INTERVISTA

“Senza Europa Piemonte ai margini ma Chiamparino non ha visione”

Mercedes Bresso auspica una regione sempre più inserita nei processi continentali e non risparmia stilettate al governatore: "Nella sua gestione manca un progetto complessivo di sviluppo". E la Borgogna? E Boston?

“Il Piemonte può crescere solo con l’Europa”. Ne è convinta Mercedes Bresso, dal 2005 al 2010 al vertice della Regione e ora a Bruxelles dov’era già stata eletta la prima volta nel 2004 per poi tornarci in pianta stabile dieci anni dopo, uno scranno che non intende affatto abbandonare al termine della legislatura “per portare avanti i dossier su cui ho lavorato in questi anni”. Troppo poco un lustro per l’ex zarina che da quando è tornata nell’europarlamento non si è certo risparmiata: dal riconoscimento della macroregione alpina (Eusalp) al rapporto scritto a quattro mani con il collega tedesco della Cdu Elmar Brok per rilanciare il progetto europeo riformando e dando più forza al Parlamento e dotandosi di una difesa e di una sicurezza comune. Un lavoro che presenta questa alla Festa dell’Unità di Torino: “La mia stella cometa resta l’Unione politica dell’Euorpa” ribadisce Bresso.

C’è da fare in Europa, per “restituire centralità politica a un’istituzione sempre più imprescindibile” e per valorizzare distretti come il Piemonte. Il problema, semmai, “è la scarsa attenzione che i vertici politici regionali mostrano verso i progetti europei”. Un esempio è proprio la macroregione alpina, che ormai si è costituita e ha un organo direttivo, “ma il Piemonte non se n’è mai occupato, tant’è che non ha nessun rappresentante al vertice delle commissioni”. Eppure l’Eusalp, incalza Bresso, potrebbe essere lo strumento per sviluppare progetti comuni con francesi, svizzeri, austriaci. “Progetti su cui far convergere finanziamenti a partire dalle misure per fronteggiare il cambiamento climatico che in montagna, d’inverno, sta portando a una crisi della neve” dice Bresso, secondo la quale Sergio Chiamparino su questi temi si è sempre dimostrato poco sensibile. Un rapporto, quello tra Bresso e Chiamparino, che non è mai decollato, sin dai tempi in cui lei sedeva a Palazzo Cisterna, in Provincia, e lui guidava la Torino olimpica. I ruoli sono mutati ma lo scarso feeling e la diffidenza reciproca sono rimasti.

Al suo successore Bresso imputa anche una “mancanza di strategia” nell’utilizzo dei fondi europei. “Non c’è un progetto di sviluppo organico del Piemonte come quello che mettemmo in piedi noi con i poli produttivi, nati per spingere settori come la meccatronica e le biotecnologie”. Insomma si procede per inerzia, secondo l’eurodeputata, che per certi versi ripropone le stesse critiche giunta in piazza Castello dalle organizzazioni datoriali, a partire da Confindustria e dagli agricoltori. Manca un piano complessivo, un disegno organico e pure un confronto: “Nessuno ci ha mai chiamato a un tavolo per parlare di tutto questo” e se negli anni scorsi Piero Fassino si vedeva spesso in sede europea, Chiamparino e la stessa Chiara Appendino “non si sono mai fatti vedere”.  Secondo Bresso “il grande rischio è che il Piemonte torni indietro rispetto agli anni in cui eravamo considerati tra le regioni più dinamiche d’Italia. Oggi quel trend si sta invertendo e le istituzioni devono fare di tutto perché la nostra regione rimanga uno dei poli d’innovazione industriale più importanti d’Europa”. Uno sviluppo che passerà, fatalmente, dalla trattativa del governo con la Francia sui cantieri navali: “Quell’accordo s’ha da fare e tutto il Nord-Ovest ne trarrebbe giovamento”.

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5 Commenti

  1. avatar-4
    16:31 Giovedì 07 Settembre 2017 nervino Condiviso tutto ma da quale pulpito ...

    Sfortunatamente e tutto vero il discorso di Bresso, tristemente vero per i Piemontesi. Da aggiungere pero un paio di considerazioni:1) ma la bresso da bruxelles cosa ha fatto per il piemonte, torino e l italia in questi anni ben pagati 2) forse senza i debiti fatti dalla gestione della madama in provincia ed in regione qualcosa in piu oggi potrebbe essere fatto ...

  2. avatar-4
    09:26 Giovedì 07 Settembre 2017 tandem Purtroppo Pacioc ha ragione

    Ormai per chi è "normale" andare a votare è ormai un problema scegliere tra il peggio e il peggio ancora. Ma Bresso però rientra pienamente tra i politici scadenti del Piemonte....

  3. avatar-4
    09:03 Giovedì 07 Settembre 2017 Pacioc Ha ragione la Bresso...

    Il Piemonte del Chiampa è chiuso in se stesso, malato grave di bougianenismo, provinciale all'ennesima potenza, proiettato non si sa bene dove, incapace di programmare e progettare. Solo normale amministrazione e niente altro. Per ciò che mi riguarda, delusione totale. Ritengo però che la crisi della qualità della politica piemontese sia generalizzata; l'attuale giunta è solola rappresentazione dei tanti modesti che albergano nei vari partiti locali. Chiunque ci governasse, temo, la musica non cambierebbe.

  4. avatar-4
    08:08 Giovedì 07 Settembre 2017 Paladino Ma guarda un po'...

    Da che pulpito vien la predica..... Parla proprio colei che ha lasciato sia la provincia sia la regione disastrate e indebitate, inviata dal PD in Europa perché non facesse ulteriori danni in Piemonte.......

  5. avatar-4
    07:56 Giovedì 07 Settembre 2017 Luigiraggi Quanto è vero ...

    Al Presidente piacciono le gite in montagna e la vendemmia. Un politico vecchio (non un vecchio politico) incapace di capire i tempi in cui vive.

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