GRANDI EVENTI

Movimento Cinque cerchi Sogno olimpico dei grillini

Torino potrebbe ospitare di nuovo i Giochi nel 2026 in una suggestiva partnership con Milano. Per ora è solo una voce che Appendino non smentisce. Il M5s si divide. Christillin scettica: "Un remake potrebbe non suscitare l'entusiasmo di allora"

Per ora è poco più di una suggestione, una voce buttata lì per vedere l’effetto che fa. Ma tanto è bastato per aizzare sui social il popolo degli scettici contro quello degli entusiasti. Torino potrebbe tornare Olimpica nel 2026, chissà magari attraverso una candidatura in partnership con Milano. Da Palazzo Civico lo staff di Chiara Appendino preferisce tacere, mentre i consiglieri grillini si sono già divisi sull’argomento, battibeccando via social.

Questa notte, con ogni probabilità, il Cio designerà Milano come sede della prossima sessione in programma a settembre 2019, quando i membri del Comitato olimpico internazionale saranno chiamati a individuare la sede delle Olimpiadi invernali del 2026, dopo che l’Italia ha visto sfumare il sogno olimpico lo scorso anno, quando la sindaca di Roma Virginia Raggi rinunciò alla candidatura della Capitale per il 2024, poi assegnato a Parigi (mentre nel 2028 si disputeranno a Los Angeles).

Per il momento il numero uno del Coni Giovanni Malagò sta valutando due ipotesi: si parla di possibili Giochi in coabitazione con l’Austria oppure di un’edizione tutta italiana con una partnership tra Milano e Torino. Nel primo caso si tratterebbe di Giochi transfrontalieri (mai accaduto prima), nel secondo della quarta Olimpiade in Italia dopo Cortina d'Ampezzo '56, Roma '60 e Torino 2006.

“Non ne so niente e nessuno me ne ha mai parlato nemmeno come ipotesi” afferma Evelina Christillin, già presidente del Comitato Promotore di Torino 2006 e poi vicepresidente esecutivo del Toroc, raggiunta dallo Spiffero a Singapore dove sta partecipando a una riunione della Fifa, di cui è componente del Consiglio in rappresentanza dell’Uefa. Un ritorno delle Olimpiadi nel capoluogo piemontese al momento la lasciano quantomeno fredda: “I remake possono andare bene come nel caso di Parigi, dove c’è un centenario da celebrare ma nel caso di Torino si rischia di non riuscire a suscitare le stesse emozioni scaturite da quel debutto e magari a non garantire i livelli dell’edizione precedente vista la crisi generale e la mancanza di risorse”. Insomma niente minestre riscaldate secondo la signora degli A(g)nelli.

Intanto su facebook il dibattito è già esploso. “Olimpiadi 2026 a Torino? Non mi pare che oggi sia il 1° aprile – ci scherza su Damiano Carretto, presidente della commissione Urbanistica -. Chiunque abbia messo in giro questa voce si è dimenticato che a Torino governa il Movimento 5 Stelle fino al 2021”. Di opinione diametralmente opposta è il giovane Marco Chessa, il quale invece in un articolato post ha spiegato perché considera l’evento olimpico una “occasione da prendere seriamente in considerazione”. Le motivazioni dei pro e contro sono in gran parte arcinote tra chi denuncia i rischi di insostenibilità economica e chi considera i Giochi un volano per l'economia locale, turismo e non solo. Intanto nel Pd il vicepresidente della Sala Rossa Enzo Lavolta assicura che Torino sarebbe pronta per ospitare i Giochi, “io stesso, quando ero assessore, ho approntato un piano di efficientamento energetico dei siti olimpici consegnato all’Agenzia Torino 2006 e sono pronto a dare una mano perché, ne sono certo, la candidatura è fattibile”. Da non dimenticare che proprio nei prossimi anni verranno spese gran parte di quelle risorse (al termine degli ultimi contenziosi l’importo potrebbe raggiungere i 100 milioni) del tesoretto olimpico che la Fondazione XX Marzo sta utilizzando per riqualificare gran parte dei siti olimpici in città e nelle valli.

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