Autostrade: Uncem, necessario ricaduta pedaggi su territorio 

"L'aumento del gettito del pedaggio delle autostrade ancora una volta finisce per ignorare e penalizzare il territorio, i pendolari e i flussi turistici. I concessionari devono prevedere un adeguato ritorno economico per aree sulle quali insistono le grandi opere viarie". Lo sostiene l'Uncem, che in una nota parla di "una compensazione necessaria, a fronte degli importanti utili per le aziende che gestiscono le autostrade", in particolare quelle che insistono sui territori di montagna e a vocazione turistica, come l'A32, l'A6, l'A26, l'A7 e l'A5. "Le opere viarie insistono su un territorio che è il bene pubblico per eccellenza - dice Uncem -. Al pari del prelievo dell'acqua potabile dalle Terre Alte, dei canoni per l'escavazione e per le cave, occorre impostare dei ritorni economici stabili". Per questo Uncem chiede di aprire un dialogo con le concessionarie dei valichi alpini e autostrade. "Una minima parte dei loro utili deve essere destinata alle comunità locali", spiega una nota nella quale si cita, come esempio, l'A32 sulla quale transitano, ogni anno, oltre un milione di veicoli leggeri e sei milioni di veicoli pesanti. "Le tariffe agevolate per i residenti non sono sufficienti per compensare la lingua di cemento e asfalto che corre lungo la valle - dice Uncem - destinare una parte del pedaggio al territorio permetterebbe migliore vivibilità, maggiore sussidiarietà tra imprese, enti locali e cittadini".

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