PALAZZO LASCARIS

Sanità, conti “ballerini” sui privati

Il Pd in Regione Piemonte chiede all'assessore Saitta di fare chiarezza sui criteri di pagamento dei posti letto nelle cliniche convenzionate, ma lui prende tempo. Gariglio: "C'è chi prende di più e chi invece viene penalizzato"

Perché un posto letto di una struttura sanitaria privata, per la Regione Piemonte, vale meno di quello di un’altra? Quali sono le ragioni per cui il budget attribuito alle case di cure accreditate non rispetterebbe sempre il parametro del costo letto moltiplicato il numero dei posti stessi? Domande, quelle avanzate dal capogruppo del Pd Davide Gariglio che oggi non hanno ottenuto risposta. L’assessore Antonio Saitta, nel corso del question time pur accennando vagamente ad altri criteri alla base del computo, ha rimandato a martedì prossimo il chiarimento, in attesa di conoscere dagli uffici dell’assessorato come stanno veramente le cose.

“Nessuno pretende che l’assessore conosca tutti gli aspetti tecnici di una materia peraltro complessa. Certo mi chiedo – ha osservato Gariglio a margine della seduta – se in corso Regina non ci sia un dirigente in grado di fornire, nel giro di qualche ora, all’assessore gli elementi per rispondere su una questione non certo irrilevante, visto che si tratta di comprendere come vengono spesi soldi pubblici”.

Materia complessa, ma che potrebbe riservare anche alcune sorprese. Gariglio ha ripercorso le tappe, delibera dopo delibera, dell’iter che ha portato, con alcune modifiche, all’ultimo contratto stipulato dalla Regione con la sanità privata. Ma partirebbe da lontano, e non sarebbe certo cosa avvenuta solo nell’anno in corso, l’incomprensibile differenza nell’attribuzione del budget alle strutture accreditate che mette in discussione il criterio tutto sommato semplice della moltiplicazione del costo fissato per posti letto (variabile a seconda delle specialità) per il numero dei posti stessi.

“Nell’elaborazione del budget assegnato agli erogatori contrattualizzati è indicato il valore di riferimento medio per posto letto 2014, suddiviso nelle varie discipline (per esempio un posto di riabilitazione di I livello ha un valore di 50mila euro annui, mentre uno di lungodegenza vale 45.520 euro). Questi valori – ha ricordato Gariglio – sono riportati, peraltro, in modo totalmente corrispondente nell’allegato della delibera di giunta del 3 agosto 2017. Tuttavia – ha obiettato – sulla base della ripartizione dei posti letto tra le strutture private accreditate e dei valori medi per posto letto, sembrerebbe che, in alcuni casi, vi siano differenze, anche considerevoli, nell’attribuzione dei budget effettivi relativi al triennio 2014/2016, rispetto a quelli presunti sulla base del prodotto tra il numero di posti letto per disciplina e il relativo valore di riferimento medio annuo”.

È vero? Il capogruppo del Pd ha elaborato una tabella da cui queste disparità emergerebbero con evidenza. “Ma posso ovviamente sbagliarmi” dice senza troppa convinzione, ma anche senza rinunciare a una neppur velata polemica indirizzata verso uno dei suoi obiettivi preferiti da qualche mese a questa parte, Saitta appunto: “Ho cercato di avere spiegazioni sulla questione, ma non sono riuscito a ottenerle e così ho deciso di presentare direttamente l’interrogazione all’assessore” aggiunge Gariglio. E tra i dubbi del segretario regionale dem c’è pure quello che riguarda la ragione per cui, se in passato qualche distorsione c’è stata, questa non sia stata sanata successivamente. Evidente la necessità di chiarire al più presto una vicenda che chiara oggi non è, così come di escludere che una struttura privata, a parità di prestazioni, venga pagata dalla Regione di più rispetto ad un’altra senza una più che valida giustificazione. E mentre tutto è rinviato a martedì prossimo, resta il corto circuito nel Pd il cui capogruppo e segretario regionale interroga l’assessore senza che questi sia messo (dai suoi uffici) nella condizione di rispondere. Casuale?

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3 Commenti

  1. avatar-4
    09:12 Mercoledì 13 Settembre 2017 Pacioc Devo però dire...

    che il Gradenigo/Humanitas del quale sono utente, funziona benissimo. e lo dico da strenuo sostenitore della sanità pubblica.Sono gli ospedali pubblici che, così come ai tempi del centro-destra, sono rimasti al palo. Ci saranno pure ottimi specialista ma l'organizzazione è peggiorata e la percezione che ne hanno gli utenti è per nulla buona. Anche con questa giunta al nord Italia, il Piemonte è fanalino di coda: ospedali scarsamente organizzati, liste di attesa infinite, medicina sul territorio pochissimo sviluppata, accorpamenti da ASL e ASO solo sulla carta ma con aumento incredibile del caos, personale insufficiente e largamente demotivato, ecc. ecc. ecc. Il PD in sanità ha commesso errori su errori dalla nomina di Saitta, alla nomina di molti direzioni aziendali. Le "sparate" sulle assunzioni, ma anche sulla nuova Città della Salute per la quale non si vedono prospettive concrete almeno per un po di anni, costeranno carissime elettoralmente. Il cittadino non ha colto alcun miglioramento tra la giunta Cota e la giunta Chiamparino in sanità, anzi. Intanto l'utente continua col solito tran-tran e, come sempre, cerca di arrangiarsi e , deve sottolinearsi, che il peggio sta a Torino e provincia.

  2. avatar-4
    23:17 Martedì 12 Settembre 2017 Paladino In effetti Saitta è inspiegabile....

    Il pd aveva persone competenti e oneste, ad esempio un Bertetto o un Boeti, invece hanno nominato un mediocre personaggio ex democristiano che ha la principale dote di raccontare storie e vendere cose inesistenti. Fa il forte con i deboli ma si piega servilmente ai poteri forti, ricordiamoci dell'affare gradenigo- humanitas, che sta spalancando le porte della sanità pubblica ai privati?

  3. avatar-4
    20:37 Martedì 12 Settembre 2017 Pacioc Il PD...

    deve spiegare, specie a chi lo ha votato, chi è l'artefice della nomina di Saitta ad assessore alla sanità. Troppo facile lamentarsi ora....anche perché, con tutta evidenza, è troppo tardi.

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