GIUSTIZIA & SANITA'

Processo per la direttrice Asl

Chiuse le indagini con il rinvio a giudizio per falso, violenza privata e abuso d’ufficio per la Baraldi, attuale numero uno dell’ospedale di Alessandria. La vicenda è relativa al suo precedente incarico nella sanità abruzzese. Il caso in Regione

Falso, violenza privata e abuso d’ufficio:  sono i capi di imputazione per i quali Giovanna Baraldi, attuale direttore generale dell’Aso S.S. Antonio e Biagio-Cesare Arrigo di Alessandria, è stata rinviata a giudizio dal gup di Pescara nell’ambito del procedimento scaturito dall’inchiesta sui tetti di spesa imposti alle cliniche private abruzzesi nel 2010 che ha portato all’incriminazione, per le stesse ipotesi di reato, l’allora governatore Gianni Chiodi (Forza Italia), l’ex assessore Lanfranco Venturini e due tecnici dell’agenzia regionale per i servizi sanitari. All’epoca dei fatti contestati Chiodi rivestiva il ruolo di commissario ad acta per la sanità e la Baraldi quello di subcommissario.

Per l’accusa, Chiodi, impegnato nell’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario, avrebbe fatto firmare alle cliniche private contratti di prestazione di assistenza ospedaliera, collegando la firma allo sblocco del pagamento dei crediti che le aziende stesse vantavano nei confronti della Regione. “Un generale atteggiamento ostruzionistico volto a non fornire i dati per procedere all’attuazione della metodologia utilizzata per realizzare i tetti di spesa”secondo la tesi del pm. I quali hanno mosso le stesse accuse nei confronti dell’attuale direttore generale dell’Aso alessandrina.

L’inchiesta prese le mosse dalla denuncia di alcuni operatori della sanità privata, che avevano lamentato pressioni esercitate su di loro affinché sottoscrivessero contratti per le prestazioni sanitarie “con decurtazioni non conformi, o sotto costrizione, a volte con atteggiamenti ostruzionistici congelando i pagamenti pregressi in attesa delle firme”. Emerse quella che ha i tratti di una guerra di poteri e che vede sul fronte privato l’imprenditore Luigi Pierangeli far scattare l’inchiesta, un parlamentare Daniele Toto e la stessa Baraldi con l’allora governatore Chiodi.

Al centro della questione, come si è detto, la gestione dei tetti di spesa imposti alle cliniche private. Un braccio di ferro che coinvolse gli stessi vertici di governo di allora. In una intercettazione, pubblicata dal Messaggero, Giovanna Baraldi, all’epoca, si rivolge al ministro della Salute Ferruccio Fazio: “Professore, basta che lei prima massacri Toto perché non ne posso più”. In un’altra conversazione, sempre col ministro, la manager dice: “Caro prof, Chiodi ed io abbiamo bisogno di un suo intervento per fermare attacchi contro il nostro lavoro provenienti da un deputato Pdl, Toto che difende i privati”.

Lei ha sempre rivendicato la sua innocenza: “Ho solo fatto il mio dovere, difendendo gli interessi della Regione Abruzzo. Cosa, peraltro confermata da alcuni pronunciamenti del Consiglio di Stato” aveva dichiarato allo Spiffero, appena dopo la sua nomina al vertice dell’azienda alessandrina. La notizia dell’indagine era, tuttavia nota ai vertici regionali piemontesi già da tempo, quando ancora la dirigente era al vertice dell’Aso di Cuneo. All’epoca il consigliere regionale di Scelta Civica Alfredo Monaco sollevò il caso presentando un’interrogazione alla giunta chiedendo di “approfondire l’argomento e rispondere in commissione”.  E in commissione, l’assessore Antonio Saitta riferì che “la vertenza giuridica non è ancora ultimata per cui l’assessore dichiara la non opportunità di entrare nel merito dell’operato presso la Regione Abruzzo della dirigente”. Lo stesso Monaco, autore dell’interrogazione, convenne sull’opportunità di attendere la conclusione dell’indagine in corso “prima di assumere qualsiasi atto amministrativo nei confronti del direttore in questione”. L’indagine ora è conclusa. Il processo si aprirà il 6 dicembre.

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14 Commenti

  1. avatar-4
    18:23 Domenica 27 Agosto 2017 lORY ora capisco!!! E' una vergogna

    Affetta da malattia rara di natura tumorale, da chirurgia plastica osp. Alessandria devono consultarsi con l'oncologa in quanto troppo devestante chirurgicamente, ma sottoponendomi a terapia farmacologica che avviene solo a mezzo ospedale. telefonicamente mi dicono di andare dall'oncologa dell'ospedale di Cuneo. Non essendo automunita per arrivare mi ci vuole 5 ore, col rischio che dovrò dormire alla stazione di Alessandria e prendere il treno il mattino successivo per tornare a casa. P.S.; questo farmaco da Bolzano a Canicattì tutti i pazienti affetti da questa sindrome lo stanno prendendo. Il PIEMONTE A QUALE STATO APPARTIENE??? Commenta

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    14:20 Venerdì 04 Agosto 2017 Pietro Luigi Garavelli Alessandrino di Novara

    Ormai da quasi venti anni lavoro sotto San Gaudenzio al "Maggiore della Carità", che pur con le difficoltà del momento è e rimane il secondo Nosocomio del Piemonte, Sede della Scuola di Medicina. Come Sindacalista conosco anche i "numeri" dell' Azienda Ospedaliera "SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo" della mia Città, Alessandria. Non li voglio commentare, perché l' interpretazione dei dati vari a seconda dell' ottica sotto cui li si voglia osservare e valutare ..... Tuttavia da "Madrogno" riporto alcuni aggettivi con cui definisco da tempo su "CorriereAl" i miei Concittadini, potendolo fare avendo comuni origini, cioè "autoreferenziali, assistenzialisti, oblomovisti ed invidiosi socialmente" . Appunto da un Alessandrino di Novara!

  3. avatar-4
    11:06 Venerdì 04 Agosto 2017 Pacioc Chiedo scusa sig.ra Alessandrina...

    quanto ha scritto riguarda Alessandria in Piemonte o Alessandria d'Egitto? Sale operatorie nuove e assunzioni di 50 infermieri? Sarebbe banalissima normale amministrazione, non particolari capacità gestionali e programmatorie! L'utile di Bilancio? ma lo sanno perfino i portinai che nelle ASO dipende sopratutto da fattori tariffari NON gestibili dalle direzioni. Infine, probabilmente la Baraldi avrà pure lavorato bene ad Alessandria (così non pare dicano a Cuneo) e avrà pure difeso la sanità pubblica dall'assalto dei privati ma la questione che si dibatte è altra. Persona con quei capi d'imputazione per atti compiuti addirittura in veste si SUBCOMMISSARIO della regione Abruzzo, era giusto nominarla o meno a DG? La mia opinione è no, sarebbe stato meglio nominare qualcun altro, che non fosse indagato.

  4. avatar-4
    08:58 Venerdì 04 Agosto 2017 Alessandrina Produzione aumentata

    Dimenticavo - in questi 2 anni l'azienda ospedaliera è stata portata anche in attivo di diversi milioni di euro. Vi pare poco??

  5. avatar-4
    22:54 Giovedì 03 Agosto 2017 Alessandrina Sanità pubblica

    La dottoressa Baraldi scrive poco sui giornali e lavora molto, più di tutti i suoi dipendenti, mi permetto di dire che all'ospedale di Alessandria che ora dirige con sapienza e lungimiranza ha apportato in soli 2 anni un progresso tecnologico e organizzativo che altri direttori in 20 anni non sono riusciti neppure ad immaginare. Certo i giornali vanno letti con attenzione. Di cosa è accusata? Di aver difeso il pubblico dall'assalto del privato..... ma per favore... Vi invito a venire a vedere le nuove sale operatorie, la gamma camera i nuovi punti ambulatoriali, il concorso per infermieri con 52 dicasi 52 assunzioni in una botta sola... Wwww la dr.ssa Baraldi seria, onesta, lavoratrice e capace. Si dia a Cesare quel che è di cesare, tutto il resto è noia, chiacchiera politica.

  6. avatar-4
    15:54 Giovedì 03 Agosto 2017 Pacioc e poi.......

    diciamola tutta. Se è vero che già al momento dell'incarico era noto all'assessorato che la Baraldi era indagata in Abruzzo, perchè è stata incaricata a DG? Vero che una informazione di garanzia non è una condanna, ma sul piano della opportunità non era assolutamente il caso; chi ha obbligato Chiamparino che poteva benissimo attingere al famoso elenco dei 50 idonei a fare il DG, dove spiccano, tra l'altro, alcuni brillanti piemontesi rimasti senza incarico? Che è servito a fare l'elenco? Forse a camuffare le vere intenzioni? Chissà i non nominati come si sentiranno presi in giro! Veramente incredibile atteggiamento per una Giunta che era partita con una forte intenzione di discontinuità tra quello che ha combinato Cota coi suoi tre assessori e un incredibile direttore Ares.

  7. avatar-4
    10:15 Giovedì 03 Agosto 2017 Paladino Preciso

    La mia battuta su Monferino era ironica, considero la coppia Monferino-Zanon micidiale per la sanità piemontese come l'attuale coppia Saitta-Moirano. Sinceramente mi ero dimenticato di madama Baraldi, evidentemente ha lasciato finora grandi tracce nella sanità piemontese. Comunque il fatto che l'attuale governo della regione abbia ripescato soggetti di destra come Alberti, Baraldi, Bonelli ecc, e proseguito in atti sciagurati come le "finte" chiusure di Oftalmico e Amedeo di Savoia, fanno pensare a lobby trasversali che hanno interessi ben al di fuori della politica e del bene pubblico..... Ah, dimenticavo, quando cambiano bandiera dicono che sono dei "tecnici imparziali" peccato che assolutamente non siano entrambe le cose, ma solo opportunisti per non usare termini peggiori

  8. avatar-4
    09:08 Giovedì 03 Agosto 2017 Pacioc Uno dei grandi errori...

    della giunta del Chiampa e del suo modestissimo assessore alla sanità evidentemente "consigliati" assai male, è quella di avere nominato TROPPI direttori nelle ASL e ASO non solo scadenti ma pure legati al centro-destra, che già con Cota avevano dimostrato molta pochezza. Se si guarda meglio il panorama degli incarichi,si scoprono molte altri personaggi, con tutta chiarezza, inidonei (a esserre buoni) a ricoprire l'incarico. Le nomine agli "scartati" dalle altre regioni e dal Ministero della sanità poi, sono una vera chicca tutta piemontese.......ah, costoro, naturalmente, salteranno immediatamente sul carro del centro-destra da dove provengono, non appena il PD avrà perso rovinosamente le prossime elezioni, specie per la incapacità dimostrata in sanità........

  9. avatar-4
    07:43 Giovedì 03 Agosto 2017 Pietro Luigi Garavelli Paladino, ma viene da Cota e Monferino .......

    Caro Paladino, riconfermo a titolo di chiarezza che la Dott.ssa Giovanna Baraldi giunse in Piemonte all' epoca di Cota e Monferino . Ecco il link di un articolo dell' epoca http://www.anaaopiemonte.info/anaaopiemonte/nominati-i-nuovi-manager-delle-asl-piemontesi/

  10. avatar-4
    00:03 Giovedì 03 Agosto 2017 Pacioc Se i giudici....

    confermassero le accuse del PM, non resterebbe che citare un vecchio proverbio: "Dalle raccomandazioni di Moirano mi guardi Dio che dalle Cliniche private (bella banda!) mi guardo io". Signori, con tutta evidenza, siamo alla fine.....

  11. avatar-4
    23:06 Mercoledì 02 Agosto 2017 Pietro Luigi Garavelli Ma era prima all' ASO di Cuneo all' epoca di Cota

    La Dott.ssa Giovanna Baraldi giunse in Piemonte all' ASO "Santa Croce e Carle" di Cuneo all' epoca della Giunta Cota

  12. avatar-4
    22:56 Mercoledì 02 Agosto 2017 Paladino Aridatece Monferino

    Almeno il metalmeccanico non sceglieva direttori cosi scadenti...

  13. avatar-4
    22:53 Mercoledì 02 Agosto 2017 tandem Quale è il prossimo?

    In effetti è un'ottima scelta di direttori; ASLTO1 Soro sfiduciato a Milano e poi partito improvvisamente. ASLTO2 Alberti sfiduciato in Veneto da Zaia e partito senza rimpianti dei romani da Roma. ASL AL Baraldi rinviata a giudizio con accuse pesanti. Guarda caso tutti direttori "importati". Nominati solamente per demolire la sanità piemontese e consegnarla ai privati. Ci vergognamo ormai di di aver votato la sinistra.....

  14. avatar-4
    18:38 Mercoledì 02 Agosto 2017 tandem Guarda, guarda

    Ma che bei direttori hanno importato Saitta e Moirano: Complimenti! Ma non avevano detto che avevano scelto i migliori, scartando fior di direttori piemontesi?

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