Legge elettorale: Fassino, bisogna fare di necessità virtù 

"Questa legge che sta venendo fuori dal Parlamento non è la migliore legge né quella che inizialmente aveva proposto il Pd. Bisogna fare di necessità virtù". Cosi' Piero Fassino, ex segretario Ds, ex sindaco di Torino e oggi membro della segreteria del Pd, ha commentato il Rosatellum bis ai microfoni di 24 Mattino su Radio 24. "Penso che sia necessario dare al paese una legge elettorale che consenta agli elettori di sapere tra qualche mese per chi si vota, cosa si vota e come si vota e che la legge che viene presentata sia migliore del Consultellum. Ma la vera contraddizione è pretendere di discutere e di approvare una legge elettorale sottoponendo ogni articolo a voti segreti che consentono a chi vuole destabilizzare la legge e il sistema politico di farlo. La legge elettorale non è un vestito di Arlecchino: non si può togliere l'articolo 1, tenere il 2 e poi togliere il 3 perché viene fuori un pasticcio. La legge elettorale deve avere una sua organicità, non si può sottoporre allo stesso procedimento legislativo di una normale legge". "La fiducia è un atto estremo a gesti altrettanto estremi perché era conclamato che il voto segreto era finalizzato a destabilizzare la legge e il quadro politico. Quindi si usava il voto segreto in termini degenerativi rispetto alla funzione che ha. Il voto segreto serve a garantire una libertà di coscienza e andrebbe applicato a questioni che hanno valore etico, non alla legge elettorale che è uno strumento, una regola. Già è discutibile che ci sia il voto segreto su una legge elettorale, se poi si fa articolo per articolo, il risultato è una legge ingestibile. Bisogna fare i conti con questo problema". L'ex segretario dei Ds ricorda il Pd aveva proposto un sistema a doppio turno con collegio uninominale, il cosiddetto modello francese, legge che è non passata: oggi "ci siamo trovati nella necessità di dare una legge diversa al paese".

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