Se potessi avere mille euro al mese

La recente proposta di Berlusconi di alzare le pensioni minime a mille euro risente dei preparativi per le prossime elezioni, ma rimane una proposta che potrebbe trovare attuazione nella prossima legislatura. Di primo acchito l’elettore si chiederà se si troveranno i soldi per attuarlo, stante la situazione delle finanze pubbliche. Fatta questa prima obiezione, è possibile fare alcune considerazioni su questa proposta. La prima di queste è l’assurdità che da un lato si susseguano riforme pensionistiche per cercare di far quadrare i conti e poi  i vari governi sia di destra che di sinistra vanificano gli sforzi aumentando la spesa. L’attuale governo di sinistra regala la quattordicesima ai pensionati e l’eventuale governo di centrodestra vorrebbe aumentare le pensioni minime. Sicuramente la platea dei pensionati è piuttosto ampia e i vari provvedimenti non si applicano a tutti indistintamente, però è piuttosto curioso che si sia fatta la riforma Fornero per ridurre la spesa pensionistica e poi i governi successivi l’aumentano. Gli interventi sulla quattordicesima e sulle minime mirano a favorire un gruppo di persone a basso reddito, però rimane il fatto della contraddittorietà degli interventi. Altra considerazione che merita di essere fatta sull’idea dei mille euro al mese è che allo stato attuale esistono un’ampia fascia di lavoratori che guadagna intorno ai mille euro o meno. Ci si troverebbe nella situazione di avere gente che lavora con tutte le spese del caso, che guadagna meno di chi è a riposo. Non solo. Le riforme pensionistiche hanno mirato ad ancorare il valore della pensione erogata al valore dei contributi versati e quindi al valore delle retribuzioni. Di fatto con le pensioni minime a mille euro questo legame per una parte dei lavoratori viene a rompersi, perché chi ha retribuzioni basse di fatto si trova comunque a prendere una pensione da mille euro. Potrebbe capitare che una persona che guadagni novecento euro vada in pensione con mille euro. Si fanno le riforme e poi si rimangiano. Ma questo è l’effetto minore, perché l’effetto deleterio di questa proposta è che rappresenta un incentivo a non lavorare o a lavorare in nero. Se so che qualunque cosa faccia, raggiunta una certa età prenderò mille euro al mese non mi preoccuperò del futuro. Per tutti quei lavori che presentano delle retribuzioni intorno ai mille euro l’incentivo a lavorare in nero sarà altissimo: perché versare i contributi quando comunque si prenderà una pensione pari o superiore a quanto si guadagna normalmente?

Da pochi anni si è creato un nuovo acronimo per indicare quelle persone che non solo non lavorano e non studiano, ma non cercano neanche lavoro non formando neppure famiglia, persone rassegnate alla vita. Le motivazioni di queste persone sono le più varie, dalla difficoltà oggettiva ad entrare nel mondo del lavoro, a problemi personali e così via. Fra questo gruppo di persone esiste una percentuale che ha fatto il calcolo di riuscire a cavarsela nella vita non lavorando, certo vivendo in economia, ma in ogni caso senza lavorare. Questi individui vivono presso i genitori titolari di stipendi o pensioni in casa di proprietà. Il calcolo è molto semplice. Contano di arrivare ad un’età prossima ai sessant’anni grazie alla pensione dei genitori e alla loro morte ereditare casa e risparmi e con quest’ultimi contano di superare gli anni che permettono di raggiungere ad avere diritto alla pensioni sociale. Dobbiamo dire che forse hanno avuto ragione?

Un provvedimento di sostegno ai titolari di pensione basse dovrebbe essere calibrato in modo tale da evitare ingiustizie ulteriori. Sarebbe più logico e più giusto un intervento più generale sui redditi bassi indipendentemente dal fatto che derivano da pensione o da redditi da lavoro e dovrebbero essere più nell’ottica della detassazione, che in quella della redistribuzione.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    13:45 Lunedì 23 Ottobre 2017 patty Meno tasse per tutti e più pensioni per tutti.

    Estreme Destre, Estreme Sinistre, Estremi Movimenti, Partiti vecchi e nuovi.... tutti promettono cose impossibili. Più pensioni e meno tasse. E chi le paga? Reddito di cittadinanza. E chi lavora? Gli immigrati, che però stiano a casa loro. Riassumendo, i più populisti propongono di azzerare le tasse, dare a tutti almeno mille euro al mese senza mai lavorare o avendo lavorato pochissimo, e cacciare tutti gli immigrati. Il che è fattibilissimo, a patto che miliardi di africani lavorino nei loro paesi gratis e volontariamente inviino in Italia i loro guadagni per pagare pensioni e redditi di cittadinanza. Nel mondo delle favole.

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