Cattolici “liberi e uguali”

“Cosa rossa”? “Sinistra massimalista”? “Scissionisti di sinistra”? “Estremisti di sinistra”?. Questi sono, più o meno, le definizioni che i detrattori di “Liberi e Uguali” - dal vasto e articolato mondo renziano a tutti gli organi di informazione e i commentatori che sostengono e fiancheggiano il renzismo - danno del movimento politico guidato da Pietro Grasso.

Ora, è ovvio che in campagna elettorale ognuno cerca di portare l’acqua al proprio mulino e, di conseguenza, di demolire o di delegittimare chi ti crea maggiori problemi politici ed elettorali. Purtroppo, è questa la cifra della politica contemporanea. Ma, per sfortuna dei vari detrattori che quotidianamente si esercitano in questo infaticabile compito, il solo fatto di avere come leader un uomo come Pietro Grasso, con quel curriculum e con quel profilo politico e culturale, cancella d’un tratto qualunque speculazione volgare e riconducibile a quell’armamentario un po’ obsoleto sulla cosiddetta natura “estremista” o “massimalista” di questo nuovo soggetto politico.

In secondo luogo, “Liberi e Uguali” nasce e si qualifica come sinistra e centrosinistra di governo. Nulla a che vedere con movimenti testimoniali, minoritari, estremisti o vagamente protestatari. Occorre stare attenti a non confondere i propri desideri con la realtà. Chi ha una vocazione e una cultura di governo compete per il governo del paese e non per una mera riaffermazione di testimonianza. Poi, certo, saranno sempre e solo gli elettori a dare una risposta definitiva in merito. Ma questo è un altro paio di maniche.

Ecco perché, terza considerazione, in un movimento politico del genere la presenza cattolico democratica e cattolico popolare non è un fatto estemporaneo o accidentale ma è persin un elemento costitutivo del nuovo soggetto politico. Del resto, un partito che nasce come alternativo ai “partiti personali” o “del capo” e, soprattutto, ambisce ad essere un “partito plurale”, seppur caratterizzato sotto il profilo ideale, non può non contenere al suo interno più culture politiche. Soprattutto quelle che più hanno contribuito a qualificare e a rafforzare la democrazia nel nostro paese. E il filone cattolico democratico e cattolico popolare ne è, a pieno titolo, un segmento qualificante.

Questi sono tre semplici motivi per evitare di dare giudizi approssimativi e superficiali su questa nuova esperienza politica e culturale. Il tutto per evitare di dover fare i conti con una realtà che si prospetta, a volte, molto diversa da come la si vorrebbe immaginare.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    17:06 Giovedì 04 Gennaio 2018 già... “liberi e uguali”

    “liberi e uguali” nel senso che questa estate anche io potrò andare, liberamente, nella tenuta presidenziale di Castelporziano con la scorta armata personale tanto siamo tutti “uguali” e “sulla stessa barca”?...

  2. avatar-4
    12:50 Mercoledì 03 Gennaio 2018 patty Quante balle ugualmente in libertà

    Liberi e Uguali è il partito del capo, seppure cammuffato (D'Alema), ed è il partito dei riciclati buoni per ogni stagione. Grasso è solo la foglia di fico. D'altra parte fino a ieri per un ruolo istituzionale (presidente della Regione Sicilia) diceva di non potersi candidare perché come Presidente del Senato doveva essere 'super partes'... salvo rimangiarsi tutto qualche settimana dopo e diventare il capo di un partito per ricambiare la cortesia fatta a suo tempo da Bersani-D'alema... Non so cosa ci veda Merlo di cattolico in tutto questo, se non forse la possibilità di riciclarsi anche lui. Un po' di sincerità, suvvia! Quante balle ugualmente in libertà!

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