POLITICA & GIUSTIZIA

Case ai rom, truffa aggravata

Chiusa l’inchiesta sul progetto relativo allo sgombero dei campo nomadi di Torino. Coinvolti amministratori ed esponenti di cooperative sociali, tra cui l’ex capogruppo di Sel Curto. Un sistema fraudolento per ottenere soldi pubblici

L’inchiesta è conclusa e ora le truffe diventano aggravate perché sarebbero state fatte per ottenere erogazioni pubbliche. La procura di Torino ha inviato l’avviso di conclusione a dieci persone coinvolte nell’inchiesta sullo sgombero del campo nomadi di Lungo Stura Lazio, un procedimento nato dalla denuncia dell’allora consigliere comunale di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone contro le coop del progetto “La città possibile”. Tra gli indagati compaiono l’ex capogruppo di Sel Michele Curto e il “ras” delle soffitte Giorgio Molino. Dalla ricezione dell’avviso gli indagati hanno venti giorni di tempo per cercare di discolparsi, altrimenti la procura potrà chiedere il processo.

Rispetto ad alcuni mesi fa, quando il sostituto procuratore Andrea Padalino ottenne alcuni sequestri preventivi, le ipotesi di reato sono variate. Una nuova accusa è quella di frode nelle forniture pubbliche continuata e in concorso ed è contestata a due uomini della Cooperativa Animazione Valdocco (capofila del raggruppamento “La città possibile”): si tratta del presidente e rappresentante legale Paolo Petrucci e del direttore responsabile del progetto Massimiliano Ferrua. Secondo il pm “rendevano servizi diversi rispetto a quelli fissati nel capitolato d’appalto, mai svolti nei confronti dei destinatari del Lotto 2 (quello per il superamento del campo nomadi di via Germagnano, ndr) e fraudolentemente rendicontati al Comune di Torino”. Tra il dicembre 2013 e il dicembre 2014 avrebbero ottenuto una somma che i militari della Guardia di finanza hanno calcolato in 77.177 euro. Petrucci e Ferrua sono anche accusati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche perché nei prospetti presentati dal raggruppamento temporaneo di imprese al Comune avrebbero inserito ore di lavoro del Lotto 2 in realtà fatte nell’ambito del Lotto 1, quello sul campo nomadi di Lungo Stura Lazio e alla messa in sicurezza di corso Tazzoli.

Un’altra truffa aggravata è quella per cui sono indagati Matteo Saccani, Roberto e Luca Forte. I primi due sono il tesoriere e il consigliere dell’associazione “Terra del fuoco”, inserita nel gruppo “La città possibile”. Il terzo è il titolare della ditta “Mana eventi” che avrebbe ottenuto poco più di 25mila euro per un compito di “general contractor” mai eseguito secondo gli investigatori. Il “ras” delle soffitte, l’imprenditore immobiliare Molino, è indagato soltanto di false fatturazioni per quasi 107mila euro per l’affitto di alcuni appartamentini in corso Vigevano 41 per l’accoglienza temporanea delle famiglie rom. La sua società, la Acaja srl, ha occultato dei redditi e ha potuto ottenere un risparmio di 22.108 euro di Ires nel 2013 e 2014 e di 17.818 euro di Iva.

L’ex capogruppo di Sel in Consiglio comunale Curto era stato indagato insieme al suo datore di lavoro Michele Rubino e a Saccani di truffa, ma anche per loro adesso l’ipotesi di reato diventa truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche perché avrebbero presentato “dichiarazioni ideologicamente false” affinché quasi 13.500 euro di rimborsi “riconosciuti a coloro che ricoprono cariche pubbliche elettive” finissero al datore di lavoro. Per questa ragione sono anche indagati per concorso in falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.

È stata chiesta invece l’archiviazione per tre persone: Carla Osella dell’Aizo (Associazione italiana zingari oggi), Oliviero Alotto, presidente di “Terra del Fuoco” e Luca Negro, titolare di un’impresa coinvolta nei lavori. Entrano invece nell’inchiesta due professionisti, i geometri Massimo Silvestro e Andrea Russo, indagati di falsità ideologica commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità. Anche loro avranno adesso la possibilità di farsi interrogare o presentare delle memorie difensive con la speranza di evitare il processo.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    22:46 Giovedì 21 Dicembre 2017 gastone L'ennesimo pasticciaccio truffaldino

    Qui si intrecciano personaggi alla Giorgio Molino (il "ras delle soffitte") e i "puri" delle cooperative dai nomi sublimi come "La città possibile" cui fanno capo animatori, e poi geometri, e poi il tesoriere e un consigliere del "La terra dei fuochi", e poi politici, e poi, e poi...gente che si è sempre posta come protettrice dei poveri e bisognosi ed emarginati nella crudele città, forse questa variegata galassia di "paladini" della solidarietà è la peggio di tutte?

  2. avatar-4
    21:57 Giovedì 21 Dicembre 2017 gastone SEL?

    Truffatori anche quelli di SEL? Vabbè buonanotte e a mai più sentirvi nominare!

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