DIRITTI & ROVESCI

Migranti, “la paura non è razzismo”
Laus sferza l’ipocrisia della sinistra

Invece di ascoltare la società, i cittadini, le loro voci e le loro urla, la gauche nostrana si è eretta a giudice delle coscienze. "Così stiamo perdendo i più deboli, la nostra gente". La provocazione del presidente del Consiglio regionale

“A sinistra c’è ancora troppa ipocrisia sulla questione degli immigrati. E ci sono risposte sbagliate alla paura e alla preoccupazione che arriva da quei cittadini che un tempo dalla sinistra erano rappresentati e dovrebbero esserlo ancora. Invece si sentono non solo abbandonati, ma anche accusati di esser razzisti”. È un macigno quello che il presidente del consiglio regionale del Piemonte Mauro Laus fa rotolare verso lo stagno del centrosinistra e, in particolare, del suo partito: il Pd. Ci ha rimuginato su mentre presentava la mostra dedicata a Sacco e Vanzetti, “loro sì due vittime del razzismo, vero, terribile, uccisi per un pregiudizio. Quello nei confronti degli italiani emigrati in America”. Poi, nel colloquio con lo Spiffero, dice cose che molti nel suo schieramento pensano, confidano, ma che solo lui – immigrato del Sud, imprenditore di successo, politico impegnato sul fronte dei diritti umani, uno che sfila ai gay pride ed è sideralmente lontano dal più remoto sospetto di ammiccamento al fronte populista – mette sul tavolo del Pd (e non solo) con la forza del suo ruolo istituzionale, ma anche con la foga di chi sa di correre nella direzione giusta ma su una strada scivolosa.

L’accusa di cavalcare, sia pure da sinistra, l’onda della protesta e della paura è in agguato. Questo lo ha messo nel conto presidente Laus?
“Ma il mio approccio a questo tema non è legato al consenso. Io dico: sono di sinistra e devo tutelare le fasce deboli. Chi sono i più esposti ai problemi che una mancata o insufficiente integrazione, gli arrivi dei migranti, profughi o no, la loro sempre maggiore presenza e alcuni comportamenti nient’affatto corretti e rispettosi, comportano? Sono gli anziani che magari hanno già situazioni difficili, sono coloro che vivono nelle periferie, le donne che vivono paure legittime, insomma quei cittadini che storicamente la sinistra ha rappresentato e che deve continuare a rappresentare. E cosa rispondo loro quando mostrano paura, esprimono preoccupazione? Posso rispondere come fa qualcuno che sono razzisti? ”.

Perché non lo sono, al contrario di quanto sostengono molti a sinistra?
“Ma certo che no. Né razzisti, né populisti. Lo sono i leader delle forze politiche di destra, loro sì. Ma come si fa a dare del razzista a chi vive situazioni difficili, accusarlo invece di ascoltarlo e fornirgli risposte concrete. Perché, vede, se quelle risposte non arrivano da dove dovrebbero arrivare, dalla sinistra, è naturale che quelle persone si sentano tradite e si spostino verso quelle forze che sono populiste e giocano il loro successo anche sul razzismo. Noi di sinistra siamo, dobbiamo essere all’opposto. Ma non lo si fa accusando chi ha motivi reali, concreti per essere preoccupato, per cercare risposte, aiuto, ascolto”.

Sembra l’autoanalisi, peraltro incompiuta, della sconfitta del Pd a Torino lo scorso anno. A proposito, tra le ragioni del voto perduto in periferia e nei quartieri popolari, c’è pure questa dell’immigrazione?
“C’è un’altra analisi, quella che la politica tutta continua a fare di questo fenomeno e che a mio avviso è molto drogata: ognuno cerca di portare acqua al proprio mulino. Dunque, c’è sicuramente una deriva populista di destra da parte di alcuni rappresenti politici, e penso a Salvini. Ma ascrivo una grande responsabilità anche a pezzi importanti della sinistra. Le faccio un esempio: nel momento in cui un’anziana ha paura, è preoccupata per tutto quello che succede, si sente insicura quando sale su un mezzo pubblico, non si sente tutelata nella sua vita quotidiana, che cosa fa, lei che ha sempre pensato di essere ascoltata da quella forza politica che deve occuparsi, prima di ogni altro, dei più deboli? Si allontana dalla sinistra e si avvicina verso quel pensiero populista. Ma alla domanda: quell’anziana quando protesta per paura , è razzista? No, perché lei non è arrabbiata per il colore della pelle o per la religione, ma perché vuole che le sia garantita la sicurezza, la serenità e quando vede che non solo non le si dà questo, ma addirittura la si maltratta dandole della razzista è ovvio che il risultato sia quello di portare acqua al mulino di chi razzista e populista lo è davvero”.

Laus, lei in premessa ha sottolineato il suo essere un immigrato, pur assai più fortunato di altri per non dire di quelli di cui si parla attualmente. Oggi lei presiede l’assemblea della Regione dove quando decenni, non secoli, addietro arrivavano gli immigrati dal Sud a Torino si leggevano gli ormai tristemente famosi cartelli “non si affitta a meridionali”. Che cosa la porta a dire questo, adesso, che quei cartelli vengono accomunati ai blocchi per fermare i pullman di profughi, le barricate più o meno concrete da parte di alcuni sindaci?
“Quando a Torino mettevano fuori quei cartelli, naturalmente la gente di qui agli occhi di quella del Sud appariva cattiva, razzista. Ma in quel momento storico i torinesi vivevano una situazione analoga a quella che viviamo oggi con gli immigrati stranieri”.

Lo sa che con questa affermazione lei provocherà un terremoto nella sua parte politica, vero?
“Io dico quello che penso e le mie idee, il mio impegno sul fronte dei diritti umani, del rispetto è indiscutibile, davanti a tutti. Detto ciò, quei piemontesi avevano paura, erano preoccupati di perdere il loro grande patrimonio culturale. Va anche ricordato che tra gli uomini del sud che sono arrivati alcuni si sono predisposti psicologicamente al senso del dovere, ma ci sono stati pure quelli che hanno cercato di imporre una cultura di sopraffazione che li accompagnava già quando vivevano nei loro luoghi di origine. Tutto ruota sempre attorno a due parole fondamentali: diritti e doveri”.

Torniamo ancora a quei cartelli, è terribile leggerli ancora adesso guardando le fotografie dell’epoca.
“Certo e non li giustifico, però osservo e io nel mio ruolo attuale ne sono una delle testimonianze evidenti, che quelle persone arrabbiate non erano dei razzisti. La stesa persona che ha messo il cartello oggi e da tanti anni ormai convive con meridionali, ne ha tra gli amici, i parenti”.

Insomma sbaglia la sinistra a rimanere ostaggio di un tabù che finisce per mettere in secondo piano le istanze dei cittadini che per anni si sono sentiti rappresentati, pur di non ammettere che quelle paure, quelle preoccupazioni e quei disagi non sono sempre eccessivi e alimentati dal populismo?
“La sinistra deve affrontare questo tema in modo laico: profugo o immigrato se entri dove i partigiani hanno dato la vita per la conquista della libertà e di questo straordinario patrimonio di valori, devi rispettare le regole. E basta con dare del populista al cittadino che si arrabbia. Dobbiamo portare lucidità nel ragionamento, analizzare con approccio laico. Purtroppo osservo una degenerazione dell’analisi e del dibattito. Quando arriva una persona che ha un orientamento religioso per il quale non c’è la parità tra uomo e donna, io gli dico: te ne vai, perché questo è uno Stato laico, dove ci sono delle regole e dei valori che devono essere rispettati da tutti, nessuno escluso. Questo non è un ragionamento di destra. E se la sinistra queste cose non le dice, sbaglia”.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    12:24 Giovedì 28 Settembre 2017 FV Onestà intellettuale.

    Finalmente si sente una voce riformista che ha il coraggio di raccontare cosa preoccupa le persone comuni. La popolazione che non fa parte delle élite, chiamati in genere "populisti" o "razzisti" che è stata abbandonata al degrado e alla indigenza dalla classe politica che avrebbe dovuto tutelarla. Con il risultato che gli unici partiti che cercano di fare argine all'ingiustizia subita dagli Italiani sono nella destra sociale. È ancora, come reagisce la sinistra? Si ripete nel l'errore di etichettare questi partiti come " populisti" e/o " razzisti" solo perché danno voce alla richiesta di giustizia, lavoro e FV

  2. avatar-4
    11:34 Giovedì 28 Settembre 2017 Pacioc Che sta dicendo?

    Il PD ha perso, specie a Torino, il consenso tra i più deboli poichè ha "dimenticato" i problemi veri dei più deboli, quali: disoccupazione, pensioni basse, problema della casa, distribuzione più equa dei redditi, sanità sempre più cara ecc. ecc. Per contro, i più deboli i più deboli si sentono abbandonati anche per avere visto il PD vicino alle banche(anche quelle truffaldine), vicino alla grande industria (anche a quelle che promettono molto ma portano all'estero lavoro e capitali), vicino ai poteri forti, con gestione del potere uguale agli altri partiti, cioè in modo odioso....ecc. ecc. La paura degli immigrati non c'entra nulla. Il cercare ora di rincorrere sullo stesso terreno quei partiti di destra che fanno degli immigrati il vero problema della sicurezza in Italia, nel tentativo di recuperare qualche voto, non solo è inutile poichè analisi sbagliata, ma ridicolo. Pensassero a ritornare ad ascoltare la gente comune, sarebbe ora!

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