POLTRONE & SOFA'

Tre piemontesi sul carrozzone Cnel

Volevano la sua soppressione, ma già che è rimasto in vita tanto vale salire a bordo. Moncalvo (Coldiretti), Scanavino (Cia) e Gay (Confindustria) sono tra i 48 nuovi consiglieri dell'ente più inutile della Repubblica

Il suo nome era già segnato sui necrologi, additato al pubblico ludibrio da Matteo Renzi. Poi la sconfitta della riforma costituzionale nel referendum del 4 dicembre l’ha riportato miracolosamente in vita. E così nel nuovo Cnel resuscitato ecco servito un nuovo pacchetto di ben 48 nuovi consiglieri appena nominati, tra i quali figurano pure tre piemontesi: il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo, l’ex numero uno di Confindustria Giovani Marco Gay e il vertice della Cia – la Confederazione dell’agricoltura – Dino Scanavino.

Il nuovo presidente è l’ex ministro del Lavoro Tiziano Treu, ma non è tutto perché nei prossimi giorni verranno perfezionate le nomine degli esperti da parte della presidenza della Repubblica e quelle dei rappresentanti del mondo del volontariato. E il carrozzone torna a in moto (si fa per dire).

Il Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) è un organo consultivo del governo previsto dalla Costituzione, che la riforma del 4 dicembre intendeva abolire (assieme al Senato e alle Province). Come da tradizioni i consiglieri sono espressione di tutti i principali corpi intermedi dello Stato: sindacati, associazioni datoriali, i rappresentanti delle professioni.

Particolarmente eclatanti i casi di Moncalvo e Scanavino, che avevano schierato le proprie associazioni a sostegno del referendum costituzionale e quindi per la soppressione del Cnel. Non solo i due non rinunciano alla possibilità di essere rappresentati sul carrozzone, ma addirittura ci vanno in prima persona.

In 60 anni di vita il Cnel ha prodotto appena 14 disegni di legge che però poi il Parlamento ha ignorato, mentre buona parte delle associazioni rappresentate nel Consiglio hanno preferito altre sedi per sviluppare il dialogo sociale.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    12:18 Sabato 02 Settembre 2017 patty Italiani brava gente... e fessi.

    Per una volta che abbiamo avuto la possibilità CONCRETA di abolire un po' di cose inutili (ma costosissime) ci siamo fatti fregare dalla propaganda politica. Sarebbe stata una riforma raffazzonata, ma non penso che nè l'attuale parlamento nè i prossimi siano in grado di produrre qualcosa di meglio. Piuttosto che niente, sarebbe stato meglio Piuttosto. Occasione sprecata.

  2. avatar-4
    18:33 Giovedì 31 Agosto 2017 tandem Non si aboliscono i cimiteri...

    Non si possono abolire i cimiteri, altrimenti dove si mettono i cadaveri?

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