). Di questi, oltre a Guerci, altri sette vivono nella provincia di Alessandria. Si tratta dell’ingegnere Fulvio Delucchi di Novi, 67 anni, all’epoca dei fatti presidente del Cda di Aral, il geometra Massimo Cermelli, 59 anni di Alessandria, responsabile del procedimento in Aral; Andrea Firpo di Novi, 46 anni, all’epoca dei fatti direttore della discarica di Novi Srt, Claudio Cattaneo di Novi, 51 anni, geometra della discarica Srt di Novi. Gli altri indagati sono Loris Lessio  di Alessandria, 50 anni, capo impianto di Aral, Fabio Ferrari, 56 anni, di Alessandria, all’epoca dei fatti legale rappresentante di Euroimpresa Srl di Novi, Gian Piero Ressia, 62 anni di Alessandria, autotrasportatore.

Nel lunghissimo curriculum di consulente per le amministrazioni locali  “rosse” Guerci ha svolto incarichi per Anci Toscana, Consiel di Firenze, Regione Piemonte, Provincia di Alessandria, Provincia di Piacenza, Provincia di Cuneo e una sfilza di Comuni: Figline Val D’Arno, Venezia, Casale Monferrato e molti altri. La sua carriera politica inizia nel 1973 come consigliere di quartiere, poi alla fine degli ani Ottanta è assessore e poco dopo diventa vicesindaco del Municipio dove due decenni dopo arriverà la compagna Rossa come sindaco. Dal ’90 al 92 è anche membro della direzione nazionale dell’Anci e di quella della Lega delle autonomie locali. Docente a contratto dell’Università del Piemonte Orientale, insegna anche alla Scuola superiore di pubblica amministrazione e tiene corsi per funzionari e dirigenti in molte città: da Napoli a Cuneo e nuovamente in Toscana a Valdarno Fiorentino. Nella stessa regione è stato consulente per la Provincia di Arezzo, oltre a quella di Firenze, Lucca, Cuneo, Pavia, e altre ancora. Organizza il modello gestionale per l’Azienda cuneese smaltimento rifiuti, lavora per il Comune di Aosta, così come per quello di Bologna e di Campi Bisenzio. Pagine e pagine di curriculum per l’ex enfant prodige della sinistra alessandrina che, lasciata presto la politica fatta di elezioni, ha scelto – nel suo percorso professionale – quella degli incarichi e delle relazioni. Nel 2012 insieme ad altri personaggi della politica alessandrina e qualche piccolo grand commis del potere mandrogno dà vita a un’associazione chiamata Nuovo Pensiero – tra i cui membri c’era pure l’attuale direttore dei servizi finanziari di Palazzo Rosso, Antonello Paolo Zaccone. Elaborazione di idee e master in varie discipline la mission di quello che era stato ribattezzato il Bilderberg sul Tanaro, di cui poco tempo dopo si è perso traccia.

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