ECONOMIA DOMESTICA

Artigiani, voglia di ripresa

Aumentano le previsioni di produzione e si incrementano i nuovi ordini per le esportazioni. Felici (Confartigianato): "Ci stiamo lasciando alle spalle la peggior crisi dal dopoguerra". Ma crescono solo le imprese più strutturate

Pur con qualche incertezza, le imprese artigiane piemontesi hanno voglia di ripresa. A rilevare un atteggiamento positivo è la quarta indagine trimestrale congiunturale  di Confartigianato Imprese Piemonte realizzata con questionario telefonico su un campione di oltre 2500 associati operanti nei settori di produzione e servizi più rappresentativi. In particolare, dall’indagine emerge che per quanto riguarda le previsioni di produzione totale si rafforza il saldo, positivo, che cresce dal 10,76 per cento  al 12,51. Per contro, il saldo dei nuovi ordini, pur rimanendo positivo, scende dal 12,82 per cento al 7,21 e le previsioni di carnet ordini superiore a tre mesi diminuiscono, passando dal 7,8 per cento al 3,45. Migliora, invece, il saldo dei nuovi ordini per esportazioni che sale dallo 0,95 per cento al 3,54 e le imprese che intendono investire per ampliamenti salgono dal 3,8 per cento al 4,38. Le previsioni di investimenti per sostituzioni salgono, invece, dal 15,7 per cento al 30,50 mentre coloro che non prevedono investimenti scendono dal 48,36 per cento al 43,02. (TABELLA)

“Finalmente - commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Piemonte - ci stiamo lasciando alle spalle la peggiore crisi dal dopoguerra. Le imprese artigiane hanno voglia di ripresa, lavorando con rinnovata fiducia e determinazione. In questo scenario si inserisce ora Impresa 4.0 che ricomprende nel manifatturiero e nei servizi tutto il mondo delle imprese, sostenendone gli investimenti in innovazione e avanzamento tecnologico. La quarta rivoluzione industriale porterà, oltre all’ampliamento della produzione automatizzata e interconnessa, la digitalizzazione dell’intero settore manifatturiero, mutando profondamente il modo di lavorare. Il passaggio a Impresa 4.0 apre una concreta opportunità di crescita per le micro, piccole e medie imprese e Confartigianato è fortemente impegnata a supportarle in questo percorso”.

Le stime di regolarità degli incassi crescono dall’81,2 per cento all’83,78 e  le ipotesi di ritardi scendono dall'11,45 per cento all'8,45. Secondo l’indagine, un altro segnale confortante si registra in merito alle previsioni dell’occupazione, il cui saldo sale dal 6,2 per cento al 7,6. In particolare, coloro che prevedono di assumere apprendisti salgono all’1,46 per cento anche se dagli associati viene ribadita  la necessità di apportare i correttivi necessari a rendere l’apprendistato realmente aderente sia alle caratteristiche delle imprese artigiane sia adatto a dare ai giovani una formazione utile al loro effettivo inserimento nel mondo del lavoro.

SOFFRONO LE PICCOLE IMPRESE - Ma se da una parte gli artigiani scommettono sulla ripresa, dall’altra i numeri tratteggiano una sostanziale stazionarietà del comparto nel terzo trimestre dell’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Dall’analisi dei dati del Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi emerge, infatti, come nel terzo trimestre dell’anno, a fronte di un tasso di crescita lievemente positivo (+0,11%) registrato dalle imprese piemontesi complessivamente considerate, il comparto artigiano, in linea con quanto avvenuto a livello nazionale, abbia subìto una flessione di lieve entità della propria base imprenditoriale (-0,13%). Nel periodo luglio-settembre del 2017, sul territorio piemontese sono nate complessivamente 1.443 imprese artigiane. Al netto delle 1.605 cessazioni (valutate al netto delle cancellazioni d’ufficio), ilsaldo appare negativo per sole 162 unità, dinamica che porta a 120.884 lo stock di imprese artigiane complessivamente registrate a fine settembre 2017 presso il Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi. Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce, come evidenziato sopra, in un tasso di crescita del -0,13%, risultato sostanzialmente in linea con quello medio nazionale del III trimestre 2017 (-0,06%).

Analizzando il tessuto imprenditoriale artigiano in base alla natura giuridica delle imprese che lo costituiscono, emerge come poco meno dell’80% delle realtà sia formata da ditte individuali, mentre il 16,3% risulta composto da società di persone, mentre solo il 4,4% ha assunto la forma della società di capitale.

In termini di dinamica si evidenzia, anche nel III trimestre 2017, una crescita solo per le forme più strutturate (società di capitale), che hanno mostrato, nel periodo in esame, un tasso di crescita positivo (+0,50%). Le ditte individuali hanno evidenziato una lieve flessione (-0,08%) e le società di persone hanno segnato un tasso di crescita del -0,54%. La performance meno brillante appartiene, anche in questo trimestre, alle “altre forme”, che registrano un tasso di crescita pari al -0,65%.

 A livello settoriale, si rileva una crescita solo per le imprese artigiane dell’agricoltura, che chiudono il trimestre con un +0,64% e quelledegli altri servizi (+0,12%). Il primo comparto per numerosità di imprese artigiane si conferma quello dellecostruzioni, che rappresenta il 42,0% delle realtà imprenditoriali artigiane piemontesi, ma registra per l’ennesima volta un dato negativo (-0,24%). L’industria in senso stretto, con il 22,1% delle imprese artigiane della regione, evidenzia un tasso di variazione pari al -0,24%, di poco superiore a quello medio regionale. Anche il comparto del turismo (-0,20%) e del commercio (-0,14%) registrano dinamiche, seppur lievemente, negative.

 A livello provinciale, nel III trimestre 2017 le criticità maggiori si riscontrano a Alessandria (-0,42%) e Torino (-0,20%). Contrazioni meno intense della media regionale si registrano a Biella (-0,08%),Cuneo (-0,06%) eVerbania (-0,02%). Lievemente positive le dinamiche evidenziate dalle altre realtà territoriali. Novara segna un tasso positivo del +0,17%, seguita da Asti (+011%) eVercelli (+0,06%).

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