LA SACRA RUOTA

Fca è ricca ora deve investire

La piena occupazione promessa da Marchionne entro il 2018 difficilmente sarà raggiunta a causa dei ritardi del piano industriale. La produzione e la redditività è aumentata, ma occorrono nuovi modelli. La sollecitazione della Fim Cisl

Il 2017 ha dato al gruppo Fca “buoni risultati di produttività e redditività, si può dire che in Italia si è ripreso un settore che rischiava di sparire. Ora però serve che l’azienda dia seguito agli investimenti  che aveva annunciato e che ha poi fatto slittare”. Lo ha affermato il segretario nazionale Fim Ferdinando Uliano, illustrando oggi a Torino i dati di Fca Italia per l'anno appena concluso.

 

“La produzione di Fca Italia nel 2017 - ha sottolineato il sindacalista - è aumentata nel settore auto del 4,2%, e le ore di cassa integrazione sono scese a 5,8 milioni dai 32 milioni del 2013. Inoltre le produzioni di alta gamma sono ora il 64% del totale contro il 20% del 2012, con un capovolgimento ha prodotto redditività e aperto ai mercati di Usa e Cina”. Ma tutto questo, ha rimarcato il numero uno dei metalmeccanici della Cisl, “deve ora essere orientato alla piena occupazione, attraverso il completamento gli investimenti per i nuovi modelli, slittati rispetto al piano 2014-2018. L’obiettivo di Fca della piena occupazione senza ammortizzatori entro fine 2018 di tutti gli oltre 66.200 lavoratori, pur essendo vicino, non verrà raggiunto proprio a causa di questi ritardi”. 

 

I dati, nonostante un rallentamento nell’ultimo periodo dell'anno, mostrano una situazione ben diversa dal 2013. “Da allora - ha aggiunto Uliano - abbiamo impegnato Fca con accordi per portare in Italia investimenti significativi. La produzione è passata da 595.500 a un milione e 43.884 auto (+75,3%) considerando Fca, Ferrari e Fiat Professional. E la sola Fca Auto ha fatto registrare quasi un raddoppio, con il +93,3%. Gli ammortizzatori sono così scesi dal 27% della forza lavoro a circa il 5%”.

Il polo produttivo di Torino, con Mirafiori e Grugliasco - ha osservato il sindacato - nel 2017 è salito complessivamente del 5,8% sul 2016, con Mirafiori in crescita e Grugliasco in calo. “Riteniamo fondamentale la partenza del nuovo modello su Mirafiori, anche perché gli ammortizzatori sono in fase di esaurimento. A Melfi è necessario trovare una alternativa alla Punto, che è in via di uscita dalla produzione. A Pomigliano, dopo il record di produzione di Panda del 2016 si è registrata una lieve flessione, ma in vista dell’esaurirsi degli ammortizzatori si deve partire al più presto con il progetto premium. A Cassino nel 2017 si è quasi raddoppiata la produzione con il raggiungimento della piena occupazione e l’interruzione di cinque anni di ammortizzatori, anche se la crescita è calata nell’ultimo trimestre. A Maranello, dopo lo spin-off Ferrari, la produzione è salita del 3,1%, con la prospettiva ad aprile del secondo turno, fatto mai accaduto prima su una linea produttiva Ferrari, e la previsione di 60/70 nuovi ingressi quest’anno”.

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