Centrosinistra, ora o mai più

Ora è abbastanza evidente. Per non dire quasi certo. Senza una alleanza forte, inclusiva, aperta e autenticamente plurale il centrosinistra non competerà in oltre i 3/4 dei futuri collegi uninominali. A prescindere dalla loro conformazione e dal loro confine territoriale. Perché una cosa è altrettanto certa: sono definitivamente tramontati la “vocazione maggioritaria” del Pd e la conseguente “autosufficienza politica ed elettorale” del partito. Ovvero, il Pd da solo non vince più. Con tanti saluti, quindi, a tutto ciò che è stato predicato in questi anni dai vertici del Nazareno e da molti supporter renziani nostrani. E il risultato della Sicilia, salvo miracoli dell'ultima ora, non potrà che confermare questa semplice verità.

Ora, per evitare di precipitare in questa situazione, non c’è che una sola strada per il Pd: “ricostruire” una vera coalizione di centrosinistra. E, su questo versante, superare definitivamente i rancori e i risentimenti personali che hanno dominato in modo incontrastato i rapporti tra le varie formazioni riconducibili al campo variegato del centrosinistra. Se dalla Conferenza programmatica di Napoli è partito un invito, insolito e singolare, del segretario del Pd a superare i veti e le pregiudiziali nei confronti delle altre formazioni di sinistra - invito, peraltro, poco credibile visto ciò che si è detto e scritto sino al giorno precedente - per evitare, comprensibilmente, una sonora sconfitta in vista della “conta” nei vari collegi uninominali, e non solo al Nord del paese, è altrettanto vero che se si vuol perseguire questo progetto politico servono atti concreti e conseguenti. Cioè l’archiviazione di tutte le pregiudiziali “ad personam”.

L’alternativa a questo scenario è quello descritto da tutti i sondaggisti e, in particolare, da Nando Pagnoncelli recentemente sul Corriere della Sera. E cioè, la non competizione in tutto il Nord del paese, e in alcune regioni del Sud, del Pd e dei suoi micro ed irrilevanti alleati contro l’avanzata del centrodestra e il movimento di Grillo e Casaleggio. Su questo versante, come su altri aspetti più inerenti alle concrete scelte politiche in materia di economia, sviluppo, crescita e democrazia, si misurerà la reale volontà del Pd e di chi lo guida a svoltare e a intraprendere la strada di una vera coalizione di centrosinistra. Senza veti e senza risentimenti. Al di là della propaganda, delle chiacchiere e degli slogan.

On. Giorgio Merlo, Direzione nazionale Pd

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