POLITICA & GIUSTIZIA

Firme false, il Pd la sfanga

Non decadranno gli 8 consiglieri regionali eletti nella lista provinciale di Torino. Accertate molte irregolarità, ma un modulo valido li mette al riparo. Ora al Tar l’ultima parola, ma è solo una formalità

Nel giorno in cui, in sede penale, il pm chiede 9 mesi di carcere per Rocco Florio, l’unico imputato nel procedimento sulle firme false, il Tribunale civile di Torino salva definitivamente gli eletti democratici e la maggioranza di centrosinistra in Regione. Il giudice ha, infatti, accertato la falsità di alcune delle sottoscrizioni che accompagnarono la presentazione di liste a sostegno di Sergio Chiamparino alle ultime regionali, ma ha giudicato valido un intero modulo di quelli contestati permettendo al Pd di raggiungere il numero minimo di firme necessario (il partito ne aveva raccolte più di quante fossero necessario per avere un margine). Un documento regolare, due da cancellare parzialmente, dieci da invalidare completamente: questo è l'esito. “Ci sono quindici firme valide in più di quelle che sono necessarie. La conseguenza è che la lista è valida, conferma il professor Vittorio Barosio, legale di riferimento del Pd.

La lista provinciale torinese democratica, dunque, è salva. A meno che non sopravvengano novità: impugnazioni, revisioni dei calcoli, strascichi procedurali e colpi di scena assortiti. Il Movimento 5 Stelle non si accontenta, dato che “il tribunale - osservano - ha comunque accertato la falsità di parecchie firme”. I grillini invocano “un atto di coerenza e di rispetto verso gli elettori. Tutti i consiglieri del Pd eletti a Torino devono dimettersi. E se intendono restare attaccati alla poltrona dovrà essere Chiamparino a pretendere le loro dimissioni”. In ogni caso anche se cadessero tutti e otto la maggioranza, pur diventando assai risicata, conserverebbe i numeri per andare avanti. “Le firme false per Chiamparino ci sono, ma lui rimane al suo posto, mentre Cota per molto meno ha dovuto lasciare”, osserva la capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, Gianna Gancia, mentre il coordinatore piemontese di Forza Italia, Gilberto Pichetto, commenta con un sarcastico “esito scontato”.

A questo punto possono considerarsi definitivamente salvi dunque gli otto consiglieri regionali eletti nella circoscrizione di Torino: Davide Gariglio, Gianna Pentenero, Mauro Laus, Nino Boeti, Raffaele Gallo, Daniele Valle, Andrea Appiano ed Elvio Rostagno.

Il dispositivo è stato depositato oggi e chiude la causa attivata da una querela di falso presentata da alcuni ricorrenti. La decisione dovrà ora essere esaminata dal Tar, che dovrà verificare la regolarità della lista in questione, quella provinciale del Pd, ma si tratta di una mera ratifica formale. 

Lo scorso 4 maggio, dopo una lunghissima camera di consiglio, i giudici amministrativi avevano sospeso il giudizio sulla decadenza dei consiglieri Pd proprio in attesa della decisione del tribunale civile. La causa civile era stata attivata, dopo una querela di falso, dal Movimento 5 Stelle e della ex pasionaria leghista, Patrizia Borgarello. Al voto, come precisato dallo stesso Tar in una tappa precedente della vicenda, non si tornerà. Ma l’eventuale decadenza degli otto consiglieri Pd avrebbe ridimensionato i numeri della maggioranza in Consiglio.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    02:37 Mercoledì 15 Novembre 2017 moschettiere Niente di nuovo sotto il sole

    Come prevedibile, alla fine a pagare sarà solo il piantone, magari con la complicità del produttore delle biro. Non che il piantone sia stato un santo, ma a fiuto (e penso di non confondermi) i veri responsabili sono i capataz di turno. Quelli insomma che non vengono neppure sfiorati. Anche perché dal giochetto, sono poi i capataz che han tratto i vantaggi, economici e non solo. Il piantone era piantone, è restato piantone, ed ora rischia di carierarsi in galeotto. Sic transit gloria mundi. E a me viene l'orticaria. La Borgarello poi fa tenerezza. E lo dico con la sincera e disinteressata amicizia che ci lega. (ho detto lega senza allusioni...). Ma fa tenerezza non perché non ha ottenuto il nobile scopo prefissato, ma per aver creduto in Borghezio, accettando il ruolo di sua solidale. Mai infilare le dita nel tritacarne! Spero che almeno possa trarre qualche beneficio di immagine, in questa palude di sabbie mobili. Vedremo cone finisce il film.

  2. avatar-4
    23:22 Martedì 14 Novembre 2017 voltaire CIN CIN!

    brindisi con casa Gancia o brut Alta Langa? e le mutandine di chiffon?

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