POLITICA & GIUSTIZIA

Firme false Pd, raccolte a casaccio

Ippolito, super testimone finito tra gli indagati, conferma di aver accettato le sottoscrizioni per le elezioni regionali del 2014 senza autenticatore. "Florio mi ha dato due moduli. Se avessi saputo che sarei finito in questi casini non li avrei presi"

Aveva fatto dichiarazioni in cui, inconsapevolmente  si autoaccusava di aver raccolto in modo illecito le firme per il Pd alle elezioni regionali del 2014. Così il consigliere Pd della Circoscrizione 5 Antonino Ippolito è stato indagato dal pm Patrizia Caputo e stamattina è stato ascoltato come testimone assistito nel processo contro Rocco Florio. “Florio mi ha chiesto di raccogliere le firme e mi ha dato due moduli. Se avessi saputo che sarei finito in questi casini non li avrei presi”  ha detto al giudice Giorgio Balestretti. Perché, ribadisce Ippolito, ha appreso soltanto adesso che le procedure per la raccolta delle sottoscrizioni sono diverse da quelle di congressi per le mozioni. Poi ha spiegato di aver raccolto le firme al circolo Pd di via Colautti, in un bar o a casa del suo genero, occasioni in cui Florio non era presente per controllare l’autenticità delle firme e dei documenti, un atto che avrebbe dovuto compiere come autenticatore. Insomma, la posizione di Florio sembra uscire indebolita dopo la testimonianza di Ippolito.

Dopo di lui davanti al giudice hanno sfilato una serie di testimoni, molti dei quali - pur riconoscendo la propria firma - non ricordavano il contesto in cui l'avevano fatta né le persone davanti alle quali avevano firmato i moduli. Altri, invece, erano persone provenienti dalla stessa zona, come un gruppetto di anziani pugliesi residenti da decenni a Torino, invitati nella sezione del Pd per firmare.

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