DIRITTI & ROVESCI

La Regione non sta al gioco (del governo)

Chiamparino e Saitta tengono il punto e confermano che la legge sulla ludopatia non verrà cambiata. Missione (infruttuosa) del sottosegretario Baretta, che ribadisce: "Scelte proibizioniste aprono le porte all'illegalità". Manifestazione degli operatori

Nessun ripensamento. Sul gioco d’azzardo il Piemonte tira dritto e per chi avesse dubbi chieda a Nadia Conticelli, consigliera democratica, protagonista di un serrato scambio di vedute, questa mattina, con il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, giunto a Torino per tentare di convincere Sergio Chiamparino a riallinearsi a quanto sancito dall’accordo siglato a settembre tra Stato e Regioni.

“La legge è solida e non intendiamo modificare il nostro atteggiamento, anche perché non è una norma contro qualcuno ma a favore delle persone più fragili – afferma l’assessore alla Sanità Antonio Saitta -. Magari si poteva fare meglio, ma preferiamo un miglioramento continuo a una perfezione in ritardo”. La parola d’ordine, di fronte alle pressioni dell’esecutivo è tenere il punto, nessun passo indietro. Il governo, tuttavia, resta fermo sulla sua idea: “L’accordo sottoscritto da tutte le Regioni va rispettato perché consente di ridurre l’offerta e tutelare il lavoro legale, mentre la legge del Piemonte va molto oltre. Se le norme regionali hanno, pur in buona fede, un approccio proibizionista – afferma Baretta - il rischio è che sparisca il gioco legale ma prenda corpo l’illegalità. Noi pensiamo che la linea dell’esecutivo vada consolidata, riducendo, il più possibile i conflitti fra Stato ed Enti Locali”.

La legge piemontese impone delle distanze maggiori tra le slot e i cosiddetti luoghi sensibili, come scuole, oratori e banche, stabilite in non meno di 500 metri. Un provvedimento che costringerà alla chiusura un numero superiore di sale giochi, con conseguente riduzione del gettito erariale per il governo, che i gestori delle slot stimano in 234 milioni. Intanto l’associazione Sapar si mobilita per una manifestazione indetta il 12 dicembre sotto la sede del Consiglio regionale in via Alfieri a Torino. Una manifestazione, si legge nella nota “organizzata per dare un forte segnale all’amministrazione regionale che ha emanato una legge scellerata e iniqua, discriminando un settore industriale che garantisce occupazione, legalità e gettito per lo Stato”.

Insomma, non mancano le pressioni nei confronti della Regione. Al termine dell’incontro con Chiamparino e il presidente del Consiglio Mauro Laus e Saitta, Baretta lascia aperta una porta per la trattativa: “È un percorso in salita. Ma avendo come riferimento le gare del Bingo e delle scommesse che dobbiamo fare entro il 2018 confido che quell’appuntamento possa essere preceduto da progressivi chiarimenti”.  Baretta ha negato che la posizione del governo possa fare da cassa di risonanza ai gestori. “E una cassa di risonanza per la legalità non per i gestori. Sto pensando ai cittadini - ha dichiarato -: se trovano uno spazio legale seppure ridotto - perché non c’è solo la ludopatia ma anche il gioco normale - giocano in condizioni di protezione, se non trovano niente potrebbero essere risucchiati in una situazione di illegalità e quindi con rischi più ampi, a cominciare dall’usura”. “Che il gioco legale sia eccessivo e si debba ridurlo perché ha comportato fenomeni negativi , lo diciamo da tempo - ha proseguito Baretta ricordando la decisione di ridurre la diffusione delle macchinette del 35% - però se si va verso una logica proibizionista c’è il rischio che la parte più debole della popolazione sia attratta da una situazione di illegalità”.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    08:59 Venerdì 08 Dicembre 2017 enzar Ragioner Baretta torni a scuola

    L'ex segretario CISL metalmeccanici, il ragionier Pier Paolo Baretta dovrebbe tornare a scuola di ragioneria e rifarsi i conti del "danno erariale" che paventa. Se i "giocatori" non regalano alle società offshore proprietarie a tutti gli effetti delle concessioni Slot e VLT la montagna di denaro persa annualmente allora potranno acquistare beni e servizi in Italia con beneficio di IVA e altre imposte di molto superiori per le casse dello Stato, altro che danno erariale.

  2. avatar-4
    19:55 Giovedì 07 Dicembre 2017 ciumbia controsenso

    La legge prevede 500 metri distanza da banche e bancomat delle sale gioco: ma tutti gli esercizi commerciali, compreso le sale gioco, per legge, devono avere il POS, che un bancomat a tutti gli effetti. Sti politicanti sanno cosa fanno?

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