SUMMIT

Reset G7, il controvertice degli antagonisti

Timori per l'ordine pubblico in vista del summit di Torino e Venaria su Industria, Lavoro e Scienza. Associazioni no global organizzano un programma alternativo fatto di seminari e cortei per la città

Seminari, manifestazioni di piazza e cortei. A pochi giorni dal G7 di Torino su Industria, Lavoro e Scienza, in programma dal 24 al 30 settembre, si organizzano gli “anti-vertice”, riuniti sotto la sigla ResetG7. “Vogliamo lanciare una mobilitazione larga, inclusiva e diffusa che si ponga l’obiettivo di riprendersi la città, creando spazi, momenti di discussione e azione nell’arco di tutte le giornate del G7” fanno sapere, confermando i timori di chi, a partire da Chiara Appendino e dai suoi collaboratori, continua ad avere grandi timori sulla gestione del summit. “Ad un vertice blindato e non rappresentativo vogliamo contrapporre una mobilitazione dal basso. Non lasceremo che sette ministri prendano decisioni sulle nostre vite e sul nostro futuro a porte chiuse” proseguono i coordinatori di ResetG7, assemblea che riunisce disoccupati, lavoratori e studenti con l’unico obiettivo di contestare il vertice in programma alla Reggia di Venaria. L'ultima volta che si sono riuniti è stato lo scorso 10 settembre alla Cavallerizza Reale.

“Sul tema del lavoro bisogna ripartire da zero, perché oggi non rappresenta più emancipazione, ma una pistola puntata alla testa”. Reset G7 è un network di associazioni antagoniste che stanno organizzando il controvertice, criticando apertamente il metodo adottato “da chi vuole un summit blindato”. “C’è poca fiducia sul fatto che dal vertice di Venaria possano uscire soluzioni che aiutino a risolvere il problema della disoccupazione e della precarietà - dicono dalla assemblea -. Questo Paese non ne può più di retorica sull'innovazione, sull'industria 4.0 e di trucchetti statistici per convincerci che stiamo tutti bene”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    20:45 Venerdì 15 Settembre 2017 Paladino E un pò di coraggio?

    Ma perchè le autorità non hanno finalmente il coraggio di proibire decisamente manifestazioni che hanno chiaramente natura antidemocratica e sovversiva, organizzate da associazioni pressochè a delinquere, che senza dubbi creeranno violenze, danni e disordini....

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