ECONOMIA DOMESTICA

Iren, 800 milioni di investimenti

Nuovi impianti mini-idroelettrici, incremento di interventi per il trattamento di carta, plastica e rifiuto organico. Il piano industriale prevede ingenti risorse per il Piemonte. I numeri di una realtà sempre più importante per il tessuto economico regionale

L’allacciamento di circa 11 milioni di metri cubi di volumetrie aggiuntive alla rete del teleriscaldamento della provincia di Torino, per oltre 170 milioni di euro, interventi di flessibilizzazione degli impianti di Moncalieri, Torino Nord e Turbigo e la realizzazione di tre impianti mini-idroelettrici in località quali Noasca, Ceresole e San Mauro. Sono gli investimenti, per un totale di circa 800 milioni di euro, previsti in Piemonte dal piano industriale di Iren al 2022 illustrato oggi in Borsa Italiana.

A ciò si aggiunge la crescita del settore Ambiente derivante dal rafforzamento nel “waste-to-material”, sia attraverso operazioni di consolidamento, sia di sviluppo di impianti dedicati al trattamento di carta, plastica e rifiuto organico. In quest’ambito il gruppo prevede la costruzione di due impianti di selezione dei materiali da raccolta differenziata, di cui uno a Parma e uno a Borgaro in grado, quest’ultimo, di trattare 156.000 tonnellate annue la cui entrata in esercizio è prevista nel 2020.

Iren a Torino conta 2.813 dipendenti e ha fatto 47 nuove assunzioni nel 2016. Ammontano a 108 milioni di euro gli ordini ai fornitori in provincia di Torino, mentre sono 890.529 gli abitanti serviti nel settore ambientale e 603.180 quelli serviti nel teleriscaldamento. La raccolta differenziata è pari al 42,9%. “Innovare il proprio modo di vedere il business anticipandone le sue probabili evoluzioni rappresenta la vera sfida che Iren intende raccogliere e che è ben presente nel nuovo Piano Industriale” afferma il presidente Paolo Peveraro.

L’innovazione rappresenterà un elemento sempre più cruciale nel guidare il processo di crescita del gruppo che porrà sempre più attenzione al confronto e alla collaborazione con start-up ad alto contenuto innovativo e tecnologico, considerando anche il Corporate Venture Capital come una leva decisiva nelle strategie di open innovation, e alla crescita del capitale umano, dove è previsto un raddoppio delle risorse sotto i 30 anni già al 2020 con l’ingresso di circa 180 nuovi talenti che porteranno nuove competenze e idee innovative al Gruppo.

Sulla base di tali linee strategiche Iren si prefigge al 2022 una crescita dell’ebitda pari a circa 170 milioni di euro, che porterà il margine operativo lordo del Gruppo a 950 milioni di euro al 2022 (Cagr 3,3%) e un utile di gruppo pari a circa 265 milioni di euro, in crescita del 52%.

In parallelo alla presentazione del piano industriale, il gruppo ha approvato i risultati dei primi nove mesi del 2017 che hanno confermato il positivo andamento della società con ricavi a 2,6 miliardi in crescita del 17,3%, ebitda a 622,2 milioni di euro (+11,3%), utile netto a 179,5 (+42,3%) e indebitamento finanziario netto in contrazione di 70 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2016.

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