TRAVAGLI DEMOCRATICI

Summit Pd sul caso Moderati

La coalizione è in ebollizione, dopo le vicende di Cuneo e Moncalieri si teme l'effetto domino. Invitata la Manassero, considerata elemento divisivo. Gariglio tenta di contrastare le sirene del centrodestra che allettano il partito di Portas

La temperatura è rovente nel centrosinistra piemontese. A surriscaldare il clima interno alla coalizione non è tanto la canicola di questi torridi primi giorni d’agosto, ma i rapporti sempre più incandescenti tra il Pd e il suo principale alleato, i Moderati. Casi emblematici di una alleanza sempre più sfilacciata sono le tensioni a Cuneo e Moncalieri. Nel capoluogo della provincia Granda gli esponenti del movimento centrista sono rimasti fuori dalla composizione della giunta di Federico Borgna, unica formazione esclusa mentre hanno trovato ristoro tutte le altre liste civiche. Nella città alle porte di Torino, invece, le vicende urbanistiche hanno portato al congelamento delle deleghe degli assessori moderati. A Grugliasco il problema è stato superato dal voto amministrativo, con il candidato del dem Roberto Montà vincente al primo turno contro uno schieramento che aveva come perno proprio il gruppo dei seguaci di Giacomo “Mimmo” Portas.

Per provare a smussare gli angoli e ricomporre la frattura, il segretario regionale Davide Gariglio ha convocato una segreteria ad hoc, estendendo gli inviti ai segretari delle federazioni di Cuneo e Torino, al sindaco di Moncalieri e al numero uno del circolo cittadino. Tra gli invitati anche la senatrice Patrizia Manassero, recentemente finita nel mirino dei Moderati per la sua costante latitanza da Palazzo Civico, dove è stata nominata vicesindaco, al punto da adombrare l’ipotesi che le sue dimissioni dal Senato – finora solo promesse – continuino a tardare in attesa che maturino i tempi per il vitalizio parlamentare. E non è un caso che la presenza della senatrice – causa storica delle tensioni nel centrosinistra locale, prima con il sindaco Federico Borgna e ora con i Moderati – sia stata giudicata quantomeno inopportuna da più d’uno.    

Il vertice ha fatto storcere il naso anche al segretario di Torino Fabrizio Morri, che annuncia la sua partecipazione anche se “di Moncalieri mi stavo già occupando io”, definendo “curiose” le modalità di convocazione della riunione. Soprattutto non si capisce la necessità di unificare due questioni che hanno genesi, sviluppi e probabilmente soluzioni diverse. Sullo sfondo, intanto, si gioca la vera partita di Portas. Un risiko nazionale in cui la vera battaglia (per la sopravvivenza) sono le prossime elezioni politiche, con le sirene del centrodestra che provano a sedurre il primo alleato del Pd in Piemonte. Ci sono le politiche e ci sono, tra un anno e mezzo, le regionali. Su Cuneo e Moncalieri, invece, domani si svolgerà una interessante chiacchierata, dai risvolti balneari più che politici. Con le pinne, fucile e occhiali. 

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1 Commenti

  1. avatar-4
    16:19 Giovedì 03 Agosto 2017 Pacioc E' di portata storica.

    La questione del rapporto tra PD e Moderati in Piemonte, equivale per lo meno o forse più, alla svolta di Salerno di Togliatti, ai diverbi Cina-URSS del passato, al XX congresso del PCUS, quando Kruscev denunciò le malefatte dello stalinismo!....Ma il PD non demorde e ce la farà! i Moderati, poderosa forza per il futuro e il progresso dell'umanità, verranno ricondotti all'ovile (magari dietro lautissima ricompensa) e ammesso che il Berlusca redivivo, non offra di più.

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