SOTTOVOTO

Radicali liberi (di andare da soli)

Una trentina di militanti torinesi hanno già dato la loro disponibilità a candidarsi nella "missione suicida" di Bonino. "A noi i posti non ci interessano siamo per strada da 30 anni". L'ultima mediazione di Fassino

Da Torino è già partita la lista. Una trentina di nomi, per lo più attivisti radicali, pronti a candidarsi in +Europa al fianco di Emma Bonino. Il rapporto con il Pd è sempre più sfilacciato per via di quella interpretazione del Rosatellum che impone ai seguaci dell’ex ministro degli Esteri, di raccogliere le firme per potersi presentare. Dunque alle armi, anche da soli, anche a costo di rischiare lo zero virgola. Non sarebbe la prima volta, a dimostrazione che “l’accusa di cercare posti fa meno che ridere” dice Igor Boni, tra i coordinatori dell’associazione radicale Adelaide Aglietta, una delle più vicine a Bonino nella galassia radicale. Lui, Silvio Viale, Giulio Manfredi, Silvja Manzi hanno tutti risposto presente alla chiamata giunta da Roma e si preparano alla missione suicida. “Siamo per strada da trent’anni, non cerchiamo posti e non abbiamo paura di perdere”.

Ora dopo ora le parole di Bonino si impregnano di fiele nei confronti del partito di Matteo Renzi: “Ieri abbiamo spiegato come sia impossibile un apparentamento tra +Europa e Partito democratico a causa di una interpretazione giuridicamente surreale, prima che incostituzionale, della legge elettorale che nonostante le nostre reiterate e tempestive denunce né il Governo né il Pd hanno saputo o voluto rettificare. E che, impedendoci di avviare da subito la raccolta firme nei collegi plurinominali, mette a repentaglio la presenza stessa della nostra lista alle prossime elezioni” spiega la Bonino che ha dato ai dem un ultimatum: 24 ore per sanare la questione altrimenti sarà divorzio, prima ancora del matrimonio. La risposta ufficiale del Pd è stata “vi aiuteremo a raccogliere le sottoscrizioni”. Una mano tesa che i radicali temono come il bacio della morte, ancor più in una regione come il Piemonte, martoriata dalle firme false, in cui esponenti del Pd hanno patteggiato in sede penale per la raccolta disinvolta delle firme durante le ultime elezioni regionale. “Le firme le raccogliamo noi in modo regolare, ma dobbiamo avere il tempo per farlo”.

Strettissimi gli spazi per trovare un accomodamento. Fino all’ultimo ci sta provando Piero Fassino che non si stacca dal telefono per cercare una soluzione: “Vi daremo una mano, siamo pronti a mettere a disposizione la nostra macchina organizzativa”. La lista +Europa è l’unica, tra centrodestra e centrosinistra, a dover raccogliere le firme, 25mila in tutta Italia, per l’assenza di un collegamento con un gruppo parlamentare. E non solo nei seggi in cui sono presenti loro candidati ma per tutte le liste della coalizione. “Il problema è che per potersi attivare e iniziare a portare i moduli ai gazebo è necessario che le liste siano composte con ampio anticipo” dice Boni. La deadline è fissata al 29 gennaio, giorno ultimo per consegnare i moduli per Camera e Senato con i nomi precisi (e non modificabili) di 348 candidati uninominali del Pd e delle altre liste della coalizione, corredati dalle relative firme. Qualcuno ha dei dubbi sul fatto che le trattative nel Pd andranno avanti sino al 28 notte e oltre? “E quand’è che noi avremmo il tempo di mettere insieme le sottoscrizioni necessarie in modo regolare (precisazione d’obbligo ndr), come abbiamo sempre fatto?”.

Un problema organizzativo ma anche formale: “Questa interpretazione della legge elettorale è incostituzionale, anche il presidente Mattarella ci ha dato ragione quando lo abbiamo incontrato – dice Boni -. Dopo le elezioni faremo ricorso e lo vinceremo”. Intanto la coalizione di centrosinistra, dopo Mdp, sta per perdere un altro pezzo.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    17:08 Giovedì 04 Gennaio 2018 già... Un connubio tra “filantropi” e “neofiti”...già, interessante...

    “Filantropi” che da "30 anni" sono in strada, ma dei quali non si sa nulla. Si immolano per le cause più disparate (sempre a spese degli altri), dicono di non avere stipendi e dichiarano di essere tutti nulla tenenti, sembra lavorino tutti per i santi e le madonne, ma alla fine li trovi alle cene del Bilderberg, abbronzati con i loro vestiti e i loro veli/copricapo firmati e le care (di prezzo) sigarette sempre in bocca. Poveretti che però hanno sempre accesso alle cure migliori per i loro stravizi che mai vengono curati con una sacrosanta eutanasia da loro tanto sponsorizzata (sempre a spese degli altri). E' normale quindi che i “neofiti” (figli dei “filantropi”) aspirino a tanto...

  2. avatar-4
    12:17 Giovedì 04 Gennaio 2018 moschettiere Semplice

    Che vadano coi 5S intanto la pasta è la stessa. E poi si sa, tra comici, immorali e analfabeti ci si capisce sempre.

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